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AURET SU VACCINI. BACK IN THE GROUP: A VOLTE RITORNIAMO

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BACK IN THE GROUP: A VOLTE RITORNIAMO…
Avv. Roberto Mastalia (AURET)

Come molti di voi hanno notato, negli ultimi mesi sono stato talmente preso dal lavoro – sia professionalmente che umanamente – da aver colpevolmente trascurato un po’ il gruppo; peraltro solo pubblicamente perché in questo periodo ho continuato – pur con qualche ritardo – a dare consigli ed a fornire pareri alle decine, anzi centinaia di persone che mi hanno scritto o mi hanno telefonato.

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Chi mi conosce sa che – purtroppo (per me) o per fortuna (degli altri) – non sono mai stato particolarmente bravo a tenere distinti l’uomo ed il padre da una parte ed il professionista dall’altra per cui vivo ogni successo ed ogni insuccesso, ogni cosa positiva ed ogni cosa negativa, come fosse mia personale; soprattutto quando si parla, come avvenuto nei mesi scorsi, di vicende tristi quanto complesse che hanno coinvolto una giovane ragazza – Eleonora – che, pur nella malattia, ha dimostrato una maturità, una consapevolezza ed una dignità di fronte alle quali sedicenti luminari, primari, direttori, medici, psicologi, presunti comitati etici etc. scompaiono come inghiottiti dalla nebbia costituita dalla loro piccolezza; fino all’ultimo, Eleonora e con essa i suoi genitori in primis e quindi il sottoscritto ed il Collega Balduin, ha lottato contro tutto e tutti, non solo contro la malattia, apparendo da punto di vista della statura morale come una novella Gulliver di fronte ai lillipuziani!
Sono orgoglioso di averla conosciuta e porterò per sempre con me il ricordo di una ragazza stupenda.

Detto ciò, vengo quindi al primo dei due argomenti che mi ha indotto a riprendere i miei commenti.

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare dei provvedimenti con i quali, seguendo un pericolo andazzo avviato lo scorso anno da un’indecente proposta di legge presentata alla Camera da un deputato del PD, dapprima la Regione Emilia Romagna e quindi il Comune di Trieste hanno deliberato di reintrodurre l’obbligo vaccinale per l’accesso, in questo caso, negli asili nido e nelle scuole materne.

Il problema è proprio questo: la gente ne parla…e basta!

Chiunque abbia a cuore la salute dei propri figli (e magari anche di quelli altrui) ha non solo il diritto ma il dovere di approfondire la conoscenza delle vaccinazioni, sia dei benefici che dei rischi – sempre più spesso danni - che possono derivarne per la salute dei bambini (ma vale lo stesso discorso per gli adulti e soprattutto per gli anziani.

Ogni mamma ed ogni babbo che vogliano mettere in pratica la propria responsabilità genitoriale hanno il dovere – più che il diritto - di informarsi in ordine a:

-. Cosa sia un vaccino, cosa contenga, come funzioni ovvero quale sia il meccanismo di (presunta) immunizzazione, quali organi sono deputati (in teoria) al controllo sugli stessi etc.;

-. Quali siano i reali rischi di contrarre una patologia vaccinabile oggi nel nostro paese e soprattutto quali siano gli eventuali rischi per la salute contraendola;

-. Cosa prevedono i protocolli vaccinali, da chi vengono approvati, perché prevedono sempre più vaccini, sempre più coniugati, sempre più precocemente e quindi chi è deputato (in teoria) a controllarne la rispondenza alla medicina piuttosto che ad altri “interessi”;

-. Quali siano i danni neurologico-immunitari sempre più spesso – a dispetto della dolosa negligenza nell’effettuazione delle segnalazioni di presunta reazione avversa a vaccino - conseguenti alle vaccinazioni;

-. Quali siano i loro – reali – diritti e doveri in ordine alle vaccinazioni.

Purtroppo, come troppo spesso accade da oltre due decenni in questo disastrato Paese che è l’Italia – stretta tra una popolazione di ignavi, una classe dirigente corrotta ed opportunista ed una classe politica a tutti i livelli altrettanto corrotta quanto incapace – è invalsa l’abitudine di parlare, parlare, parlare, talvolta scrivere – soprattutto ad opera di sedicenti “professionisti” – senza la minima cognizione di causa, senza aver approfondito l’argomento, senza aver studiato ovvero su argomenti in ordine ai quali non si ha la benché minima preparazione.

Fintanto che la questione rimane circoscritta ad argomenti come calcio, automobilismo, tempo e similari nell’ambito di discussioni da bar, nulla questio; se però gli argomenti iniziano a salire di livello, a riguardare milioni di bambini ed adulti e dal bar si passa a consessi appena appena superiori, a partire dalla rete per finire in consigli comunali, regionali o Parlamento, allora è bene iniziare a preoccuparsi.

Da anni, sia in questo gruppo che nelle pagine che nei nostri profili privati, a differenza di altri – evidentemente meno lungimiranti o semplicemente in altre faccende affaccendati - abbiamo invitato gli iscritti e gli amici ad attivarsi in ogni sede per contrastare le tante falsità “istituzionali” e scongiurare quindi questa recrudescenza di “violenza” popolar-istituzionale che ci fa tornare indietro ad epoche storiche nelle quali le opinioni e la logica dovevano comunque cedere il passo alla violenza del più “forte”; epoche che speravano di aver definitivamente archiviato e che invece ci si stanno ripresentando con tutta la loro pericolosità.

In questi anni abbiamo invitato tutti ad evitare gli scontri diretti con le istituzioni e quindi ad adoperarsi, dapprima “politicamente” e quindi “giudizialmente”, per tutelare la salute propria e dei propri figli.

Abbiamo fornito per anni gratuitamente – e lo facciamo tuttora – sia personalmente che grazie all’ausilio dei tanti amici medici, biologi etc., sia il nostro modulo di dissenso che informazioni, suggerimenti, pareri medici e legali, notizie, documenti e quanto altro necessario per aiutare le famiglie e tranquillizzare genitori spaventati dall’arroganza e dalla violenza di chi dovrebbe essere deputato a “servire” anziché ad offendere.

Nel contempo, abbiamo richiesto in cambio solo poche cose:

1. Di evitare di trasformare problematiche “REALI” in mere sciocchezze “VIRTUALI” ovvero di evitare di trascorrere tempo inutile su Facebook o in rete in generale per uscire nel mondo reale, a parlare con amici e con politici di tutti i livelli.

Per questo motivo il nostro Gruppo, a differenza di altri, è stato pensato e gestito in questi anni – grazie soprattutto al certosino quanto impagabile lavoro di Sandra - in modo tale da evitare sterili discussioni e ripetizioni e soprattutto contrasti e litigi.

2. Di attivarsi a livello locale per porre in essere iniziative – incontri e colloqui istituzionali e/o con politici, convegni, conferenze etc. - tese ad informare sia le istituzioni che la popolazione su quanto attiene ai vaccini ovvero sulla VERITA’ dapprima NASCOSTA e quindi NEGATA.

Per questo motivo abbiamo dato sempre GRATUITAMENTE la nostra disponibilità ad aiutare nell’organizzazione di convegni e/o conferenze, a partecipare come relatori e a sfruttare le nostre amicizie in campo medico-scientifico per fornire relatori sempre più qualificati e preparati.

3. Di attivarsi per cercare di “fare quadrato” tra famiglie, associazioni e professionisti che gravitano in questo ambito al fine di rendere sempre più incisive e cogenti le nostre opinioni.
Per questo – a differenza di altri - abbiamo sempre dato la nostra disponibilità a partecipare attivamente ad iniziative altrui o proposte ed organizzate da terzi e soprattutto abbiamo evitato – sempre a differenza di altri – di criticare idee, opinioni ed iniziative che non fossero nostre.

Abbiamo sempre ritenuto che fosse profondamente sbagliato dare vita a sterili contrasti tra soggetti appartenenti – almeno in teoria – alla stessa “parte”; contrasti pubblici che hanno il solo effetto di indebolire da una parte l’immagine stessa del “movimento” e dall’altra di far “divertire” la controparte.

4. Di sostenere volontariamente le attività di AURET sia entrando a far parte dell’associazione, e quindi fornendo un aiuto materiale nelle varie attività, sia sovvenzionando l’associazione: iscrivendosi, facendo donazioni e/o destinandole il 5x1000 in denuncia dei redditi.

Per questo siamo stati sempre disponibili con tutti, a tutte le ore, e non abbiamo mai voluto imporre alcunché.

Purtroppo, in tutta onestà, non ci si può esimere dal prendere atto del sostanziale fallimento dei nostri intenti.

Le persone, lungi dal comprendere lo spirito del nostro Gruppo:
1. Anziché abbandonare le sterili “chiacchiere” in rete, hanno preferito spostarsi di gruppo in gruppo, di pagina in pagina pur di non tornare nella vita REALE.

2. Anziché alzare le gambe dalla sedia, staccare gli occhi dal video e le dita dalla tastiera, per rimboccarsi veramente le maniche nella vita REALE confrontandosi con persone reali, amministratori e politici, hanno preferito perseverare in un’attività sicuramente più “comoda” ma con scarsissimi benefici pratici, come dimostrano anche i più recenti avvenimenti.

3. Anziché VIVERE ricercando un’auspicabile unità d’intenti ed affrontare quindi apertamente la controparte, molti hanno preferito SOPRAVVIVERE (si fa per dire) “divertendosi” a criticare, a fare le pulci a quelli con i quali avrebbero dovuto stringere accordi e collaborare nell’interesse di tutti; altri, per motivi economici o di interesse, hanno preso le distanze dal movimento dando luogo a “distinguo” e/o a comportamenti “bipolari” che ne tradiscono gli copi; altri ancora, per puro egoismo o per semplice mania di protagonismo, hanno preferito fare scelte diverse ed abbandonare chi li aveva aiutati.

4. Anziché associarsi ad AURET e collaborare e/o sostenere, materialmente ed economicamente, le attività dell’associazione, ricevuto ciò di cui necessitavano (parere, informazioni, documenti, moduli, etc.), hanno pensato “bene” di ritornarsene nel loro mondo; senza però considerare che, come dimostrato anche dagli ultimi accadimenti, si ha sempre bisogno di qualcuno e continuando ad agire in maniera egoistica potrebbe arrivare il giorno in cui anche gli altri potrebbero non essere più disponibili ad aiutarli.

In questi mesi, ci sono state poche cose da salvare: l’impegno di David Gramiccioli e di Colors Radio per le nostre battaglie; la giornata nazionale per l’abolizione dell’obbligo vaccinale di Roma; un rigurgito di interesse per la problematica da parte dei giovani genitori dovuti alla paura della restaurazione dell’obbligo vaccinale; facciamo sì di non disperdere quanto di buono si è costruito finora.

In conclusione, sperando che vi sia qualcuno ancora disposto a leggere più di tre righe, confidiamo nell’intelligenza degli iscritti e degli amici per costruire un’AURET ed un movimento sempre più coesi e forti.

Cordialità

Roberto Mastalia



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