News della categoria Leg. Italiana

BACK IN THE GROUP: A VOLTE RITORNIAMO…
Avv. Roberto Mastalia (AURET)

Come molti di voi hanno notato, negli ultimi mesi sono stato talmente preso dal lavoro – sia professionalmente che umanamente – da aver colpevolmente trascurato un po’ il gruppo; peraltro solo pubblicamente perché in questo periodo ho continuato – pur con qualche ritardo – a dare consigli ed a fornire pareri alle decine, anzi centinaia di persone che mi hanno scritto o mi hanno telefonato.

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CODACONS? NOT IN OUR NAME!

Negli ultimi mesi, nonostante fossi immerso nel lavoro, più volte ho dovuto frenare il mio istinto per evitare di rivolgere commenti caustici nei confronti di parole e scritti provenienti dai soggetti più disparati; molti di questi, peraltro, già ripetutamente criticati in maniera altrettanto caustica nei mesi ed anni scorsi.

Presidente della Repubblica, Ministra della Salute e politicanti di varia provenienza ed estrazione hanno fatto a gara nello spacciare per verità luoghi comuni assolutamente falsi; in ciò, seguiti da dirigenti di agenzie nazionali, professori universitari e medici “diversamente”colti, “diversamente” preparati, “diversamente” intelligenti e “diversamente” onesti – quanto meno dal punto di vista meramente intellettuale.

Naturalmente, l’innalzamento del livello dello scontro in ordine a vaccini e vaccinazioni, l’aumento del numero degli interessati oltre che degli interessi in gioco, ha comportato un aumento di interesse per l’argomento anche da parte di coloro i quali - per decenni – ne sono rimasti completamente estranei in quanto “in altre faccende affaccendati”.

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Vaccino, lo fa solo il 15% dei sanitari

MICHELE BOCCI

DOVREBBERO essere i più sensibili verso la vaccinazione anti influenzale, perché lavorano a contatto con i malati. E invece gli operatori sanitari sono tra le categorie che si vaccinano di meno, tra quelle per le quali la prevenzione della malattia stagionale è gratuita. Il dato di copertura, in controtendenza rispetto a quello della popolazione generale, è pure in calo. Non proprio un bello spot per le campagne che vengono promosse dall'assessorato alla salute e nemmeno un supporto agli sforzi che gli epidemiologi fanno ogni anno per convincere chi è a rischio a vaccinarsi.

Nella stagione scorsa, 2015-2016, solo il 15% del personale che lavora nelle aziende sanitarie e ospedaliere toscane si è vaccinato. L'anno prima il dato era al 17,5%. Nessuna ex Asl va bene, dunque, ma a Livorno sono andati malissimo, con un 6,6% di adesione (l'anno prima il dato era intorno all'8%). Va ricordato come spesso si tratti di operatori a contatto con malati anche gravi ai quali è meglio non attaccare una malattia che può portare a complicanze, come appunto l'influenza. Ad andare meglio di tutti è la ex Asl fiorentina, che arriva al 25,4% di copertura. Il dato però è "sporcato" dal calo che c'è stato rispetto al 2014-2015, quando si era vaccinato il 41,1% dei medici, degli infermieri e degli operatori socio sanitari.Vaccini.jpg


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ROMA – Confezioni da 10 pillole e cure da 7 giorni. A tutti o quasi è capitato, per malanni più o meno gravi, dall’influenza alle patologie ben più serie, di avere una prescrizione medica che indicasse una cura ad esempio di una settimana e di trovare in farmacia confezioni che contengono più o meno pillole di quelle necessarie a completare il ciclo indicato. Una differenza che nella pratica si traduce in medicinali che finiscono nel cestino o comunque inutilizzati in un cassetto della casa, ma che per le casse pubbliche significa un costo che è in realtà uno spreco.


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Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone: «Uno dei problemi è l’ingerenza della politica»

La corruzione nella Sanità italiana “fagocita” 6 miliardi di euro l’anno, sottratti ad innovazione e cura dei pazienti per finire nelle tasche di corrotti e corruttori. Un male contagioso che ha coinvolto ben una asl su 3 in Italia.


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ROMA – Confezioni da 10 pillole e cure da 7 giorni. A tutti o quasi è capitato, per malanni più o meno gravi, dall’influenza alle patologie ben più serie, di avere una prescrizione medica che indicasse una cura ad esempio di una settimana e di trovare in farmacia confezioni che contengono più o meno pillole di quelle necessarie a completare il ciclo indicato. Una differenza che nella pratica si traduce in medicinali che finiscono nel cestino o comunque inutilizzati in un cassetto della casa, ma che per le casse pubbliche significa un costo che è in realtà uno spreco.

E questo perché i farmaci, a prescindere dall’uso che se ne fa, si pagano. E se a pagare è lo Stato, e il pagamento viene effettuato per farmaci che non vengono poi utilizzati, i soldi dello Stato finiscono per essere spesi per niente. Soldi dello Stato che, val la pena ricordare, sono di tutti noi. O almeno di tutti quelli che pagano le tasse.


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Convegno sulle Medicine Non Convenzionali bollato come “anti-scientifico”: lettera al ministro Lorenzin

di Luca Poma

Egregia Ministra,

sono un giornalista socio UNAMSI, l’Unione Nazionale Medico-Scientifica d’Informazione, con 26 anni di esperienza professionale, ma in questo caso le scrivo a titolo personale, da comune cittadino, per il solo piacere – e dovere morale – di esprimerle il mio pensiero.


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La sottile linea rossa tra la fusione Bayer / Monsanto e la IG-Farben
La banalità del male della Globalizzazione


"La lezione di storia che credo dovremmo imparare è che la seconda guerra mondiale, non è stata la sconfitta del nazismo inteso come il male assoluto che si presenta perché un giorno c’è un pazzo a cui la mamma non ha voluto bene e che decide di dare fuoco agli ebrei.
Non è così, è un poco più complicato.
La seconda guerra mondiale è stata la sconfitta, la prima sconfitta pesante, di un disegno liberista di gestione dell’economia, che ha ripreso il sopravvento dagli inizi degli anni ottanta."

Alberto Bagnai - tratto dal video "Deficit - Il punto sull’Europa tra sogno e realtà"


E’ notizia recente l’acquisizione della Monsanto da parte della Bayer, una fusione costata alla multinazionale tedesca circa 66 miliardi di dollari.

Sono stati scritti molti articoli su questa vicenda e finalmente sembra esserci qualcuno che comincia a chiedersi se chi fa profitto con farmaci e pesticidi possa veramente avere a cuore la salute delle persone. Domanda, come vedremo, più che pertinente.

Fusioni come questa sono abbastanza ricorrenti sia nella storia recente che in quella meno recente: DuPont-Dow Chemical (2015, 115 miliardi), Syngenta-ChemChina (feb 2016, 43 miliardi). Da queste grandi fusioni l’unica multinazionale rimasta fuori sembra essere la “povera” BASF.

Ma la fusione di cui vorrei qui raccontare qualche piccolo dettaglio in più è quella che avvenne a cavallo delle due guerre mondiali, la fusione che creò il mostro chiamato IG-Farben, un gigantesco blocco industriale dedicato alla chimica e alla farmaceutica. La IG-Farben, fu in quel tempo la più grande azienda Europea e la più grande industria chimico-farmaceutica del mondo.

La IG-Farben (Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG) nacque nel 1925 da un accordo tra l’Agfa, la BASF, la Bayer, la Hoechst e una manciata di altre società che gravitavano nel mondo della chimica.

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Il 29 ottobre si terrà a Roma una convention contro l'obbligatorietà vaccinale promossa da Colors Radio (David Gramiccioli) e dal neocomitato “29 OTTOBRE” (info all'interno).






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Riporto il commento dell'avvocato Roberto Mastalia alla notizia della ASL di Sant’Angelo:

"Come spiegato dai responsabili, il frigorifero non era dotato di un generatore di emergenza ma vi era un sistema d'allarme che avrebbe dovuto inviare dei messaggi al personale di servizio in caso di guasto; il problema è che anche questo è stato distrutto dal fulmine per cui ai tecnici del laboratorio non è rimasto altro da fare che gettare via i preziosi vaccini.

La notizia non può non far emergere una serie di interrogativi già posti nei mesi ed anni scorsi:

- chi controlla veramente che i frigo delle USL e degli ospedali rispettino i requisiti richiesti per esempio per quelli delle farmacie?
- chi controlla veramente che per i vaccini venga mantenuta la cd “catena del freddo”? Ricordate il servizio di Striscia la Notizia di qualche anno fa?
- perché nel 2016 si raddoppia la spesa per il Piano Vaccinale e nessuno pensa invece di investire in sicurezza?
- sono note la precisione ed il rispetto delle regole delle popolazioni del nord-est ma cosa sarebbe successo se il fatto avesse coinvolto una USL nel resto d’Italia? Possiamo scommettere che si sarebbero comportati allo stesso modo?"

Situazioni di questo genere sono tutt’altro che rare. Alla fine dell’articolo una raccolta di altri articoli a riguardo. Grazie ad AURET.

Il frigo dell’Asl di Sant’Agnello va ko, distrutti i vaccini per i bambini
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SANT’AGNELLO. Il frigo in cui sono conservati i vaccini per i bambini si guasta all’improvviso e ben 60mila euro di medicinali sono da buttare. Una vicenda che ha dell’incredibile e che spinge i vertici sanitari a sospendere le vaccinazioni. Il problema si è verificato alcuni giorni fa nella sede del distretto sanitario di Sant’Agnello ed ora rischia di provocare disagi alle coppie di genitori della penisola sorrentina con figli piccoli.


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Vaccini, obbligo e verità

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Vaccini, obbligo e verità
dal blog Gioia Locati

Perché un personaggio famoso non può esprimersi pubblicamente sui vaccini? E perchè si temono le opinioni diverse?

Perché si vuole introdurre l’obbligo delle vaccinazioni per ammettere i bambini al nido? (Se ne discute in Emilia Romagna e in Lombardia).

Quali sono le malattie da debellare, per le quali è necessaria la copertura del 95%? I bambini sotto i sei anni “dovrebbero” fare 48 iniezioni contro 14 malattie, ma non si trovano nè lo spazio (hanno solo due cosce) nè il tempo per farle tutte.

Perché, quando si parla di vaccini, si ricorda che “l’antipoliomielite ha salvato il mondo” e ci si dimentica che dal 1991 a oggi – come conseguenza di una tangente fra l’ex ministro De Lorenzo e la ditta produttrice – si continua a inoculare ai neonati l‘antiepatite B che si contrae solo con il sangue infetto e i rapporti sessuali promiscui? Siamo l’unico Paese al mondo, assieme a quelli dell’Est e alla Grecia, a vaccinare i neonati per l’antiepatite B.

Perché in alcune regioni (Toscana, Liguria, Veneto e Sicilia) è già stato adottato il vaccino contro una forma di meningite (antimeningococco B) su neonati e adolescenti quando l’Istituto superiore di Sanità ne ha sconsigliato l’impiego?


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Gentile Direttore,

Domenica 18 Ottobre u.s. sulla rete mediaset “ Italia 1” è andato in onda un nuovo programma “OpenSpace”, dove, con serietà e professionalità giornalistica si sarebbero dovuti mettere in luce varie problematiche sul problema dei vaccini, portando a confronto i vari specialisti del settore.


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Una spesa annua di 300 milioni di euro a carico del Sistema sanitario nazionale, destinato a raddoppiare con l'approvazione del nuovo Piano di prevenzione vaccinale. Ma in Italia alcune situazioni di monopolio od oligopolio fanno sì che i prezzi dei vaccini aumentino negli anni, mentre nei casi in cui c'è concorrenza fra prodotti i prezzi calano efficacemente. Lo evidenzia l'indagine conoscitiva ‎'Vaccini per uso umano' dell'Antitrust, presentata oggi a Roma.vaccini_afp_.jpg


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PRIMUM NON NOCERE E' SEMPRE STATO UN PRINCIPIO FONDAMENTALE DELLA MEDICINA.
Primum non nŏcēre è una locuzione latina che significa "per prima cosa, non nuocere".

Solitamente è uno dei principi che si insegna per primo nelle facoltà di medicina, anche se è chiaramente applicabile quotidianamente in ogni circostanza della vita.

Ciò significa che, nella scelta di qualsiasi terapia, bisogna innanzitutto non arrecare danno al paziente e per questo, tra i trattamenti possibili, va sempre privilegiato quello che ha meno controindicazioni.

Ieri mattina Mirco Ercolani ha rilasciato la sua intervista a David Gramiccioli Ouverture durante la trasmissione Overture su Colors Radio. Potete ascoltare il podcast dell'intervista al seguente link

http://www.vetrinaservizi.it/pagina2446_ouverture.html


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Senza voler mancare di rispetto a nessuno, tantomeno al capo dello Stato Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio Matteo Renzi:

Vorrei porre una semplice domanda, anche a nome di mia moglie Franca, la quale purtroppo, è volata lassù preceduta dai nostri figli Marco e Andrea, per preparare un posto anche per me e Alberto:13266109_10208641567789002_4724918512225426191_n.jpg


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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari

Roberta Doricchi – Oggi vorrei iniziare la nostra conversazione entrando subito in un argomento molto delicato: la diffusione delle malattie attraverso i vaccini. Su Internet si trova un lungo articolo, apparentemente molto ben documentato, che tratta l’argomento (http://www.lolandesevolante.net/blog/2012/08/la-merck-ammette-linoculazione-del-cancro-attraverso-i-vaccini-di-lino-bottaro/ [N.d.R.]). Lei che ne dice?

Stefano Montanari – Le stesse cose le leggo da tempo anch’io su diverse fonti americane. Se io fossi uno scrittore alla Stephen King o come altri autori che scrivono di catastrofi, non mi lascerei scappare lo spunto. È opinione sostenuta da tanti che l’industria farmaceutica non abbia particolari interessi economici legati ai vaccini, visto che questi, in termini nudi e crudi, valgono una percentuale relativamente piccola del loro business, un business che compete per dimensioni con quello della droga o delle armi. In verità non è esattamente così, e, come sottolineato da Il Sole 24 Ore, gli investimenti proprio sui vaccini fatti ora in Italia smentiscono l’assunto (http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/imprese-e-mercato/2016-04-13/vaccini-e-farmaci-glaxo-scommette-1-mld-italia-094838.php?uuid=ACzsSh6C [N.d.R.]). Ma ammettiamo che i vaccini non siano economicamente interessanti in prima battuta. Perché, se le cose stanno in questo modo, continuare a produrli? Lo scrittore, allora, risponderebbe che i vaccini sono farmaci di diffusione universale somministrati addirittura ai neonati, e, se attraverso quelli si può diffondere una malattia, meglio se cronica o, comunque, di lunga durata, che sia trattabile con i farmaci, quale miglior maniera per assicurarsi miliardi di clienti ognuno dei quali durerà potenzialmente diversi anni o anche decenni? Pensi a quanto sarebbe facile e per nulla costoso, persino con la benedizione dei benpensanti, diffondere forme di cancro, una malattia in ascesa vertiginosa che assicura introiti immani ai produttori di medicinali, o introdurre malattie con agenti patogeni costruiti in laboratorio. Qui ci si può sbizzarrire. Il limite sarebbe solo la fantasia.


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Intervista a Paul Anthony Taylor

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Ottobre 2006 – Il Codex non è un soggetto semplice da comprendere. Con oltre 20 comitati che si riuniscono ogni anno, e verbali pubblicati comprendenti oltre 1.400 pagine solo per il 2005, la maggior parte delle persone è assolutamente ignara della misura in cui le attività del Codex influenzano la salute di tutti. Continuate a leggere per scoprire tutti i dettagli del sostegno che la Codex Alimentarius Commission fornisce al "business con la malattia".


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Il nostro Paese è stato messo in mora, il primo stadio della procedura di infrazione, perché la legge italiana, in particolare il decreto legislativo 26/2014, pone delle limitazioni eccessive all’utilizzo degli animali per scopi scientifici, rispetto a quanto viene consentito dalla direttiva 2010/63/Eu


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NOTA: Ancora una volta si scopre che il settore sanitario è, almeno in parte, un’alcova di delinquenti. Ancora una volta sì.
Il problema è sempre lo stesso, cambieranno tutto per non cambiare nulla.
L’urlo allo scandalo e la corruzione verrà usata non per bloccare il meccanismo corruttivo e le lobby che lo portano avanti, ma per tagliare ancora di più la sanità.
La privatizzazione del SSN non deve arrestarsi, al costo di autodenunciare la corruzione che lo contraddistingue.

Così, ancora una volta, non si faranno leggi contro il conflitto d’interesse, contro i brevetti o i monopoli, non si faranno rispettare le leggi già in essere ma si abbatteranno servizi, posti di lavoro e chiuderanno ospedali. Ci penserà la cara ministra lorenzin.

La Leva di Archimede

Corruzione per sei mld l'anno. Sprechi per un mld l'anno. Complessivamente, considerando anche le inefficienze, il danno per il Ssn è di 23,6 mld l'anno. La ministra della Salute, Lorenzin: "Reato di corsia odioso. Ecco il mio piano anticorruzione"


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Fra ricerca e sperimentazione, le big pharma investono miliardi. E vogliono rientrare dei soldi spesi, guadagnandoci. Così i prezzi delle medicine finiscono fuori controllo. Le eccezioni nei Paesi poveri (tollerate dalle industrie) e il ruolo che le agenzie nazionali per i farmaci devono giocare nella definizione dei prezzi

Farmaci troppo cari, ovunque: nei Paesi ricchi che, con qualche limitazione, se li possono ancora permettere, e in quelli poveri, che spesso non hanno i soldi per comprarli. Farmaci, ma anche vaccini. Costosi perché ci sono i brevetti e le industrie farmaceutiche dettano legge. La discussione è cominciata qualche anno fa, ai tempi dell’Aids, quando l’Africa non aveva accesso alle terapie. Ma oggi il problema si è esteso anche da noi e non riguarda solo l’Aids, ma il cancro, soprattutto, e molte altre malattie. Oggi esistono farmaci sempre più efficaci, ma sempre più costosi per molte patologie. E hanno un brevetto: fino a quando quest’ultimo non scade (solo allora si possono produrre i «generici» cioè le copie del farmaco a prezzi molto più bassi) è l’azienda farmaceutica che decide il prezzo (e lo contratta con chi dovrà poi fornire le cure).


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Marco Cedolin

La maggior parte dell'opinione pubblica purtroppo non è al corrente del fatto che a partire dal 2013 l'Europa e gli Stati Uniti stanno discutendo i termini di un Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti meglio conosciuto come TTIP (Transatlantic trade and investment partnership).

In realtà a discutere non sono i governi europei (o i parlamentari di Strasburgo) e quello americano, bensì i funzionari della Commissione europea ed i loro colleghi del ministero del commercio statunitense e lo stanno facendo in gran segreto, senza permettere neppure ai deputati eletti dal popolo di visionare nel dettaglio il materiale in discussione....

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L'Asl Toscana Centro: "Ambulatori semivuoti e telefoni che non squillano rappresentano infatti un segnale di allarme". Inviate lettere alle società sportive


FIRENZE. "Calano le prenotazioni e aumentano anche le disdette nella Asl Toscana Centro per la vaccinazione contro il meningococco C". È quanto sostiene l'Asl in un nota che invita la popolazione, soprattutto quella giovane fra 11 e 20 anni ad aderire alla campagna straordinaria, promossa dalla regione Toscana. "Sono infatti i giovani il principale obiettivo. È importante - spiegano dall'azienda sanitaria - che nella fascia di età 11 -20 anni si raggiunga una copertura elevata perché sono i giovani che spesso ospitano in faringe il meningococco, i cosiddetti portatori sani. Per questo, in particolare nell’area fiorentina, si è anche pensato di sollecitare l’adesione dei giovani inviando lettere di invito anche alle società sportive".


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Una Sindrome poco conosciuta, ancora in via di definizione e di riconoscimento, ma capace di stravolgere la vita di chi ne è affetto. Ne illustra alcuni aspetti la dottoressa Sabine Eck, ne fornisce una testimonianza diretta Claudio Fiori.

La Sindrome di Sensibilità Chimica Multipla (M.C.S., Multiple Chemical Sensitivity) presenta un quadro clinico piuttosto multiforme, con uno spettro che varia dal “bizzarro” al “grave”, difficile da diagnosticare. Si tratta di una sindrome infiammatoria sistemica, dove il sistema immunitario e quello neurosensitivo vanno “in tilt”, e reagiscono a svariate sostanze chimiche soprattutto a livello olfattivo. Talvolta le risposte possono manifestarsi in forma estremamente violenta (4° stadio). I primissimi casi furono descritti già nel 1948, ma da allora siamo ancora in alto mare circa la diagnosi, le terapie…, e la complessa eziopatogenesi.


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Fondi e ricerca, per Cattaneo tre ruoli in conflitto d’interessi

E Cingolani è tentato di mollare il Technopole: «Sono amareggiato»

Nella legge di stabilità approvata in via definitiva al Senato il 22 dicembre scorso compare un emendamento - il 32 bis, firmato dai senatori Elena Cattaneo e Karl Zeller - che istituisce «presso il ministero della Salute un Fondo denominato “Progetto Genomi Italia”, al quale è assegnata la somma di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018». L’emendamento firmato dalla Cattaneo prevedeva anche l’istituzione di una Commissione presso il ministero che dovrà occuparsi della «utilizzazione» e della «gestione» del Fondo. Ora La Stampa è in grado di rivelare il documento con cui il 14 marzo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha nominato questa Commissione: vi compaiono il presidente dell’Istituto di Sanità (Gualtiero Ricciardi, che la presiederà), due esponenti del ministero (il capo del legislativo Maurizio Borgo e il direttore della ricerca Giovanni Leonardi), e due genetisti. Uno è Giuseppe Novelli, rettore di Tor Vergata, e l’altro è proprio Elena Cattaneo, che dunque in questa storia si trova a rivestire tanti ruoli: ha firmato l’emendamento che stanzia i fondi, 45 m ilioni in tutto; è adesso nominata nella Commissione che deciderà l’utilizzo di quei fondi; e è uno dei sei scienziati in un importante centro di ricerca, l’istituto nazionale di genomica molecolare (Ingm), che ha tutti i titoli per rice vere parte di questi fondi. Una situazione, secondo i suoi critici, di conflitto d’interessi.  



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Marche. Danni da vaccinazione e trasfusione. Dalla Regione 429mila euro per i danneggiati

Il saldo sarà liquidato non appena verrà approvata la legge regionale di variazione di bilancio. Vengono, inoltre, resi disponibili, 150 mila euro per il pagamento dei rimborsi per parrucche per pazienti trattati con chemioterapia, consentendo di avviare subito le procedure di liquidazione dei rimborsi stessi.


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H1N1 -Petizione

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