I dati dei rapporti del Cnr e dell'Organizzazione mondiale della sanitÃ
"In Italia il 20% della mortalità è riconducibile a cause ambientali prevenibili"
Ambiente, un morto su 5 dovuto allo smog
Otto milioni gli italiani in zone ad alto rischio
ROMA - In Italia un decesso su cinque è dovuto a cause ambientali prevenibili, in primo luogo lo smog. e sono fra i 6,4 e gli 8,6 milioni gli italiani che vivono in zone inquinate, ad alto rischio per la salute. Considerando però solo i comuni inclusi in 54 Sin, i siti di interesse nazionale per le bonifiche, di cui sono noti e riconosciuti i pericoli sanitari. Ma il numero crescerebbe in modo considerevole se si tenesse conto di tutte le aree "pericolose": 6 mila Sir, definiti secondo parametri differenti da regione a regione, 58 siti con elevata contaminazione d'amianto, 1.550 siti minerari e 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Una situazione nella quale allarmano gli effetti del traffico in città , con le polveri sottili che uccidono 8.220 italiani l'anno, secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità .
E' un quadro drammatico quello che emerge dalla Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia, sintesi delle attività realizzate nelle aree italiane a rischio e contributo del Cnr ai lavori dell'VIII Commissione permanente ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, presentato oggi a Roma in concidenza della Giornata mondiale dell'ambiente.
A lanciare l'allarme sugli effetti devastanti delle polveri sottili è Roberto Bertollini, direttore del programma "Salute e ambiente" dell'Organizzazione mondiale della sanità . "In Italia il 20% della mortalità è riconducibile a cause ambientali prevenibili" spiega, ricordando che sono le aree della Pianura Padana, insieme ad alcune zone di Olanda e Belgio, tra le più soggette all'inquinamento, in particolare delle polveri sottili.
I dati riferiti alle maggiori città indicano che oltre il 60% degli ossidi di azoto è dovuto alle emissioni da traffico, così come oltre il 90% del monossido di carbonio. Le automobili sono responsabili anche del 75% delle emissioni di benzene su scala nazionale, di cui oltre il 65% originate in aree urbane.
Milano e Torino, ha spiegato Bertollini (oltre alle zone, citate, del Sud della Polonia) sono tra i centri in Europa caratterizzati dai più alti valori di concentrazione di Pm 2,5 ossia il particolato fine, che entra subito in circolo nel sangue: "Secondo le linee guida dell'Oms, il Pm 2,5 dovrebbe attestarsi sui 10 milligrammi per metro cubo, mentre a Milano e Torino tocca regolarmente i 35-40 milligrammi". Per il Cnr, lo smog uccide in media 8.220 persone l'anno nelle 13 maggiori città italiane, il che equivale al 9% della mortalità per gli over 30, incidenti stradali a parte.
(5 giugno 2007)







e' veramente una tragedia.. e la cosa piu' brutta e' che non si vuole rimediare.. sempre per interessi di pochi, che fanno star male molti... anzi, fanno morire molti..