Da scaricare questo pdf scritto da Giovanni Puccio, dove potrete trovare il perchè alcune persone diventano farmaco resistenti e le regole per proteggersi dal virus dell'influenza (suina e non).
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IL CODEX ALIMENTARIUS: un inquietante progetto in campo alimentare
Autore: FrancoLibero Manco
Il Codex Alimetarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.
La Commessione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall'OMS (che appartiene all'ONU) e dalla FAO.
Un insieme di standard internazionali aventi come scopo la protezione della "salute" dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per: preparati alimentari, semipreparati, crudi, l'igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l'etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l'uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l'industria chimico-farmaceutica.
La lobby della chimica farmaceutica è nata da un'associazione condotta da Rockfeller e dall'IGFarben della Germania nazista. L'IGFarben fin dal 1932 fornì ad Hitler un finanziamento di 400.000 marchi senza il quale il secondo conflitto mondiale non avrebbe potuto avere luogo e nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica del mondo approfittando della mano d'opera dei campi di concentramento. Nel processo di Noriberga i responsabili della IGFarben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati con l'aiuto di Nelsen Rockfeller (che a quei tempi era ministro degli affari esteri in USA) e s'infiltrarono nell'economia tedesca.
La direttiva europea sugli integratori alimentari prevede "dosaggi massimi" per vitamine e minerali.
La 'valutazione del rischio' teutonica vuole togliere dagli integratori il potere preventivo e nutritivo.
L'ANH si oppone allo smembramento degli integratori di vitamine e minerali.
Dai il tuo contributo - firma e fai firmare!
Petizione on-line dell'ANH (Alliance for Natural Health)
contro le restrizioni sulle vitamine e sui minerali negli integratori
La Commissione europea dice che "è solo una minoranza vocivera" che vuole gli integratori ad alto dosaggio.
Ora è importante far vedere che non è così se sei dell'opinione che:
La Piroluria - Comune e semi-sconosciuta disfunzione metabolica
Dedicato a mio papà, a Gianmaria e a chi cerca la verità
Mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla piroluria e mi sono reso conto immediatamente che per me è impossibile parlare di questa disfunzione metabolica senza descrivere la mia esperienza personale. Non sono un medico e non ho nessuna qualificazione in questo campo, di conseguenza qualsiasi tentativo facessi di attenermi a nozioni scientifiche risulterebbe in un qualcosa di poco accurato. Quello che so sulla piroluria è esclusivamente frutto di un’intensa lettura da diverse fonti (libri, articoli, Internet, il forum ecc.) e dal relazionarmi con medici, quindi posso solo riportare qui la mia esperienza e le mie impressioni personali.
La piroluria è per me un’esperienza molto intima in quanto può provocare alterazioni della percezione, del comportamento, dell’umore e della psicologia di una persona oltre ad una serie di sintomi fisici. Sarebbe davvero difficile per me parlare con distacco di queste cose visto che le sto sperimentando in prima persona.
Una delle battaglie più intense de La Leva è quella per la libertà di scelta nel campo dell’alimentazione. Parliamo della nostra facoltà di integrare nella dieta elementi nutritivi, senza restrizioni di forma o dosaggio.
L’integrazione di elementi nutritivi ad alto dosaggio non ha mai fatto parte della cultura salutistica italiana e quella di alcuni altri paesi europei come Francia, Germania e Grecia. Tuttavia, l’uso di integratori nella tradizione anglosassone si è notevolmente diffuso in Europa in seguito alla maggiore disponibilità di studi scientifici e libri sull’uso dei nutrienti per la salute in questi ultimi decenni. Però, l’uso di vitamine e minerali come strumento preventivo e in qualche caso curativo, si è scontrato in alcuni paesi, tra i quali l’Italia, con una pratica amministrativa piuttosto restrittiva. Limiti di dosaggio alquanto bassi erano in vigore un po’ ovunque.
Ancora non è stato deciso il destino di vitamine e minerali negli integratori e la Commissione Europea già prende di mira un’altra categoria di ingredienti. Secondo un comunicato dell’associazione inglese ANH - Alliance for Natural Health - l’Unione Europea starebbe considerando elenchi estesi di erbe ed estratti vegetali con l’intento di approvarne o meno l’uso negli integratori.
Citando l’esempio degli aromi naturali, L’ANH teme che molti tra queste erbe ed estratti potrebbero finire sull’elenco delle “spezie a rischio di estinzione”. Infatti, sugli aromi naturali la scure è caduta in modo abbastanza pesante. Piante di uso comune come l’eucalipto, la melaleuca, il timo e la citronella sarebbero stati messi fuori legge negli anti-insetti e deodoranti naturali.
Dosaggi vitaminici: Risponde la Commissione EU
Ancora non accenna a placarsi la controversia sulla direttiva europea riguardo agli integratori alimentari. Restano tuttora irrisolti i due nodi principali che il testo approvato nel 2002 lasciò indietro per essere sciolti successivamente: limiti massimi di dosaggio per vitamine e minerali e fonti di nutrienti da permettere in questi prodotti.
Mentre per le fonti di nutrienti, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare è chiamata ad esaminare entro la fine del 2009 centinaia di dossier scientifici su ogni forma chimica dei singoli minerali e delle vitamine che ha in mano dal 2005, per i dosaggi massimi, la discussione è ancora in alto mare. Una patata bollente, che nessuno sembra voler toccare.
Gli integratori alimentari, se prescritti, sono detraibili
Gli integratori alimentari, se prescritti da un medico a scopo curativo, possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi. Rispondendo al dubbio di un lettore, Corriere Salute riporta un chiarimento dell'Agenzia delle Entrate.
Augusto Laganà di Trento spiega nella sua lettera che dopo aver tenuto sotto controllo il colesterolo con le statine, la cardiologa che lo segue ha ritenuto opportuno sostituire i farmaci con un integratore. Il costo mensile di questo prodotto è di circa 30 euro. Lo scontrino parlante non reca però la dicitura «l'importo è detraibile dalla dichiarazione dei redditi» e secondo il farmacista il prodotto, essendo un integratore e non un farmaco, non è detraibile. Il lettore però non si fida e chiede un parere alla redazione del Corriere.
Sanità malata/ Malattie rare, per l’Italia un’occasione per investire in ricerca e risparmiare soldi pubblici
Sabato 19.01.2008 12:22
Fonte: AffariItaliani
Ad oggi di Fc si muore, non esiste una cura, ma nel 1989 è stato identificato il gene responsabile della malattia, cosa che ha acceso qualche speranza. Alla difficoltà della ricerca si accompagna tuttavia una carenza di informazioni anche presso le istituzioni preposte all’assistenza. Con l’aggravante che l’iniziativa dei pazienti o delle loro famiglie viene spesso mal tollerata, al punto da produrre comportamenti di insofferenza verso chi chiede di sperimentare terapie già in atto negli Usa e in Germania.
La situazione nei centri di riferimento regionali italiani per la Fc è alquanto soggettiva, con i medici dei centri che decidono la terapia per singolo paziente, pur esistendo linee guida cui far riferimento e su quelle vengono basati i “tentativi” di cura. Purtroppo ogni medico ha un suo personalissimo metodo terapeutico, come emerge dalla lettura di centinaia di testimonianze raccolte nei forum del sito dell’Associazione Fibrosicisticaitalia (http://www.fibrosicisticaitalia.it) presieduta da Patrizia Nofi (madre di una bambina affetta da Fc seguita fino ad oggi dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma) e alla quale collabora il Dott. Alfredo Visca.
La Commissione Europea si accinge a fissare limiti di dosaggio per gli integratori – il che potrebbe notevolmente complicare l’acquisto di prodotti vitaminici che oggi si trovano un po’ dappertutto.
Sei un appassionato di integratori vitaminici? Il tuo naturopata o dietologo ti ha consigliato di prendere la vitamina C, il complesso B o un integratore minerale? Sei un naturopata, medico, farmacista o erborista e consigli o vendi le vitamine?
Presta attenzione perché la Commissione europea potrebbe mettere “fouri corso”, addirittura ancora quest’anno, le vitamine più efficaci, a meno che non senta la nostra opinione in proposito. L’allarme è stato lanciato da una associazione inglese di difesa di consumatori e dalla federazione dei negozi del naturale, sempre in Inghilterra.
Ma andiamo per ordine. Nel 2002 passò la direttiva europea sugli integratori alimentari, con un duplice proposito: aprire il mercato comune agli integratori uniformando le divergenti leggi nazionali e proteggere la salute dei consumatori. Però il cammino della nuova normativa si è rivelato più spinoso del previsto.
La Corte Europea ha dovuto occuparsene, ma tuttora rimangono grandi differenze nazionali che ostacolano l’auspicata apertura del mercato. Nel nome della tutela della salute, l’Europa effettivamente potrebbe impedirci di usare le vitamine a scopo preventivo.
Vitamina C: a che serve e come si usa.
di Dario Pedicini
Negli anni '70 una ricerca condotta dal due volte premio nobel Linus Pauling ha stabilito che consumare grandi quantità di vitamina C porta a ridurre e poi eliminare i problemi cardiaci, di pressione sanguigna, di intossicazione da metalli pesanti; riduce ai minimi termini le possibilità di prendere malattie infettive o degenerative; in certi casi cura il cancro e comunque ne può rallentare lo sviluppo fino ad arrestarlo.[1]
Mangi tanta frutta e tanta verdura? Fai benissimo, ma non basta. Il super-inquinamento in cui siamo immersi e la comunque scarsa qualità dei cibi moderni, uniti al fatto che il fegato umano non produce piú da sé la vitamina C che gli serve, fanno sí che ci serva un integrazione che va, in media, dai tre ai tredici grammi di vitamina C al giorno.
Tutti gli animali infatti producono nel fegato diversi grammi di vitamina C ogni giorno, tranne l'uomo e la scimmia che hanno smesso quando hanno cominciato a nutrirsi di grandi quantità di frutta, in epoca preistorica. Poi però è arrivata l'agricoltura: abbiamo smesso di mangiare tantissima frutta e, da allora, ci ritroviamo senza saperlo vittime di una carenza cronica di vitamina C.
Continuano purtroppo in Veneto gli attacchi mediatici vergognosi ai Medici che non seguono in Scienza e Coscenza (e per il Bene delle persone sofferenti) i dogmi della scienza medica ortodossa. Dogmi imposti dall'establishment corporativo delle multinazionali del farmaco che controllano le istituzioni e le baronie universitarie.
Oggi per Decreto legislativo un medico non può "curare", pena sanzioni, il cancro con metodi diversi da quelli ufficiali: chemioterapia, radioterapia e chirurgia!
E questo nonostante i dati epidemiologici delle cure ufficiali dicano che a 5 anni dal trattamento la sopravvivenza è del 2,3% - 2,5% (www.pubmed.gov, autore Morgan pubblicato su "A Clinical Oncology". Studio multicentrico eseguito negli Stati Uniti e Australia su 225.000 persone seguite per 14 anni nei 22 casi di tumore più frequenti).
"Il Mattino di Padova" 19 maggio 2007 di Enzo Bordin
"Il Mattino di Padova" 18 maggio 2007 di Cristina Genesin
Fonte: www.disinformazione.it
Fonte: ANH
Traduzione a cura di Silvia Rubeo
Fonte divulgativa: La Leva di Archimede
ANH (Alliance for Natural Health - Alleanza per la Salute Naturale) lancia la prossima fase della strategia legale sugli integratori alimentari dell’UE
L’ ANH lancia la fase successiva delle sue attività legali che mirano a revocare un divieto posto su migliaia di prodotti con integratori alimentari in Europa .
Cortesemente far circolare questo comunicato ad ampio raggio a coloro che potrebbero essere interessati.
Mediante la presentazione di 15 domande per ottenere l’autorizzazione all’inserimento nella lista positiva (l'elenco delle sostanze "ammesse") secondo le procedure chiarite e semplificate dalla Corte Europea di Giustizia nel 2005, ci poniamo l’ obiettivo di obbligare la Commissione Europea ed altre istituzioni della UE ad usare procedure corrette, trasparenti e proporzionate per aggiungere nuovi ingredienti agli elenchi allegati alla Direttiva UE in materia di integratori alimentari e di non oltrepassare i loro poteri legali.
L’ intera strategia è basata su vantaggi offerti dalla Corte Europea nel 2005 - che fino ad ora, appaiono essere stati ignorati dalle istituzioni dell’ UE.
Si consiglia di leggere interamente il comunicato stampa e le note agli editori qui di seguito per avere maggiori informazioni su questo successivo passo cruciale della strategia legale dell’ANH in materia integratori alimentari in Europa.
** IL GRANDE FALSO ALLARME **
L' A.M.A. (American Medical Association) dichiara che le vitamine possono uccidere.
L'ultimo tentativo della medicina convenzionale per screditare gli integratori alimentari vitaminici si trova un uno studio molto discutibile pubblicato nel Journal of American Medical Association (JAMA) in cui si sostiene che le vitamine possono aumentare il rischio di morte.
Lo studio afferma di aver preso in esame una raccolta di ricerche su: Vitamina A, beta-carotene, Vitamina C, E e selenio, concludendo che la maggior parte di questi nutrienti sono veramente dannosi per la salute.
Ovviamente questo è uno studio effettuato da ricercatori della medicina convenzionale -un'industria che promuove come sani e sicuri composti chimici brevettati, nonostante molti farmaci approvati dalla FDA stiano uccidendo 100.000 Americani ogni anno (immagina il c..... trambusto se le vitamine uccidessero anche solo una piccolissima frazione di questo numero).
Per evitare di essere imbrogliati da una discutibile ricerca sulle "vitamine", dobbiamo attentamente considerare gli interessi finanziari degli autori di questa ricerca.
La rivista JAMA incassa ogni anno milioni di dollari di pubblicità dalle compagnie farmaceutiche.
L' A.M.A. da parte sua, ha a lungo operato per gettare discedito sulle medicine alternative, tanto da essere considerata poco credibile da chiunque abbia un minimo di familiarità con i rimedi naturali.
Vitamina C, ha 75 anni e riserva sorprese
Fonte: ANSA
ROMA - Sono passati 75 anni da quando fu isolata per la prima volta, e 70 da quando 'prese' il Nobel, ma la vitamina C non ha ancora finito di svelare i suoi segreti, anzi. Ogni anno 60 studi e 400 articoli ne scoprono nuovi effetti benefici, che ormai spaziano dalla classica prevenzione delle malattie da raffreddamento alla terapia delle malattie cardiovascolari alle proprietà contro l'anemia e il diabete.
"Della vitamina C conosciamo bene le caratteristiche chimiche, sappiamo come viene assorbita e come si comporta nell'organismo - spiega Michela Barichella, responsabile del Servizio Dietetico dgli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano - ma sulla conoscenza di molte delle sue proprietà terapeutiche i primi studi sono appena apparsi in letteratura, e c'é ancora molto da fare".
Il primo successo di questa piccola molecola fu contro lo scorbuto (da cui il nome scientifico di acido ascorbico dato alla vitamina), una malattia che colpiva soprattutto i marinai che non mangiavano per lunghi periodi frutta e verdura. Il primo test clinico fu condotto nel 1747 da un chirurgo della marina reale inglese, James Lind, su 12 membri dell'equipaggio affetti da scorbuto a cui fece assumere un composto particolare: sidro, acido solforico, aceto, spezie ed erbe, acqua di mare, arance e limoni, individuando nelle ultime due quelle terapeutiche.
Il Parlamento europeo sta per varare una legge che di fatto farebbe scomparire dal mercato gli integratori, vitamine, oligoelementi ecc.
Perchè cio non avvenga è indispensabile che tutti ci mobilitiamo e scriviamo, seguendo le indicazioni che si trovano nel sito www.consumersforhealthchoice.com - Italy Campaign Toolkit.
Dopo che avete inviato le lettere, fate circolare questa mail a più persone possibili, anche se sono semplici consumatori.
Per saperne di più:
L’Europa Nettamente Divisa sulla questione degli integratori vitaminici
Direttiva dell’EU sugli integratori alimentari – La direttiva renderà peggiore la salute del consumatore?
Campagna organizzata dal Consumers for health choice:
Azione da intraprendere Cliccate qui
Suggerimenti su come scrivere le vostre lettere Cliccate qui
Lettera suggerita per il Commissario europeo Cliccate qui
Lettera suggerita per i Membri del Parlamento europeo Cliccate qui
Lettera suggerita per l'Ufficiale governativo Cliccate qui
Articolo 5 Cliccate qui
Scarica la versione pdf completa del TOOL KIT Cliccate qui
Statine: un costoso surrogato della vitamina D?
Di Bill Sardi © - 1 gennaio 2007 - Link alla pagina originale
Tradotto per www.disinformazione.it da Stefano Pravato
Negli ultimi decenni, la medicina moderna ha messo in guardia il pubblico perchè evitasse corpose integrazioni di vitamina D, affermando che in dosi elevate può provocare un sovraccarico di calcio, emicranie severe ed altri problemi di salute. Molti ricercatori hanno perseguito lo sviluppo di sostanze analoghe della vitamina D, dotate di molecole similari, che potessero essere brevettate e prive dei presunti effetti collaterali dannosi. Ma ad una seconda analisi, le accuse contro le alte dosi di vitamina D sembrano inconsistenti. Per immaginare quanto assurde siano queste affermazioni, basti pensare che l'esposizione di un'ora al sole estivo di mezzogiorno, a latitudini meridionali, produce 10.000 unità di vitamina D. Ciò perchè la vitamina D è una vitamina/ormone naturale, prodotta nella pelle esposta ai raggi UV-B.
Ma la National Academy of Sciences dice che 2000 IU di vitamina D (soli 50 microgrammi o 1/20 milligrammo) rappresentano la soglia massima di sicurezza. Il dott. Reinhold Vieth, dell'università di Toronto, ha indicato conclusivamente che la tossicità della vitamina D non comincia prima delle 40.000 IU (unità internazionali) assunte giornalmente per un periodo di tempo prolungato. Inoltre, il livello ottimale di vitamina D nel sangue è ora stimato situarsi nella gamma di concentrazione di 75-80 nanomoli/litro. Milioni di persone, specialmente coloro che vivono a latitudini nordiche, hanno concentrazioni sanguigne di vitamina D pari a un terzo della concentrazione ottimale.
L’Europa Nettamente Divisa sulla questione degli integratori vitaminici
Titolo originale: Europe Sharply Divided over Vitamin Supplements
Traduzione di: Silvia Rubeo
Una consultazione avvenuta in sede di Commissione che intendeva aprire la via per stabilire i limiti di dosaggio di vitamine e minerali negli integratori e negli alimenti venduti nell’UE sta evidenziando profonde divisioni tra i stati membri ed i gruppi interessati alla nutrizione ed al consumo di integratori nell’ alimentazione.
La Direttiva Europea sugli integratori alimentari richede che i livelli di dosaggio devono essere considerati e che dei limiti devono essere stabiliti laddove si ritenga necessario. Al momento dell’approvazione la direttiva si era attirata proteste e critiche da parte dei consumatori e dei fornitori di prodotti nutrizionali che consideravano la nuova legge europea eccessivamente restrittiva.
Durante un'azione legale tesa a verificare la legittimità della direttiva, il Procuratore Generale della corte europea di giustizia ha definito le procedure della direttiva “della trasparenza di una scatola nera”, ma la corte, nella decisione successiva, ha dato il via libera per le nuove norme…
La direttiva, mentre prospettava dei controlli sulla formulazione degli integratori, non considerava i dettagli - ha lasciato che questi fossero decisi più tardi. Così le stesse domande imbarazzanti che hanno caratterizzato le discussioni precedenti al 2002, ma non sono mai state risolte al tempo ora stanno tornando a tormentare il legislatore dell’UE.
Articolo in inglese
Traduzione a cura di Silvia Rubeo
La Commissione Europea ha pubblicato un 'documento di lavoro' rivolgendosi a coloro che hanno un interesse – nel linguaggio tecnico definiti attori – ad unirsi ai loro progetti per determinare i così detti “limiti dei livelli massimi sicuri”, i limiti dei dosaggi massimi consentiti di elementi nutritivi negli integratori alimentari.
Paul Taylor, un consumatore sostenitore che vive in UK, commenta come segue:
La Direzione Generale della Commissione Europea per la salute e la tutela del consumatore ha appena reso pubblico un documento di lavoro riguardante i criteri da adottare per determinare la quantità massima e minima delle vitamine e dei minerali che deve essere contenuta nei cibi elencati in un documento di lavoro.
SALUTE: UN ITALIANO SU TRE UTILIZZA INTEGRATORI
Farmacia.it - 3 ottobre 2006
Quasi un italiano su tre utilizza integratori alimentari, soprattutto vitamine, minerali e fermenti lattici. Ma l'elenco di prodotti che gli italiani acquistano e utilizzano ormai con regolarità è veramente lungo, tutti a caccia del benessere psico-fisico (46.1%) ma anche per rispondere a specifiche esigenze di salute (42.8%). Che si tratti di vitamine, di integratori per diete, di fermenti lattici o di tonici, il "luogo deputato" al loro acquisto è ancora prevalentemente la farmacia, anche se erboristeria e supermercati sono in crescita. I motivi? da un lato la garanzia di avere prodotti sicuri, dall'altro la possibilità di acquistare a prezzi più contenuti. A prescindere dal canale di acquisto, per decidere quelli più adatti il medico rimane sempre il punto di riferimento, almeno per il 51.7% degli intervistati, ma uno su tre si affida al metodo fai da te, sia per i prodotti da utilizzare che per i periodi dell'anno in cui farlo.
è quanto emerge da uno studio promosso da FederSalus, la Federazione Italiana che riunisce le aziende produttrici di prodotti salutistici, e realizzato da Eta Meta Research attraverso 505 interviste a Italiani che utilizzano integratori alimentari e prodotti salutistici.
Nonostante il crescente uso degli integratori vitaminici in Italia, la sensazione di molti consumatori e rivenditori è che la recente direttiva europea minacci di rimuovere dal mercato molti dei prodotti che contengono più dei dosaggi minimi raccomandati per le singole vitamine. “Non è vero”, aveva detto una volta il dottor Basil Mathioudakis, durante l’era di discussioni prima dell’approvazione della direttiva sugli integratori: “Non rimuoveremo nessun prodotto dal mercato”.
A quei tempi eravamo scettici e, con il testo della direttiva alla mano, gridavamo “l’Europa ci vuole togliere l’accesso ai prodotti nutritivi.” In effetti, l’elenco delle sostanze permesse come fonti di vitamine e minerali ignorava un gran numero - più di 300 secondo alcune fonti - di forme vitaminiche e soprattutto di minerali. Un’altro macigno era la disposizione, contenuta nella direttiva, che la Commissione Europea doveva occuparsi dei livelli massimi di vitamine e minerali, oltre ai quali non si poteva andare. Ma dall’approvazione della direttiva europea, di acqua ne è passata parecchia sotto i ponti, senza che il grande disastro per la nutrizione si avverasse.
Fonte: ANSA
ROMA - Ricercatori italiani diretti dall'oncologo Umberto Veronesi hanno scoperto che il farmaco a base di fenretinide, un analogo sintetico del retinolo o vitamina A, in donne al di sotto dei 40 anni dimezza il rischio di un secondo cancro al seno dopo la rimozione di un primo tumore.
Secondo quanto riferito in un articolo in uscita domani sugli Annals of Oncology l'effetto protettivo del farmaco perdura per 15 anni anche se e' assunto solo per cinque anni dopo l'intervento per rimuovere la prima neoplasia.
Il direttore dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ha osservato che vi sono sufficienti prove degli effetti preventivi del fenretinide da suggerire l'importanza di una nuova sperimentazione clinica su donne sane giovani ma ad alto rischio cancro, per valutare l'utilita' del farmaco a scopo preventivo.
Come far dare vitamina C endovena a un paziente in ospedale
Tratto dal libro "DOCTOR YOURSELF", pagine 194-197. di Andrew W. Saul
Link alla pagina originale
Traduzione per www.disinformazione.it di Stefano Pravato
Checklist per la vitamina C endovena
1) Sapere ciò che si vuole. E' immensamente più facile ottenere ciò che si vuole se lo si stabilisce in anticipo. I contratti prematrimoniali, l'acquisto di una nuova auto, il preventivo per i lavori sulla casa e le cure ospedaliere devono essere negoziati per tempo. Quando arriva il carro attrezzi è troppo tardi per disputare su chi guidava. Lo stesso per l'ambulanza o per un ricovero ospedaliero precipitoso. Dovete pianificarlo in anticipo. Ecco come.
Bastano 25 microgrammi al giorno di vitamina D per la prevenzione di tumori al seno, alle ovaie, alla prostata, al colon. Uno studio realizzato presso il Moores Cancer Center della University of California, San Diego (UCSD) Medical Center, basato sulla revisione di decine e decine di studi pubblicati dal 1996 al 2004, mostra che la vitamina D riduce il rischio di cancro a colon, seno, ovaie, fino al 50 per cento.
La vitamina D è importantissima per il nostro organismo non solo perché protegge dall'indebolimento delle ossa (viene infatti spesso somministrata alle donne in menopausa) ma anche per le sue funzioni sul sistema nervoso .
Come facciamo ha procurarci questo microelemento? La principale risorsa di vitamina D rimane l'esposizione solare.
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