Perché vogliono il fluoro negli integratori?
Mentre Parma e Bruxelles discutono se permettere o meno forme di calcio e magnesio comuni negli integratori come l'aspartato, l'ascorbato e il fumarato, due case farmaceutiche hanno pensato di introdurre nell'elenco delle "fonti di minerali permessi" un'altro minerale. Si tratta del fluoro, un minerale altamente tossico che però è importante in vari processi indutriali: la lavorazione dell'alluminio e la produzione di uranio per le centrali e le bombe atomiche. Il fluoro non è un nutriente indispensabile come lo sono le vitamine e molti altri minerali. Quel minerale è un anti-nutriente nel senso che ostacola l'assorbimento dello iodio. E' vero che in piccole quantità il fluoro si lega con il calcio nello smalto dei denti e lo fa diventare più duro. Per questo viene aggiunto a molti dentifrici ma con un'avvertenza importante: "Non fatelo inghiottire ai bambini!"News della categoria Leg. Europea
IL CODEX ALIMENTARIUS: un inquietante progetto in campo alimentare
Autore: FrancoLibero Manco
Il Codex Alimetarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.
La Commessione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall'OMS (che appartiene all'ONU) e dalla FAO.
Un insieme di standard internazionali aventi come scopo la protezione della "salute" dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per: preparati alimentari, semipreparati, crudi, l'igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l'etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l'uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l'industria chimico-farmaceutica.
La lobby della chimica farmaceutica è nata da un'associazione condotta da Rockfeller e dall'IGFarben della Germania nazista. L'IGFarben fin dal 1932 fornì ad Hitler un finanziamento di 400.000 marchi senza il quale il secondo conflitto mondiale non avrebbe potuto avere luogo e nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica del mondo approfittando della mano d'opera dei campi di concentramento. Nel processo di Noriberga i responsabili della IGFarben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati con l'aiuto di Nelsen Rockfeller (che a quei tempi era ministro degli affari esteri in USA) e s'infiltrarono nell'economia tedesca.
La direttiva europea sugli integratori alimentari prevede "dosaggi massimi" per vitamine e minerali.
La 'valutazione del rischio' teutonica vuole togliere dagli integratori il potere preventivo e nutritivo.
L'ANH si oppone allo smembramento degli integratori di vitamine e minerali.
Dai il tuo contributo - firma e fai firmare!
Petizione on-line dell'ANH (Alliance for Natural Health)
contro le restrizioni sulle vitamine e sui minerali negli integratori
La Commissione europea dice che "è solo una minoranza vocivera" che vuole gli integratori ad alto dosaggio.
Ora è importante far vedere che non è così se sei dell'opinione che:
- ti servono vitamine/minerali ad alto dosaggio per mantenerti in salute o per curarti
- il proposito di limitare dosaggi di nutrienti è una violazione dei tuoi diritti fondamentali
- la medicina preventiva perderà colpi se la disponibilità di vitamine e minerali verrà limitata
- imporre gli stessi livelli massimi di vitamine e minerali per tutti i cittadini europei trascura sia le differenze genetiche individuali sia le variazioni di fabbisogno nelle diverse regioni dell'Europa
- non esiste alcuna giustificazione scientifica per l'imposizione di tali restrizioni
- le restrizioni sulla disponibilità di vitamine e minerali indurranno molti ad una maggiore dipendenza dai farmaci
- queste proposte porteranno benefici soltanto per l'industria farmaceutica, la quale guadagna sulla malattia, non sulla salute.
Una delle battaglie più intense de La Leva è quella per la libertà di scelta nel campo dell’alimentazione. Parliamo della nostra facoltà di integrare nella dieta elementi nutritivi, senza restrizioni di forma o dosaggio.
L’integrazione di elementi nutritivi ad alto dosaggio non ha mai fatto parte della cultura salutistica italiana e quella di alcuni altri paesi europei come Francia, Germania e Grecia. Tuttavia, l’uso di integratori nella tradizione anglosassone si è notevolmente diffuso in Europa in seguito alla maggiore disponibilità di studi scientifici e libri sull’uso dei nutrienti per la salute in questi ultimi decenni. Però, l’uso di vitamine e minerali come strumento preventivo e in qualche caso curativo, si è scontrato in alcuni paesi, tra i quali l’Italia, con una pratica amministrativa piuttosto restrittiva. Limiti di dosaggio alquanto bassi erano in vigore un po’ ovunque.
La sentenza della Corte Europea del 15 gennaio 2009, nella controversia tra una ditta importatrice di farmaci e integratori e le autorità tedesche, stabilisce dei limiti di applicazione della direttiva europea sui farmaci. Le autorità di Lueneburg avevano contestato alla Hecht-Pharma GmbH che, sebbene venduto come integratore alimentare, il prodotto chiamato "Red Rice" era un medicinale per funzione, venduto in violazione della legge. Il "medicinale per funzione" è un prodotto presentato come alimento, ma ritenuto lo stesso essere un medicinale, perché la sua funzione è quella di "ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche dell’uomo".
La Hecht-Pharma, che pratica commercio all'ingrosso di prodotti farmaceutici, immetteva in commercio in Germania un prodotto composto di riso rosso fermentato con la denominazione «Red Rice 330 mg GPH Kapseln» («capsule Red Rice mg 330»).
Le capsule venivano commercializzate in flaconi di plastica sulla cui etichetta erano riportate, in particolare, le seguenti diciture: «Red Rice, mg 330, integratore alimentare con riso fermentato; una capsula corrisponde a mg 1,33 di monacolina K». La posologia era così redatta: «come integratore alimentare, 1 capsula da 1 a 3 volte al dì».
Il Niedersächsische Oberverwaltungsgericht (Corte d'appello amministrativa della Bassa Sassonia) ha ritenuto applicabile la normativa sui medicinali argomentando che per detto prodotto può valere la definizione di medicinale per funzione. Esso conterrebbe, infatti, una quantità significativa di monacolina K. Tale principio attivo sarebbe identico alla lovastatina, un inibitore della sintesi del colesterolo che costituirebbe, come principio attivo, un componente di diversi medicinali soggetti a prescrizione.
Il Niedersächsische Oberverwaltungsgericht ne ha dedotto che il prodotto in causa è idoneo a ridurre il livello eccessivamente elevato di colesterolo e, dunque, a contribuire alla realizzazione di un obiettivo terapeutico. Ha poi aggiunto che gli inibitori della sintesi del colesterolo possono produrre gravi effetti collaterali sui muscoli e sui reni.
La Hecht-Pharma ha proposto ricorso in «Revision» (ricorso per cassazione) avverso la sentenza del Niedersächsische Oberverwaltungsgericht. Nel corso di questo appello il Bundesverwaltungsgericht (Corte amministrativa federale) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte europea alcune questioni pregiudiziali.
La decisione della corte europea è a favore di chi vende integratori, perché mette un punto fermo nel clima di incertezza che la recente revisione delle leggi europee del farmaco ha lasciato dietro di se. La corte ha infatti limitato il concetto di farmaco o medicinale ai soli prodotti che vengono venduti con indicazioni di prevenzione e cura e quelli che sono di una composizione scientificamente comprovata ad essere efficace nella prevenzione o la cura delle malattie o nella modifica delle funzioni fisiologiche.
Il testo della sentenza in Italiano è disponibile qui sul sito eur-lex.
| OGM: OFFENSIVA DI BRUXELLES PER LA COLTIVAZIONE DI MAIS BIOTECH |
di Patrizia LenzariniFonte: ANSA BRUXELLES - Riparte l'offensiva di Bruxelles sul fronte degli Ogm: la Commissione europea non solo accelera sulle procedure di autorizzazione, ma apre - per la priva volta dopo 10 anni - alla possibilità di coltivare nuovi organismi geneticamente modificati con tutte le conseguenze, ambientali, economiche e sociali che questo comporta. Anche il commissario europeo all'ambiente, Stavros Dimas, che aveva chiesto ai colleghi di rifiutare le autorizzazioni di Ogm per le semine, ha dovuto gettare la spugna, e oggi la Commissione europea ha proposto di autorizzare nell'Ue due mais biotech per la coltivazione: il Bt11 della multinazionale Syngenta e il Bt1507 della Pioneer. Sui dossier l'Agenzia Ue per la sicurezza alimentare (Efsa) ha espresso due pareri favorevoli anche alla luce di 11 ulteriori studi forniti da Bruxelles. Da questo momento la parola passa ai 27 stati membri che dovranno prendere posizione quando la proposta approderà - tra circa sei settimane - sul tavolo del Comitato di autorizzazione degli Ogm, nel cui ambito i 27 hanno diritto di voto. In quella prospettiva, Legambiente si è subito mobilitata chiedendo agli stati membri di "scongiurare le autorizzazioni, che considerano un fatto grave, esprimendo un voto negativo". Ma il pacchetto di misure varato oggi da Bruxelles va oltre, in quanto propone di respingere la richiesta della Francia di introdurre una clausola di salvaguardia per sospendere la coltivazione del mais biotech Mon810 autorizzato nel 1998. |

Image by reflets de vert via Flickr
PIANI SEGRETI IN EUROPA PER SPINGERE L'INTRODUZIONE DI OGM DI GEOFFREY LEAN
Fonte: Nexus Italia
06/11/2008
"Gordon Brown a altri leaders Europei preparano una campagna senza precedenti, per spingere semi e alimenti modificati OGM in Gran Bretagna e in tutta Europa, secondo documenti segreti scoperti dal The INDEPENDENT di domenica 26/10. ( là vige la Legge sulla tutela dell'informazione (Information Act) e non il bavaglio spontano e/o imposto alla stampa di regime come da noi ,NDR)
I documenti riservati di incontri segreti di rappresentanti di 27 governi, rivelano i piani per accelerare l'introduzione di semi e cibi OGM e per manipolare la resistenza dell'opinione pubblica.
I documenti rivelano che i leaders vogliono che i "rappresentanti per l'agicoltura e l'industria", inclusi i giganti produttori del biotech come la Monsanto, alzino il tono per farsi sentire di più rispetto agli "interessi privilegiati" degli ambientalisti.
L'informazione sui piani segreti è destinata a creare una tempesta di proteste (esattamente come in Italia!..,NDR) proprio quando l'attenzione sugli OGM è in crescita, persino nei paesi che li hanno appena accettati.
L'opinione pubblica si è opposta a qualunque coltivazione di semi OGM in Gran Bretagna. La Francia, uno dei soli tre paesi europei ad averli coltivati senza limiti di estensione, ne ha sospeso le coltivazioni e negli altri due, Spagna e Portogallo, sta crescendo rapidamente la resistenza del pubblico. ( NB l'articolista si guarda bene dal riportare la situazione in Italia, perchè la confusione del FEDERALISMO ITALICO PERSINO AGRICOLO , non lascia scampo a nessun giornalista, che non sia spregiudicato e impunito come l'Italico SEDICENTE GIORNALISTA DI REGIME, NDR).
Codex Alimentarius: Nutrizione globalizzata
Articolo pubblicato sulla rivista "Il Consapevole" n. 17/2008
di Sepp Hasslberger
“Negli ultimi 5 anni sono avvenuti grandi cambiamenti nella consapevolezza globale con opinioni forti sulla globalizzazione e sulle strutture di potere delle multinazionali.”
David Korten
Secondo il suo sito ufficiale www.codexalimentarius.net, il Codex Alimentarius fu creato nel 1963 dalla Food and Agricultural Organization (FAO) e l’Organizzazione Mondiale (OMS) con l’intento di sviluppare per il trattamento degli alimenti norme, linee guida e codici di buona pratica sotto un programma congiunto della FAO e dell’OMS. Gli obiettivi di questo programma, sempre secondo il sito, sono la tutela della salute dei consumatori, l’equità del commercio e la coordinazione delle norme per gli alimenti.
Tutto bene a prima vista. Purtroppo le belle parole nascondono una realtà più oscura.
Il Codex Alimentarius è un foro legislativo internazionale sponsorizzato dall’industria che promuove gli interessi delle multinazionali in un mercato globalizzato, piuttosto che la salute dei consumatori o una forma equa di commercio.
Fino a dieci anni fa, pochi avevano sentito parlare del Codex Alimentarius il cui nome latino significa ‘legge alimentare’, se non erano direttamente coinvolti nel noioso lavoro di elaborazione delle norme o nell’adeguamento delle leggi nazionali alle regole Codex, ma poi le cose cambiarono.
Nel 1994, la delegazione tedesca di un comitato relativamente sconosciuto, il Comitato Codex su Nutrizione e Alimenti per Usi Dietetici, propose la bozza di una linea guida per un nuovo tipo di alimenti che negli anni ’80 erano comparsi sui mercati europei e che, ai tedeschi, non sembravano alimenti per niente. Erano tavolette e capsule e contenevano dosaggi di vitamine e minerali che I tedeschi consideravano esaggerati. Queste pillole di vitamine, chiamate complementi alimentari, bioalimenti o integratori alimentari, sembravano medicine alla mente tedesca piuttosto che alimenti salubri come Krauti e Strudel.
La linea guida proposta in seno al Codex mirava alla restrizione dei dosaggi consentiti, cercando di ridurre il tutto alle dosi giornaliere raccomandate (RDA) per ogni sostanza.
Fu ironia della sorte che il concetto dell’RDA, una sorta di minimo indispensabile per ogni nutriente, introdotto nella Germania post-bellica dalle forze di occupazione americane, adesso veniva usato dai tedeschi … per opporre resistenza all’introduzione di integratori di nuova generazione. Il mercato tedesco era molto controllato ma anche molto aperto al mondo farmaceutico. Dopo tutto, i farmaceutici rappresentano, in Germania, un fattore economico non indifferente: i grandi produttori tedeschi di farmaci sono parte integrante dell’economia delle esportazioni, e dello sviluppo miracoloso che l’economia tedesca conobbe dopo la guerra.
Ne consegue che se un alimento slitta nella categoria dei farmaci è principalmente l’industria farmaceutica a trarne benificio.
Per quel che riguarda gli integratori e le vitamine poste sotto la lente del Codex, dobbiamo tenere presente che ne fanno parte anche i tanti preparati vitaminici e di minerali che acquistiamo in erboristeria e che utilizziamo in maniera autonoma (non tramite il consiglio del medico) per il miglioramento della nostra salute.
Comunicato stampa:
Le associazioni europee dei consumatori e partiti politici chiedono al vertice dei capi di governo dei membri dell'EU di accettare il risultato del referendum irlandese
L'unione di sette organizzazioni non governative e di partiti politici, che rappresentano insieme tutti i 27 paesi dell'Unione Europea, chiederanno domani al vertice dei capi di governo degli stati membri dell'Unione Europea di accettare i risultati del referendum irlandese sul trattato di Lisbona. Nell'esprimere la loro profonda preoccupazione riguardo alle notizie circolanti, secondo le quali l'Unione Europea intenda ignorare il "No" dell'Irlanda e realizzare l'applicazione del trattato tramite massicci mezzi finanziari, le suddette organizzazioni argomentano che "No" dovrebbe significare "No" , e inoltre dichiarano che la fiducia dei cittadini nei confronti dell'Unione Europea e delle sue istituzioni sarà irrimediabilmente compromessa, se non si rinuncia al trattato e se la salute dei citaddini europei non precede gli interessi delle multinazionali.
Dr. Robert Verkerk, direttore dell'Alliance for Natural Health sostiene che: "La popolazione francese, olandese e irlandese - esprimendosi contro gli intenti dei loro governanti - hanno rifiutato questo lento strisciare in direzione di un sistema sempre più totalitario - quel sistema che le generazioni precedenti hanno combattuto andando in guerra. Queste popolazioni dicono "no" al crescente controllo sulla salute, alimentazione ed agricoltura esercitato da un organo governativo dell'Unione Europea, non eletto dai cittadini. Molti di noi vogliono un governo democratico che agisca in modo responsabile nei confronti dei cittadini, e non assecondi l'oligopolio concentrato nelle mani delle più grandi multinazionali. I cittadini non sono disposti ad accettare un sistema che agisce senza riguardo nei confronti dei bisogni dei singoli individui, delle comunità e delle piccole imprese economiche."

COMUNICATO STAMPA: 5 giugno 2008.
Le organizzazioni di consumatori europee chiedono agli elettori irlandesi di votare “No” al Trattato di Lisbona
Sei organizzazioni non governative (ONG) che rappresentano collettivamente i consumatori di tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea (UE) chiedono urgentemente agli elettori irlandesi di votare ‘No’ al prossimo referendum indetto in Irlanda sul Trattato di Lisbona. Piuttosto che dar vita a un'Europa “più efficiente”, come affermano i sostenitori del Trattato, le ONG temono fortemente che la vittoria del ‘Sì’ in Irlanda il 12 giugno e la conseguente applicazione del Trattato da parte di Bruxelles, servirebbe solo a peggiorare le falle crescenti della democrazia nei paesi dell’UE. La presunta efficienza politica e procedurale derivante dalla ratifica del Trattato, obiettano le ONG, può essere ottenuta solo con un ulteriore compromesso in termini di democrazia, privacy personale e libertà di scelta, tutti diritti attualmente sempre più a rischio nell’UE."Gli italiani e i cittadini di molte altre nazioni europee confidano nell'Irlanda per inviare un chiaro messaggio alla burocrazia europea: È così difficile capire che gli europei vogliono essere parte attiva del proprio futuro politico? Un'Europa unita può essere un obiettivo positivo, ma diventa inutile e persino dannoso se la decisione di unirsi e la definizione delle relative modalità non spetta ai cittadini, ma esclusivamente alle alte sfere", afferma Kathleen Gordon, portavoce de La Leva di Archimede.“Dopotutto, non dovrebbe essere la nostra Europa?"
Ancora non è stato deciso il destino di vitamine e minerali negli integratori e la Commissione Europea già prende di mira un’altra categoria di ingredienti. Secondo un comunicato dell’associazione inglese ANH - Alliance for Natural Health - l’Unione Europea starebbe considerando elenchi estesi di erbe ed estratti vegetali con l’intento di approvarne o meno l’uso negli integratori.
Citando l’esempio degli aromi naturali, L’ANH teme che molti tra queste erbe ed estratti potrebbero finire sull’elenco delle “spezie a rischio di estinzione”. Infatti, sugli aromi naturali la scure è caduta in modo abbastanza pesante. Piante di uso comune come l’eucalipto, la melaleuca, il timo e la citronella sarebbero stati messi fuori legge negli anti-insetti e deodoranti naturali.
Dosaggi vitaminici: Risponde la Commissione EU
Ancora non accenna a placarsi la controversia sulla direttiva europea riguardo agli integratori alimentari. Restano tuttora irrisolti i due nodi principali che il testo approvato nel 2002 lasciò indietro per essere sciolti successivamente: limiti massimi di dosaggio per vitamine e minerali e fonti di nutrienti da permettere in questi prodotti.
Mentre per le fonti di nutrienti, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare è chiamata ad esaminare entro la fine del 2009 centinaia di dossier scientifici su ogni forma chimica dei singoli minerali e delle vitamine che ha in mano dal 2005, per i dosaggi massimi, la discussione è ancora in alto mare. Una patata bollente, che nessuno sembra voler toccare.
4 marzo 2008 - Parlando a nome di consumatori in tutti i 27 paesi dell'Unione europea, sei organizzazioni non governative, gruppi e associazoni collaborano in una campagna a favore del diritto dei cittadini di essere sentiti in un referendum quando una nuova legge europea o nazionale direttamente tocca i loro diritti. In particolare, chiedono che tutti i cittadini europei possano esprimere il loro assenso o meno al trattato di Lisbona.
Sempre di più, l'Unione europea favorisce gli interessi delle multinazionali più che quelli dei propri cittadini, sostengono le sei organizzazioni, dicendo che è ora di cambiare rotta e di dare ai cittadini il diritto di partecipare in modo più diretto ai processi politici. Altrimenti, temono che il sistema politico europeo possa degenerare ad assomigliare a certe dittature dove la violazione dei precetti democratici, della libertà di scelta e del diritto alla privacy sono la regola.
Paul Anthony Taylor, direttore delle pubbliche relazioni della Dr. Rath Health Foundation e coordinatore della campagna dice: "Lo scorso mese di novembre e per la tredicesima volta in altrettanti anni i revisori dei conti dell'Unione europea si sono rifiutati di approvarne i conti finanziari citando errori di legalità e apparenti tentativi di frode. Poi, solo due settimane fa dei politici europei sono stati accusati pubblicamente di frode e appropriazione indebita su scala massiccia. Si è avviata una indagine ufficiale che teoricamente potrebbe portare in carcere alcuni deputati europei. Corruzione, frode e una grande mancanza di responsabilità si stanno facendo largo tra l'élite politica europea, quindi è ora che i cittadini possano partecipare alle decisioni che riguardano il futuro dell'Unione. Non è più sufficiente che possiamo andare a votare una volta ogni quattro o cinque anni per eleggere dei rappresentanti politici. Questa non è l'essenza di una democrazia."
Il dott Robert Verkerk, direttore dell'Alliance for Natural Health aggiunge: "Democrazia e giustizia sociale sono requisiti per ogni società civile. Tuttavia, quasi 500 milioni di cittadini europei sono sempre di più alla mercé di una potente lobby commerciale e di commissari che nessuno ha eletto. Perlopiù, gli stessi commissari si sono rivelati corrotti in più di una occasione. Il parlamento europeo è l'unico segno di democrazia ma il suo potere legislativo è debole. Alcuni dicono che il parlamento sia un forum di discussione senza alcun potere reale. Il trattato di Lisbona è un altro tentativo di avanzare la riforma costituzionale dopo la prima poposta bocciata in Olanda e Francia nel 2005. Sarebbe una violazione dei nostri diritti più fondamentali escludere i cittadini dal voto di questa seconda proposta."
Sepp Hasslberger, parlando a nome de La Leva di Archimede, mette in risalto la natura poco democratica della procedura legislativa quando dice: "Senza dubbio la revisione delle leggi sulla salute operata dalla Commissione e dal parlamento europeo nel recente passato non ha tenuto conto delle preferenze dei cittadini rispetto all'uso di erbe ed elementi nutritivi per prevenzione e cura delle malattie. Le recenti direttive sui medicinali, gli integratori alimentari e le erbe rivelano una forte tendenza a mettere il settore salute sotto esclusivo controllo farmaceutico. Molti rimedi naturali e complementi alimentari oggi disponibili rischiano di cadere nell'illegalità. Con quei prodotti potenzialmente spinti verso il mercato nero, i consumatori sarebbero esposti a ulteriori rischi. Certamente, l'esistenza di uno strumento consultivo quale un referendum europeo potrebbe bilanciare gli interessi della gente con il potere delle lobby politiche."
Il presidente dell'Alleanza per la Salute, la Pace e la Giustizia Sociale Lutz Kliche commenta cosi: "La Commissione europea, l'autorità per la sicurezza degli alimenti e altre istituzioni europee favoriscono gli alimenti geneticamente modificati, nonostante la palese opposizione di una grande maggioranza dei cittadini europei. Se i cittadini potessero votare in un referendum su questioni di importanza avremmo un'istanza di controllo sul potere politico. Quando molte delle decisioni politiche vengono fatte contro la volontà della gente come succede a Bruxelles, siamo di fronte ad una dittatura piuttosto che una democrazia."
Scott Tips, il presidente della National Health Federation che spesso affronta i rappresentanti della Commissione europea nelle riunioni del Codex Alimentarius, aggiunge: "La Commissione europea nella sua struttura e le sue procedure assomiglia sempre di più al vecchio Politburo sovietico. Dare il diritto ai cittadini europei di esprimersi attraverso lo strumento referendario potrebbe far sì che la Commissione non diventi il Politburo europeo."
Louise McLean, editore dello Zeus Information Service dice: "L'Unione europea impone delle regole inflessibili sui 27 stati membri che si riveleranno proibitive per le terapie naturali, gli alimenti biologici e gli integratori alimentari/vitaminici. L'obiettivo non è tanto il libero commercio quanto stabilire un controllo assoluto. Il parlamento britannico approverà a breve il trattato di Lisbona e la Regina dara l'assenso reale. Nel gennaio 2009 tutte le 111 mila leggi dell'Europa diventeranno operative nel nostro paese e passeremo a vivere in uno stato di polizia senza precedenti."
L'iniziativa per un referendum europeo è sostenuta, oltre da La Leva di Archimede, dall'Alleanza per la Salute, la Pace e la Giustizia Sociale, dalla Dr. Rath Health Foundation, la National Health Federation e lo Zeus Information Service.
Il sito dedicato per questa iniziativa www.eu-referendum.org (per ora è in inglese, francese, spagnolo, tedesco e olandese) ha un link per firmare la petizione a favore di questo diritto direttamente on-line.
Il link diretto al modulo in spagnolo: www.eu-referendum.org/espanol/petitions/lisbon.php
PRESENTATA L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE. ADESSO LA BONINO DOVRA' RISPONDERE
Il 14 novembre 2007 il Senatore Francesco Storace ha chiesto al Ministro per le Politiche Europee se non ritenga di sollecitare la regolamentazione
degli operatori non medici come avviene negli altri Paesi dell'Unione Europea.
un'interrogazione parlamentare.
Il Senatore Storace, del Gruppo Misto - La Destra, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al Ministro per le Politiche Europee Emma Bonino, in cui chiede:
- se il Ministro in indirizzo non ritenga di sollecitare un'effettiva attuazione di una regolamentazione degli operatori non medici adeguatamente formati secondo gli standard europei, in armonia con le linee guida e le leggi in vigore negli altri Paesi dell'Unione europea;
- se non ritenga di assumere iniziative atte a correggere gli effetti della predetta sentenza della Corte di cassazione, penalizzante e
lesiva nei confronti di altre figure operanti in Italia e legalmente riconosciute nel territorio comunitario;
- se ritenga opportuno attivarsi per definire in tempi brevi un apposito accordo presso il Consiglio dei ministri per permettere a tutti gli interessati che ne abbiano i requisiti di svolgere la propria attività di naturopata (naturopath, heilpraktiker, naturopatas), come previsto da molte leggi regionali, dalla Costituzione, dal diritto di stabilimento in base alle leggi in vigore nei Paesi partner europei.
Al Senatore Storace vanno i complimenti di tutti i naturopati, che attendono con ansia la risposta del Ministro Bonino.
La Commissione Europea si accinge a fissare limiti di dosaggio per gli integratori – il che potrebbe notevolmente complicare l’acquisto di prodotti vitaminici che oggi si trovano un po’ dappertutto.
Sei un appassionato di integratori vitaminici? Il tuo naturopata o dietologo ti ha consigliato di prendere la vitamina C, il complesso B o un integratore minerale? Sei un naturopata, medico, farmacista o erborista e consigli o vendi le vitamine?
Presta attenzione perché la Commissione europea potrebbe mettere “fouri corso”, addirittura ancora quest’anno, le vitamine più efficaci, a meno che non senta la nostra opinione in proposito. L’allarme è stato lanciato da una associazione inglese di difesa di consumatori e dalla federazione dei negozi del naturale, sempre in Inghilterra.
Ma andiamo per ordine. Nel 2002 passò la direttiva europea sugli integratori alimentari, con un duplice proposito: aprire il mercato comune agli integratori uniformando le divergenti leggi nazionali e proteggere la salute dei consumatori. Però il cammino della nuova normativa si è rivelato più spinoso del previsto.
La Corte Europea ha dovuto occuparsene, ma tuttora rimangono grandi differenze nazionali che ostacolano l’auspicata apertura del mercato. Nel nome della tutela della salute, l’Europa effettivamente potrebbe impedirci di usare le vitamine a scopo preventivo.
Un nuovo lavoro scientifico pubblicato nella rivista specializzata "Food Science and Nutrition" - Scienza dell'alimentazione e nutrizione - analizza la direttiva europea sugli integratori alimentari. La conclusione è che nel caso della nutrizione il principio della precauzione, applicato in modo asimmetrico, risulta più dannoso che l'assenza di legislazione che ha caratterizzato il periodo passato.
In tema di micronutrienti dicono Aalt Bast dell’Università di Maastricht e Jaap Hanekamp della Fondazione HAN, la carenza è molto più dannosa che ipotetici eccessi di consumo. La legislazione sugli integratori, concentrandosi solamente sull'eccesso e lasciando per strada la questione di danni alla salute da una alimentazione insufficiente, rischia di avere un effetto proprio opposto a quello che sta alla base della legislazione: la protezione della salute e della vita dei cittadini europei.
Fonte: ANH
Traduzione a cura di Silvia Rubeo
Fonte divulgativa: La Leva di Archimede
ANH (Alliance for Natural Health - Alleanza per la Salute Naturale) lancia la prossima fase della strategia legale sugli integratori alimentari dell’UE
L’ ANH lancia la fase successiva delle sue attività legali che mirano a revocare un divieto posto su migliaia di prodotti con integratori alimentari in Europa .
Cortesemente far circolare questo comunicato ad ampio raggio a coloro che potrebbero essere interessati.
Mediante la presentazione di 15 domande per ottenere l’autorizzazione all’inserimento nella lista positiva (l'elenco delle sostanze "ammesse") secondo le procedure chiarite e semplificate dalla Corte Europea di Giustizia nel 2005, ci poniamo l’ obiettivo di obbligare la Commissione Europea ed altre istituzioni della UE ad usare procedure corrette, trasparenti e proporzionate per aggiungere nuovi ingredienti agli elenchi allegati alla Direttiva UE in materia di integratori alimentari e di non oltrepassare i loro poteri legali.
L’ intera strategia è basata su vantaggi offerti dalla Corte Europea nel 2005 - che fino ad ora, appaiono essere stati ignorati dalle istituzioni dell’ UE.
Si consiglia di leggere interamente il comunicato stampa e le note agli editori qui di seguito per avere maggiori informazioni su questo successivo passo cruciale della strategia legale dell’ANH in materia integratori alimentari in Europa.
Il Parlamento europeo sta per varare una legge che di fatto farebbe scomparire dal mercato gli integratori, vitamine, oligoelementi ecc.
Perchè cio non avvenga è indispensabile che tutti ci mobilitiamo e scriviamo, seguendo le indicazioni che si trovano nel sito www.consumersforhealthchoice.com - Italy Campaign Toolkit.
Dopo che avete inviato le lettere, fate circolare questa mail a più persone possibili, anche se sono semplici consumatori.
Per saperne di più:
L’Europa Nettamente Divisa sulla questione degli integratori vitaminici
Direttiva dell’EU sugli integratori alimentari – La direttiva renderà peggiore la salute del consumatore?
Campagna organizzata dal Consumers for health choice:
Azione da intraprendere Cliccate qui
Suggerimenti su come scrivere le vostre lettere Cliccate qui
Lettera suggerita per il Commissario europeo Cliccate qui
Lettera suggerita per i Membri del Parlamento europeo Cliccate qui
Lettera suggerita per l'Ufficiale governativo Cliccate qui
Articolo 5 Cliccate qui
Scarica la versione pdf completa del TOOL KIT Cliccate qui
L’Europa Nettamente Divisa sulla questione degli integratori vitaminici
Titolo originale: Europe Sharply Divided over Vitamin Supplements
Traduzione di: Silvia Rubeo
Una consultazione avvenuta in sede di Commissione che intendeva aprire la via per stabilire i limiti di dosaggio di vitamine e minerali negli integratori e negli alimenti venduti nell’UE sta evidenziando profonde divisioni tra i stati membri ed i gruppi interessati alla nutrizione ed al consumo di integratori nell’ alimentazione.
La Direttiva Europea sugli integratori alimentari richede che i livelli di dosaggio devono essere considerati e che dei limiti devono essere stabiliti laddove si ritenga necessario. Al momento dell’approvazione la direttiva si era attirata proteste e critiche da parte dei consumatori e dei fornitori di prodotti nutrizionali che consideravano la nuova legge europea eccessivamente restrittiva.
Durante un'azione legale tesa a verificare la legittimità della direttiva, il Procuratore Generale della corte europea di giustizia ha definito le procedure della direttiva “della trasparenza di una scatola nera”, ma la corte, nella decisione successiva, ha dato il via libera per le nuove norme…
La direttiva, mentre prospettava dei controlli sulla formulazione degli integratori, non considerava i dettagli - ha lasciato che questi fossero decisi più tardi. Così le stesse domande imbarazzanti che hanno caratterizzato le discussioni precedenti al 2002, ma non sono mai state risolte al tempo ora stanno tornando a tormentare il legislatore dell’UE.
Un omeopata clinico norvegese ottiene la vittoria in tribunale
Fonte: HealthSupreme
Traduzione a cura di: Silvia Rubeo
3 Novembre 2006 – Una corte di appello norvegese ha ritirato tutte le accuse contro un omeopata e professionista della medicina alternativa una decisione che può segnare un punto di svolta nella battaglia per l’autodeterminazione in campo medico e la libertà in materia sanitaria.

Oltre ad essere un omeopata clinico, Atle Johan Løvaas è un preparato fisioterapista che ha compiuto studi a Berlino (1973), con una formazione nella medicina tradizionale cinese, (1992, Beijing) e con tre anni di studio nella scuola di agopuntura nella scuola norvegese condotta dal medico danese Dr. Riethofen. Ha una preparazione specialistica anche sul metodo " Massaggio tipo agopuntura" che ha studiato negli anni (1974 - 1980) con Willy Penzel, partecipando in molti corsi in varie discipline legate alla “medicina alternativa” per anni,studiando anche la tecnica di agopuntura tradizionale e moderna, di agopuntura auricolare, e l’omeopatia classica.
Photo credit: MagneTurøy
Articolo in inglese
Traduzione a cura di Silvia Rubeo
La Commissione Europea ha pubblicato un 'documento di lavoro' rivolgendosi a coloro che hanno un interesse – nel linguaggio tecnico definiti attori – ad unirsi ai loro progetti per determinare i così detti “limiti dei livelli massimi sicuri”, i limiti dei dosaggi massimi consentiti di elementi nutritivi negli integratori alimentari.
Paul Taylor, un consumatore sostenitore che vive in UK, commenta come segue:
La Direzione Generale della Commissione Europea per la salute e la tutela del consumatore ha appena reso pubblico un documento di lavoro riguardante i criteri da adottare per determinare la quantità massima e minima delle vitamine e dei minerali che deve essere contenuta nei cibi elencati in un documento di lavoro.
Nonostante il crescente uso degli integratori vitaminici in Italia, la sensazione di molti consumatori e rivenditori è che la recente direttiva europea minacci di rimuovere dal mercato molti dei prodotti che contengono più dei dosaggi minimi raccomandati per le singole vitamine. “Non è vero”, aveva detto una volta il dottor Basil Mathioudakis, durante l’era di discussioni prima dell’approvazione della direttiva sugli integratori: “Non rimuoveremo nessun prodotto dal mercato”.
A quei tempi eravamo scettici e, con il testo della direttiva alla mano, gridavamo “l’Europa ci vuole togliere l’accesso ai prodotti nutritivi.” In effetti, l’elenco delle sostanze permesse come fonti di vitamine e minerali ignorava un gran numero - più di 300 secondo alcune fonti - di forme vitaminiche e soprattutto di minerali. Un’altro macigno era la disposizione, contenuta nella direttiva, che la Commissione Europea doveva occuparsi dei livelli massimi di vitamine e minerali, oltre ai quali non si poteva andare. Ma dall’approvazione della direttiva europea, di acqua ne è passata parecchia sotto i ponti, senza che il grande disastro per la nutrizione si avverasse.
Arriva il decreto per salvare l’omeopatia
Monica Marcenaro
da Milano
Medicinali omeopatici: in arrivo una legge in linea con l'Europa. È stato modificato infatti il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea in un punto sostanziale: se in un primo tempo era prevista una procedura identica per la registrazione di questi farmaci e di quelli di produzione industriale, fatto che avrebbe messo in ginocchio l'intero settore in Italia, mettendo fuori mercato buona parte delle sostanze, è stata accolta la possibilità di adottare un iter specifico che tenga conto,
Pronta la bozza che recepirà una direttiva Ue, ma secondo gli addetti la formulazione italiana è punitiva
"I nostri farmaci saranno fuorilegge"
Arriva la rivolta degli omeopati
ROMA - Per adesso è soltanto una bozza ma l'allarme è già alto. Parliamo di omeopatia, di antroposofia e di medicine non convenzionali. Un settore che riguarda oltre nove milioni di italiani, un giro d'affari di trecento milioni di euro l'anno, più un esercito di medici che dopo lunghi studi si sono convertiti alle teorie di Samuel Hannemann e sono seguiti fedelmente da schiere di pazienti.
12 luglio 2005 - La Corte Europea ha pubblicato la sua decisione nella causa contro la direttiva europea sugli integratori alimentari, confermando la direttiva nei suoi punti principali. Ma la corte ha anche stabilito una serie di paletti sulle procedure amministrative da seguire per aggiungere sostanze vitaminiche of forme di minerali agli elenchi degli ingredienti "permessi".
Il testo intero della decisione è disponibile sul sito della Corte Europea, a questa pagina (clickando su "Sentenza").
Nella sua conclusione, la Corte dichiara che:
L’analisi della questione sollevata non ha rivelato alcun elemento tale da pregiudicare la validità delle disposizioni di cui agli artt. 3, 4, n. 1, e 15, secondo comma, lett. b), della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 10 giugno 2002, 2002/46/CE, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli integratori alimentari.
L'Alliance for Natural Health, una delle associazioni che hanno intentato la causa nella speranza di fermare in extremis l'applicazione delle regole molto restrittive per gli integratori che potrebbero far sparire dal mercato un gran numero di prodotti oggi disponibili, non la vede comunque tutta buia.
di Patrizia Lenzarini


Ultimi commenti