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Il DDL sulla dislessia va contro la volontà popolare manifestata con oltre 4000 firme e recepita nel 2008 da una legge provinciale

non dare mai psicofarmaci ai bambiniTrento. Oggi, martedì 13 settembre, si riunirà la quarta commissione nella sala Lenzi di Palazzo Trentini per discutere del recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Questo DDL, così come è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Non è necessario andare molto lontano per vederne gli effetti deleteri. Dobbiamo solamente guardare a quello che succede in Alto Adige. Nella nostra vicina provincia, di fatto, questo disegno di legge sulla dislessia è in vigore da parecchi anni. Si fanno regolarmente i test sui DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento), molti bambini vengono seguiti dal logopedista, i bambini etichettati con un DSA vengono segnalati sui registri scolastici al fine di introdurre criteri di valutazione differenti, ecc. Un esempio di effettiva applicazione dei principi sostenuti dal disegno di legge in discussione in Trentino sulla dislessia. Quali sono i risultati?

Prendiamo ad esempio il comune di Merano con una popolazione di 38.229 abitanti. Secondo le informazioni fornite dalla Dr.ssa Donatella Arcangeli del centro di neuropsichiatria infantile di Merano, in questo comune i bambini seguiti dal centro sono ben 160 e 40 di questi sono soggetti a trattamento con psicofarmaci. Il Trentino ha una popolazione di 529.457 abitanti. Possiamo quindi stimare che, senza gli opportuni correttivi, dopo circa dieci anni di applicazione del presente disegno di legge ci saranno circa 2.230 bambini seguiti dai centri di neuropsichiatria infantile con circa 550 bambini trattati con psicofarmaci.

In questo disegno di legge è insita purtroppo anche un'altra insidia che lo renderebbe fortemente illiberale. Prendiamo sempre ad esempio la Provincia di Bolzano dove i principi ispiratori di questa legge sono ben consolidati. In una risposta a un'interrogazione provinciale (Anfrage187-9), l'assessore alle politiche sociali di Bolzano Richard Theiner ha scritto: «...Nel caso in cui i genitori non facciano niente e si vede che il bambino preso in considerazione si trova ancora in una situazione di rischio, per quanto riguarda la sua crescita e le sue capacità nella vita sociale della classe e/o nelle sue capacità di apprendimento, la scuola deve farne rapporto ai servizi sociali, in modo che questi, in qualità di rappresentanti dell'obbligo di assistenza statale, visitino la famiglia e intraprendano le misure necessarie per assicurare il benessere del bambino...». In altre parole secondo Theiner la scuola avrebbe il diritto di decidere se il genitore si sta comportando bene in merito al percorso educativo di suo figlio e dovrebbe segnalarlo ai servizi sociali al fine di intervenire coercitivamente. Non è certo necessario dilungarsi ulteriormente sulle problematiche emerse recentemente sull'operato dei servizi sociali in merito all'allontanamento dei minori dalle famiglie.

Il pericolo di medicalizzazione della scuola è concreto e reale e coinvolge già la nostra stessa provincia come si evince da questi avvenimenti:

- In una scuola di Rovereto i bambini sono stati sottoposti ai test AC-MT 6-11 e PRCR-2 (discalculia e dislessia) e in seguito sono stati indirizzati al reparto di neuropsichiatria infantile.

- Una signora di Civezzano si è rivolta alla nostra associazione perché la maestra aveva "richiesto" (imposto) una visita in neuropsichiatria infantile per il suo bambino.

- In una scuola di Rovereto i bambini sono stati addirittura sottoposti a un test "sull'idea della bugia" fatto da una laureanda in psicologia con il beneplacito della scuola.

Questo disegno di legge sulla dislessia che "assicura l'individuazione precoce dei fattori di rischio e favorisce la diagnosi tempestiva" e che in pratica introduce i test psicologici nelle scuole trentine, rischia di avvallare la medicalizzazione della scuola.

Ricordiamo che il 6 maggio 2008 la provincia Autonoma di Trento ha approvato la legge n. 4 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" in risposta alle richieste dei cittadini che hanno firmato oltre 4000 petizioni contro la medicalizzazione della scuola e che sono state consegnate al presidente del consiglio provinciale nell'aprile del 2008. La legge, che vietava i test psicologici nelle scuole trentine di ogni ordine e grado, era stata approvata all'unanimità dal consiglio provinciale come legge "preventiva" volta a impedire gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Questo disegno di legge sulla dislessia, senza delle appropriate rettifiche, rischia di tradire la volontà popolare e la volontà del consiglio provinciale stesso.

Riteniamo sia corretto aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento e concordiamo con lo spirito della legge volto ad assistere i nostri figli. Ma è assolutamente necessario apportare degli opportuni correttivi per impedire gli scenari descritti sopra. Il consenso informato scritto alla somministrazione dei test, la possibilità di contestare o accertare la presunta diagnosi e il richiamo alle norme sulla privacy potrebbero impedire che i genitori vengano espropriati del loro diritto/dovere di attendere all'educazione dei propri figli e consentirebbe di impedire le derive insite in questo DDL.

Non comprendiamo il motivo per cui il nostro Comitato non sia stato informato di questo disegno di legge e non sia stato chiamato dalla Quarta Commissione presieduta dal consigliere Mattia Civico, dato che abbiamo raccolto oltre 4000 firme sul tema dei test nelle scuole. Speriamo che il consiglio provinciale abbia la sensibilità di accogliere le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini come ha saputo fare nel maggio del 2008.

Paolo Roat

Comitato dei Cittadini dei Diritti Umani - CCDU Onlusa
fonte: medicinechenon.it


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Ogm: al via in Italia la sperimentazione di riso con vaccino?
di Alessia Ferla

Fonte: Informasalus.it

 

Ha ottenuto il via libera in Italia la sperimentazione di un riso geneticamente modificato in modo da contenere un vaccino. L'autorizzazione è stata data dal ministero per le Politiche agricole in seguito alla revisione dei protocolli sperimentali di ricerca. La sperimentazione “avverrà in campo aperto, ma in condizioni sperimentali controllate e secondo criteri molto restrittivi”, ha rilevato Elisabetta Lupotto, del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura).

La Confederazione Italiana Agricoltori commenta la possibile coltivazione di riso biotech con vaccino nel nostro Paese: senza certezze sulla salubrità del prodotto, nessuna piantagione in campo aperto in Italia.

“Il riso biotech con il 'vaccino', per il momento, non verrà coltivato in Italia”, ha commentato in una nota la Cia che aggiunge: “Nel nostro Paese, infatti, le sperimentazioni in campo aperto sono bandite dal 2007. Questo non significa che siamo ostili alla ricerca, ma al contrario vorremmo che fosse sviluppata, dove possibile, per offrire le dovute garanzie di 'non contaminazione' a quei produttori che operano con metodi convenzionali, biologici o biodinamici”.

 

 


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Trattamento sanitario obbligatorio ( Legge 180) per le neo-mamme.

di luciano Gianazza (Medicinenon)

Non è il titolo di una nuova soap opera, ma è l'ennesimo tentativo di imbottire di psicofarmaci chi sta per avere o ha appena avuto un bambino, che a sua volta riceverà la sua dose tramite l'allattamento, due piccioni con una fava. Un'eventualità che potrebbe riguardarti se una nuova proposta pro farmaci venisse approvata.

Questo è business, creato ad hoc tramite i media. Basta mettere nelle news tre o quattro casi di madri che gettano il loro figlio dalla finestra, mettere in moto una delle tante associazioni di categoria (lobby), quella dei ginecologi per esempio, che fa pressione sui politici presentando statistiche false (arrotondate con qualche zero in eccesso), ragioni costruite, sempre ad hoc, per cui è necessario riempire di farmaci le mamme, la cosa segue gli iter burocratici, magari con procedura di urgenza e alla fine il Ministro della Salute approva.

Fazio ci deve ancora dire come è andata a finire con i milioni di euro che ci ha fatto spendere per i vaccini per la pandemia della suina, vaccini che tuttora vengono refrigerati (a pagamento) in celle frigorifere in tutta Italia, per poi essere smaltiti come rifiuti speciali (a pagamento) alla data di scadenza, se non troviamo qualche paese africano che ce li compri a prezzo scontato, di modo che “quegli ignorantoni del terzo mondo” possano farci da discarica biologica a buon prezzo.


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Con il veleno in bocca

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Con il veleno in bocca

Federico Tulli

SALUTE. Interrogazione parlamentare di Scilipoti (Idv) al ministro Prestigiacomo per sapere se ai negoziati di Stoccolma intende fare pressioni per la messa al bando del mercurio usato nelle otturazioni dentistiche.

ll mercurio usato per le otturazioni dentali «rappresenta di gran lunga la più grande fonte di inquinamento delle acque reflue e una crescente fonte di inquinamento atmosferico». Per questo motivo il deputato Idv, Domenico Scilipoti, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per sapere se ai negoziati di Stocolma in programma fino all’11 giugno intende promuovere una messa al bando di questo metallo «senza riserve».


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Interrogazione parlamentare dell'On. Scilipoti per la messa al bando del mercurio odontoiatrico

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07377
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
giovedì 27 maggio 2010, seduta n.329

SCILIPOTI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.- Per sapere - premesso che:


il 20 febbraio 2009, a Nairobi in Kenya, più di 140 Paesi del consiglio direttivo del programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) hanno raggiunto un accordo storico per mettere al bando una sostanza altamente inquinante e neurotossica, il mercurio metallico;

si tratta di un accordo storico, raggiunto dopo sette anni di sforzi diplomatici, che consentirà di sviluppare nuove strategie per tutelare la salute di milioni di persone, soprattutto dei bimbi ancora non nati e dei neonati, che sono più suscettibili ai danni prodotti da questa tossina;

il primo incontro per questi negoziati si terrà dal 6 all'11 giugno 2010 a Stoccolma;

in Italia sono ancora in uso le otturazioni dentali in amalgama, contenenti una percentuale del 50 per cento di mercurio metallico, sebbene vietate per i bambini sotto ai sei anni, per i nefropatici e per le donne in gravidanza;



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Adiconsum Lazio lancia una raccolta di firme per bandire il mercurio dagli usi terapeutici

In Italia è consentito ancora usare per le otturazioni dentarie amalgame contenenti mercurio.

Adiconsum Lazio lancia una raccolta di firme per bandire definitivamente questo metallo che crea danni irreversibili alla salute dei cittadini

Fabrizio Premuti, Adiconsum Lazio «La pericolosità del mercurio rispetto agli organismi viventi è ormai comprovata scientificamente. In Europa il mercurio è stato bandito dalle amalgame odontoiatriche, in Italia ci si dimentica di essere parte dell'Europa e questo componente viene ancora usato. Ci si preoccupa di evitare l'ingestione di mercurio attraverso gli alimenti, i prodotti ittici subiscono attente analisi destinate ad evitare tali tipi di contatto, di contro, viene tollerato che del mercurio possa stabilmente essere a contatto con l'uomo per anni rilasciando il suo carico di tossicità all'organismo. A causa di questo migliaia di italiano convivono con patologie a volte molto gravi derivanti dal mercurio. Patologie che arrivano a vere invalidità permanenti di cui lo stato, che tollera l'uso di questa componente, non se nè fa alcun carico lasciando il cittadino solo a combattere la propria situazione di malato ed invalido. ».


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SANITA’ – SCILIPOTI (IDV). GLI AMALGAMI DENTARI: ESTREMAMENTE PERICOLOSI

Martedì 27 Aprile 2010 17:11

Roma, 27/04/010. “Si è costituito, a palazzo Marini, un comitato volto a evidenziare la tossicità delle otturazioni dentarie in amalgama, contenenti mercurio (la sostanza più tossica in natura dopo il plutonio) e, di conseguenza, a bandirne l’uso su territorio nazionale (ed europeo)”. Così l’On. Scilipoti, in riferimento agli amalgami dentari. “È assodato e dimostrato scientificamente da migliaia di pubblicazioni – continua l’On. Scilipoti (IDV) - che l’amalgama e fonte di numerose sindromi e patologie, anche gravi, soprattutto a carico del sistema nevoso centrale, con un carico tossico trasmissibile anche da madre a nascituro. Si evidenzia la necessità di rimuovere le otturazioni in amalgama esclusivamente attraverso un protocollo di rimozione protetta, affinché tale manovra non rappresenti un ulteriore danno per l’organismo dei pazienti già intossicati, o per le persone asintomatiche, oltre che – conclude l’On. Scilipoti - per gli operatori odontoiatrici, categoria la più esposta per motivi professionali, al pericolo delle intossicazioni da mercurio”.

Ufficio Stampa - Segreteria On. Dott. Domenico Scilipoti



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ASPARTAME, UN DOLCIFICANTE "A RISCHIO"

Tomaso Zanoletti, senatore del Pdl, ha presentato un'interrogazione parlamentare. Sotto accusa per la salute in quanto potrebbe essere cancerogeno

ROMA - Provvedimenti a tutela della sicurezza e a garanzia di eventuali rischi per la salute in considerazione della sempre maggiore diffusione del dolcificante artificiale aspartame. Li sollecita Tomaso Zanoletti del Pdl in un'interrogazione presentata al Senato giovedì 4 febbraio. L'aspartame è un dolcificante artificiale a basso contenuto calorico, utilizzato in molte diete e consumato nel mondo da oltre 200 milioni di persone e presente in vari prodotti, fra i quali bevande light, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, in particolare sciroppi e antibiotici per bambini. Il suo potere dolcificante è 200 volte maggiore di quello dello zucchero, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande. Secondo Zanoletti "sembra provato scientificamente che l'aspartame si trasformi in sottoprodotti pericolosi per i quali non esistono contromisure naturali" e lo stomaco vuoto di una persona a dieta accelera queste conversioni e ne amplifica i danni.


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  «Quello che mi interessa non è conseguire un vantaggio economico, percepisco già la pensione di invalidità dall'Inps: vorrei solo che si affermasse il principio che gli utenti devono essere informati sui rischi dell'uso prolungato dei telefoni cellulari. Basta sensibilizzarli su alcuni accorgimenti, come i vantaggi nell'uso del viva voce o degli auricolari ». A parlare è Innocente Marcolini, 57 anni, bresciano, ex dirigente aziendale. La Corte d'appello di Brescia gli ha riconosciuto la malattia professionale e un grado di invalidità dell'80% in seguito a un tumore benigno al nervo trigemino (che gli ha causato un intervento e sette anni di cure), riconosciuto dai giudici come conseguenza dell'uso prolungato del telefono cellulare. Apparecchio che Marcolini, per la sua attività lavorativa, usava tutti i giorni, per diverse ore.

In primo grado, il giudice del lavoro aveva dato ragione all'Inail, controparte nella causa, negando la connessione tral'uso del telefonino per scopi lavorativi e l'insorgere del tumore. Ora il dispositivo del giudice d'appello accoglie la tesi di Marcolini e dei suoi consulenti, con le motivazioni che saranno rese note solo tra qualche settimana, al deposito della sentenza.

La patologia denunciata da Marcolini come conseguenza dell'attività lavorativa rientra fra le malattie professionali «non tabellate»per l'Inail,quelle cioè per cui deve essere il lavoratore a provare il nesso di causalità tra la malattia e il lavoro. Così sono ad esempio le patologie tumorali, la cui origine può essere legata a più fattori, come, ad esempio, la predisposizione genetica.


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Petizione dell'associazione "Giu Le Mani dai Bambini" per una legge che normi in via definitiva il fenomeno della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, predisponendo efficaci norme anti-abuso, e soprattutto che verifichiate che detta legge si attenga ai seguenti criteri minimi di prudenza e sicurezza:

FIRMA LA PETIZIONE

Testo della petizione:


Illustrissimi Presidenti, Illustre Ministro, Egregi Onorevoli e Senatori,

Premesso che:

in Italia - come in molti altri paesi - è in corso un vivace dibattito, anche in seno alla comunità scientifica, in ordine all’opportunità o meno di somministrare psicofarmaci ai bambini per tentare di risolvere i loro disagi, e sui risvolti etici di queste pratiche;

la comunità accademica non è concorde circa l’opportunità di somministrare molecole psicoattive ad organismi in via di sviluppo, specie con riguardo agli effetti avversi e iatrogeni di lungo periodo;

i cittadini sono particolarmente attenti a queste delicate tematiche, come dimostrano i numerosi convegni, seminari di studio ed incontri organizzati dal mondo associazionistico;

alcune Regioni hanno già intrapreso iniziative legislative - approvate, o in corso di discussione - volte a predisporre i più adeguati strumenti di controllo per evitare abusi nella somministrazione di queste sostanze in età pediatrica, e volte anche - in considerazione dei particolari aspetti etici afferenti questa delicata questione - a garantire alle famiglie un'informazione davvero equilibrata sul tema;

presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati è in corso la discussione e disamina comparata di alcuni PdL d'iniziativa parlamentare recanti norme per la tutela e la salute dei bambini e degli adolescenti;

tutto quanto sopra premesso, sottoscrivo questa petizione, per chiederVi di operarVi al fine di dare rapido impulso all’iter parlamentare di una legge che normi in via definitiva il fenomeno della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, predisponendo efficaci norme anti-abuso, e soprattutto che verifichiate che detta legge si attenga ai seguenti criteri minimi di prudenza e sicurezza:


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E' ufficiale: il Ministero dell'Istruzione vieta i test psicologici nelle scuole

Del 21 Gennaio 2009

Comunicati della CCDU

Con la circolare n. 4226/P4, il Ministero dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali, inclusi i Sovrintendenti Scolastici per la Provincia di Bolzano e di Trento, il divieto di somministrare i test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A questo proposito la circolare afferma specificatamente: "... La diagnosi di ADHD è pertanto tutt'altro che semplice, anche in virtù del conseguente possibile ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può essere effettuata attraverso le somministrazioni all'interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni."


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Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali

Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale. Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell'operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali (in particolare in Lombardia, Toscana, Liguria ed Emilia Romagna).
Per questi motivi abbiamo deciso di creare questo sito e raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare una proposta di Legge di iniziativa popolare. 50.000 firme per la libertà di scelta terapeutica e la legittimità delle Medicine Non Convenzionali.
La parte innovativa di questo progetto è costituita dalla modalità di creazione della legge stessa. Tutti possono contribuire alla sua stesura partendo da un testo base. Abbiamo creato, a tal proposito, una sezione aggiornabile per ricevere i commenti ed i testi degli utenti che vorranno partecipare.

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COMUNICATO

5/09/2008:.

Il TAR Lazio Sez. 3 Quater, con ordinanza depositata in data odierna ha accolto il ricorso dell'AMEV ed ha sospeso l'esecutività dell'art. 3 co. 1 del decreto Min. Salute 3 aprile 2008 in materia di risarcimenti per lesioni da vaccinazione, bloccando i pagamenti delle annualità decennali arretrate poiché privo di graduatoria e per altri profili di legittimità.

Il sottoscritto Avv. Marcello STANCA, in qualità di Presidente dell'AMEV, Associazione Malati Emotrasfusi e Vaccinati di Firenze, esprime soddisfazione per la rapidità con la quale il Tar Lazio ha esaminato ed accolto la nostra richiesta di sospensiva poichè il decreto emesso dall'ex Ministro Livia Turco creava gravissimo pregiudizio ai dannegiati da vaccinazione più gravemente colpiti, ai quali veniva negata ogni priorità, ed ai genitori dei deceduti che addirittura non sono neanche menzionati.

Sono consapevole del disagio e del ritardo che verrà provocato a coloro che speravano in una pronta liquidazione e ripartizione dei 30 milioni di euro disponibili, ma il Tar Lazio ha convenuto che l'Amministrazione, in una platea di danneggiati di varie gravità, non può comportarsi per i pagamenti con la stessa cecità e casualità degli effetti collaterali da vaccino che hanno colpito a caso 580 persone beneficiarie del decreto annullato. Spero che buona parte dei danneggiati, costretti ad una ulteriore attesa, comprendano la necessità oggettiva di una graduatoria trasparente, finalmente imposta all'Amministrazione, con il controllo del Ministro della Funzione Pubblica.

Il Presidente AMEV

AVV. MARCELLO STANCA


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Da Farmaplanet.it arriva la notizia che gli integratori non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi.

In risposta alla richiesta di un contribuente, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 256/E del 20 giugno chiarisce che gli integratori alimentari, ancorché prescritti da uno specialista, non possono beneficiare "della detrazione d'imposta del 19%, di cui all'art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, riconosciuta esclusivamente per spese mediche e di assistenza specifica (diverse da quelle indicate nell'art. 10, comma 1, lett. b)), per spese chirurgiche, per l'acquisto di medicinali, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere". La ragione discenderebbe dalla natura stessa degli integratori che "vengono somministrati, sostanzialmente, per cure dirette ad ottimizzare gli apporti nutrizionali e a migliorare le condizioni fisiologiche, senza per questo essere considerati dei medicinali. In ragione della loro composizione, gli integratori si qualificano, infatti, come prodotti appartenenti all'area alimentare".

Questo è contrordine a quanto avevamo detto in Febbraio di quest'anno:

Gli integratori alimentari, se prescritti, sono detraibili

Mentre una disposizione di un'agenzia delle entrate non è la parola finale sull'argomento, ci pare dover dire la nostra in un brevissimo commento.

Avevano detto che la salute è importante, e avevano anche detto che la prevenzione è da preferire all'intervento tardivo. Ci stanno consigliando uno stile di vita salutare e una buona nutrizione, cinque o addirittura nove porzioni di frutta e verdura al giorno, ma quando si tratta di dare sostanza alle mere parole, ecco che spunta il vecchio modo di fare.

A dire dell'agenzia delle entrate, solo i medicinali, cioè solo l'intervento tardivo sarebbe sostenuto dallo stato. La prevenzione? Fatela pure ... ma a vostre spese.

Certo che siamo d'accordo che gli integratori non sono medicinali, ma non siamo d'accordo che per questo non siano degni dello sostegno dello stato.

Se no dovremmo pensare che lo stato predica bene ma razzola molto male.


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Vaccino anti-HPV stupro sanitario

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8 marzo 2008 CI VOLEVANO LE DONNE EMANCIPATE AL GOVERNO E UN MINISTRO FEMMINA PER USARE LE MINORENNI COME CAVIE E FONTE DI PROFITTI VACCINO ANTI PAPILLOMA HPV “STUPRO SANITARIO”

Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a trasmissione sessuale. L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non, Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione. Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase “Se tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”. Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo, sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale. Allarmismo del tutto ingiustificato.

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Gli integratori alimentari, se prescritti, sono detraibili

Gli integratori alimentari, se prescritti da un medico a scopo curativo, possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi. Rispondendo al dubbio di un lettore, Corriere Salute riporta un chiarimento dell'Agenzia delle Entrate.

Augusto Laganà di Trento spiega nella sua lettera che dopo aver tenuto sotto controllo il colesterolo con le statine, la cardiologa che lo segue ha ritenuto opportuno sostituire i farmaci con un integratore. Il costo mensile di questo prodotto è di circa 30 euro. Lo scontrino parlante non reca però la dicitura «l'importo è detraibile dalla dichiarazione dei redditi» e secondo il farmacista il prodotto, essendo un integratore e non un farmaco, non è detraibile. Il lettore però non si fida e chiede un parere alla redazione del Corriere.


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Il Ssn riconosce ufficialmente la chiropratica

Descrizione e modalità di aggiornamento
Dopo anni di dibattiti, la chiropratica entra tra le cure ufficialmente riconosciute dal Sistema sanitario nazionale. D'ora in avanti anche in Italia ci saranno i «dottori in chiropratica » iscritti ad un Registro che per i cittadini rappresenterà la garanzia di affidarsi, letteralmente, a «mani» sicure. Lo annuncia Salute del Corriere della Sera.

«La nuova figura - scrive il settimanale - è sancita dall'articolo 335 della Finanziaria 2008 che prevede, appunto, la creazione, al ministero della Salute, di un Registro in cui verrà iscritto chi ha un diploma di «laurea in chiropratica» o un titolo equivalente. Come si legge nella nota che accompagna l'articolo: "Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore ed esercita le sue mansioni (...) come professionista sanitario di grado primario ( ndr: lo stesso che spetta ai medici, anche se i chiropratici non sono medici). Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale"».


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Sanità malata/ Malattie rare, per l'Italia un'occasione per investire in ricerca e risparmiare soldi pubblici
Sabato 19.01.2008 12:22
Fonte: AffariItaliani

Ad oggi di Fc si muore, non esiste una cura, ma nel 1989 è stato identificato il gene responsabile della malattia, cosa che ha acceso qualche speranza. Alla difficoltà della ricerca si accompagna tuttavia una carenza di informazioni anche presso le istituzioni preposte all'assistenza. Con l'aggravante che l'iniziativa dei pazienti o delle loro famiglie viene spesso mal tollerata, al punto da produrre comportamenti di insofferenza verso chi chiede di sperimentare terapie già in atto negli Usa e in Germania.

La situazione nei centri di riferimento regionali italiani per la Fc è alquanto soggettiva, con i medici dei centri che decidono la terapia per singolo paziente, pur esistendo linee guida cui far riferimento e su quelle vengono basati i "tentativi" di cura. Purtroppo ogni medico ha un suo personalissimo metodo terapeutico, come emerge dalla lettura di centinaia di testimonianze raccolte nei forum del sito dell'Associazione Fibrosicisticaitalia (http://www.fibrosicisticaitalia.it) presieduta da Patrizia Nofi (madre di una bambina affetta da Fc seguita fino ad oggi dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma) e alla quale collabora il Dott. Alfredo Visca.


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Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Milano, 3 Dicembre 2007 Spett. Redazione COMUNICATO STAMPA PSICOFARMACI: PRIMA PASTIGLIA A OTTO ANNI

“I bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000”, così scrive l’On. Patrizia Paoletti Tangheroni nell’interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall’interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo stesso argomento. La preoccupazione è giustificata ancor più dal fatto che i presupposti stessi della “malattia” vengono messi continuamente in discussione: Leiber dell’FDA afferma che “Nessun aspetto fisiopatologico del disordine è ancora stato delineato”; il Dr. Fred Baughman, nel suo libro “The Future of ADD", scrive: “Sia la FDA che la DEA hanno riconosciuto che l'ADHD non è una malattia, né organica né biologica”. Ma se non esiste uno squilibrio biochimico, perché lo si cerca di curare con sostanze chimiche? I principi attivi maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato, meglio conosciuto col nome di Ritalin, e l'Atomoxetina. Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.

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Come fare la Terapia C.R.A.P.
Fonte: Associazione Emmanuele
Grazie al supporto di alcuni ammalati siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di una circolare emanata dal ministero della Salute, DGFDM/SDG/P/5106/I.n.c.b del 12.2.2007, per l"Impiego di medicinali, nell'ambito del Servizio Sanitario nazionale, per indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate" che permetterebbe la somministrazione della Terapia C.R.A.P. (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio) unitamente all'autorizazzione del proprio medico. Questo è quanto c'è stato comunicato da uno dei pazienti che imbattendosi contro le difficoltà del sistema sanitario locale, ha ottenuto che all'interno del plesso ospedaliero d'appartenenza i medici, previa prescrizione dell'oncologo, somministrassero la Terapia C.R.A.P..

(segue estratto del testo)

Oggetto Circolare Ministeriale: Impiego di medicinali, nell'ambito del Servizio Sanitario nazionale, per indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate


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PRESENTATA L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE. ADESSO LA BONINO DOVRA' RISPONDERE

Il 14 novembre 2007 il Senatore Francesco Storace ha chiesto al Ministro per le Politiche Europee se non ritenga di sollecitare la regolamentazione
degli operatori non medici come avviene negli altri Paesi dell'Unione Europea.

In merito alla recente sentenza della Corte di Cassazione - che va nella direzione opposta a quanto si legifera nel resto di Europa in tema di operatori delle discipline naturali -, alcuni naturopati hanno chiesto a deputati e senatori di varie formazionipolitiche di formalizzare
un'interrogazione parlamentare.

Il Senatore Storace, del Gruppo Misto - La Destra, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al Ministro per le Politiche Europee Emma Bonino, in cui chiede:

- se il Ministro in indirizzo non ritenga di sollecitare un'effettiva attuazione di una regolamentazione degli operatori non medici adeguatamente formati secondo gli standard europei, in armonia con le linee guida e le leggi in vigore negli altri Paesi dell'Unione europea;

- se non ritenga di assumere iniziative atte a correggere gli effetti della predetta sentenza della Corte di cassazione, penalizzante e
lesiva nei confronti di altre figure operanti in Italia e legalmente riconosciute nel territorio comunitario;

- se ritenga opportuno attivarsi per definire in tempi brevi un apposito accordo presso il Consiglio dei ministri per permettere a tutti gli interessati che ne abbiano i requisiti di svolgere la propria attività di naturopata (naturopath, heilpraktiker, naturopatas), come previsto da molte leggi regionali, dalla Costituzione, dal diritto di stabilimento in base alle leggi in vigore nei Paesi partner europei.

Al Senatore Storace vanno i complimenti di tutti i naturopati, che attendono con ansia la risposta del Ministro Bonino.


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PARLAMENTO INTERROGA LA TURCO SULL'USO SPROPOSITATO DI PSICOFARMACI AI BAMBINI
POSTATO DA PENSACONLATUATESTA [19/11/2007 17:33]

Negli ultimi anni in Italia c'è stata un'escalation nella vendita di psicofarmaci e di diagnosi discutibili come l'ADHD, nei confronti dei cosidetti bambini "ipercinetici", che una volta erano semplicemente considerati vivaci. Il senatore Maurizio Eufemi, in questi giorni, ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute Livia Turco, per fare chiarezza sulla questione. "Sull'opportunità di somministrare questi potenti prodotti psicoattivi ai minori" scrive il parlamentare "la comunità scientifica non è assolutamente concorde". Psicofarmaci come il Ritalin e lo Strattera dal maggio di quest'anno sono stati approvati e indirizzati ai bambini, ma la preoccupazione è che si possano raggiungere situazioni di allarme come negli Stati Uniti, dove milioni di bambini fanno uso del Ritalin e molti lo spacciano addirittura nelle scuole, trattandosi a tutti gli effetti di una droga a basso costo, un potente stimolante classificato tra le anfetamine.
Nonostante la richiesta di restrizioni da parte della comunità scientifica, come predisposto dall'Istituto Sanitario Superiore e dall'AIFA, al fine di limitare gli abusi, non si capisce quali impedimenti ne abbiano di fatto frenato l'attuazione.


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Paziente killer, psichiatra colpevole

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La categoria protesta. Ma i familiari della vittima: «Ci fu negligenza »
Paziente killer, psichiatra colpevole
Condannato il medico: sbagliò cure. Lui: un attacco alla legge Basaglia
Fonte:
Il Corriere

MILANO — Condannate me? No, signori della corte: senza volerlo, voi condannate la legge 180, la riforma Basaglia, un’intera stagione della psichiatria italiana. «Di più: si sta condannando la libertà del medico di curare un paziente come meglio ritiene». Quattro mesi di carcere che cancellano quarant’anni di certezze. Una pena per omicidio colposo che gli sembra un ergastolo a quel che ha studiato, creduto, vissuto. Euro Pozzi è uno psichiatra noto, ambulatorio a Bologna. Giovedì, la Cassazione l’ha definitivamente giudicato un killer. Anche se lui, con le sue mani, non ha mai ammazzato nessuno. Il 24 maggio 2000, a Imola, fu un suo paziente schizofrenico grave (Giovanni Musiani, morto qualche anno fa) a uccidere con due coltellate Ateo Cardelli, un assistente della comunità Albatros per ex degenti psichiatrici. Tre lunghi processi, tre sentenze uguali. Per stabilire — caso unico in Italia — che quando l’assassino è un pazzo non imputabile, in galera al suo posto ci va lo psichiatra che l’ha curato male. Cioé Pozzi: «Il mio giornalaio stamattina m’ha chiesto: è possibile che lei debba rispondere d’un reato doloso commesso da terzi? Già. Dopo questa sentenza, per tutti gli psichiatri sarà meglio non esporsi più a inutili rischi. Meglio tornare alla "psichiatria difensiva", a quando il malato di mente era solo un individuo pericoloso. A quando non c’era la legge 180. Meglio riempirlo di farmaci e lavarsi la coscienza». Processo chiuso, dibattito aperto. Secondo i giudici, la colpa di Pozzi fu d’avere pasticciato col trattamento farmacologico, prima diminuendo il Moditen, poi sopprimendolo, quindi risomministrandolo. Un’altalena di dosaggi «non improntata a criteri di prudenza, diligenza e perizia».


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Un Articolo di Carlo Galasso, pubblicato in data 5 novembre 2007 Dal quotidiano il Resto del Carlino.

UNA BATTAGLIA giudiziaria durata oltre sette anni, poi il giudice del tribunale del lavoro di Genova ha dato ragione ad una famiglia originaria della Val di Magra, da poco tempo trasferitasi a Savona: il loro figlio è diventato autistico a causa della vaccinazione antipolio che all’epoca, siamo nel 1987, era obbligatoria.

Un dramma vissuto con dignità che ha però letteralmente sconvolto la vita di papà e mamma. I due genitori non si sono mai rassegnati ed hanno assistito con amore il proprio figlio, cercando soprattutto di rendere meno difficile la sua vita futura. Per questa ragione hanno intrapreso la strada giudiziaria, attraverso la richiesta di «nesso causale » fra vaccinazione e la grave patologia medica che ha colpito il figlio, citando in giudizio il Ministro della sanità.
Ora finalmente la gratificazione economica e anche una rivincita morale è arrivata. Al ragazzo, attualmente 22enne è stato riconosciuto infatti un vitalizio mensile di 2.500 euro, ed è probabile che il legale che assiste la famiglie, l’avvocato Giuseppe Romeo che ha lo studio legale alla Spezia, avvii una causa civile per il risarcimento danni.


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COMUNICATO STAMPA
La Regione Piemonte approva una legge che pone il divieto dei test ADHD nelle scuole e tutela i bambini dall’abuso di sostanze psicofarmacologiche

Martedì 30 ottobre alle ore 14,00 il Consiglio regionale piemontese ha approvato all’unanimità la Legge n.405 “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” proposta dal Consigliere Regionale Gianluca Vignale (AN) e dal Presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio (Margherita).
Punti cardine della legge sono l’art. 4 che vieta la somministrazione di test per l’ADHD e altri testi psicopatologici all’interno delle strutture scolastiche, e l’art. 3 che introduce l’obbligo del consenso informato che deve essere sottoscritto dai genitori del minore per i quali è stato proposta la somministrazione di psicofarmaci. Secondo la legge deve essere predisposto un modulo per il consenso informato “attraverso il quale il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, lo psichiatra o il neuropsichiatra infantile interessato fornisce, in forma scritta e in modo dettagliato, oltre ai vantaggi presunti, esaurienti informazioni in ordine agli effetti collaterali del farmaco consigliato, ai possibili trattamenti alternativi ed alle modalità di somministrazione.”


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