News della categoria Cancro
Colorante caramello, un rischio è nascosto in molti alimenti
Fonte: La Repubblica
L'autorevole rivista scientifica Lancet Oncology pubblica uno studio dello Iarc: nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene, una sostanza contenuta in alcuni coloranti presenti in molte bevande e alimenti
di MONICA RUBINO
SI TROVA in molte bibite, dalle cole al chinotto, ma anche nelle caramelle, in alcuni aceti balsamici e nella salsa di soia. Insomma in moltissimi alimenti che hanno bisogno di un'iniezione di colore marrone scuro. Stiamo parlando del colorante caramello solfito-ammoniacale, in codice E150 d, che secondo uno studio appena uscito sul numero di aprile del Lancet Oncology 1, è un possibile cancerogeno. Sotto accusa è un sottoprodotto del caramello in questione, il 4-MEI (4metilimidazolo), residuo non voluto del processo di produzione dei caramelli a base di ammoniaca. La ricerca è stata condotta dallo Iarc 2, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, che ha classificato il 4-MEI tra le 249 sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo, cioè nel cosiddetto gruppo 2B.
Il cancro è una malattia artificiale frutto dell'eccesso della modernità
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Il cancro è una malattia provocata dagli eccessi della vita moderna. Questo è quanto ha concluso un gruppo di ricercatori dell'Università di Manchester dopo aver analizzato quasi un migliaio di mummie dell'antico Egitto e del Sud America.
Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Reviews Cancer, è infatti emerso che solo una piccolissima parte delle mummie soffriva di cancro quando ormai questa patologia rappresenta quasi un terzo dei decessi. Questi risultati suggeriscono che potrebbero essere i moderni stili di vita e i livelli di inquinamento delle industrie la causa principale della malattia che non sarebbe quindi una condizione naturale.
Lo studio ha mostrato quanto il tasso di insorgenza dei tumori è aumentato drasticamente dopo la Rivoluzione Industriale, in particolare il cancro nei bambini, dimostrando che l'aumento non è dovuto al fatto che le persone vivono più a lungo. I ricercatori ora sperano che il loro studio possa portare a una migliore comprensione delle origini del cancro e a nuovi trattamenti contro questa terribile malattia.
"Nelle società industrializzate - ha spiegato Rosalie David, ricercatore dell'Università di Manchester - il cancro è secondo solo alle malattie cardiovascolari come causa di morte". “Ma nei tempi antichi - ha continuato - era estremamente raro. Non c'è nulla nell'ambiente naturale che può provocare il cancro”.
Si tratterebbe di una malattia 'artificiale', frutto dell'inquinamento e del cambiamento negli stili di vita.
Sono cinque oggi i trial clinici basati su un'alternativa alla chemioterapia. Saranno presentati oggi, infatti, all'Istituto Superiore di Sanità durante il Primo Simposio Internazionale tutti gli studi su cui sta puntando l' "International Society for Proton Dynamics in Cancer" (ISPDC) che utilizzano queste nuove strategie antitumorali. "L'obiettivo - spiega Stefano Fais, del Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità - è quello di colpire soltanto il target molecolare che causa il tumore, per evitare gli effetti collaterali frequenti nelle terapie tradizionali utilizzando inibitori della pompa protonica per inibire la crescita della massa tumorale ".
Questi studi sono partiti dalla considerazione che l'acidità è una caratteristica del microambiente tumorale tanto che le cellule normali ai livelli di acidità nei quali normalmente cresce il tumore muoiono. Queste condizioni si creano progressivamente durante la crescita del tumore, con un iniziale accumulo di acido lattico, dovuto al metabolismo tumorale, e la successiva selezione di cellule che per sopportare l'incremento dell'acidità fanno iperfunzionare delle pompe cellulari che eliminano protoni all'esterno della cellula.
"I risultati sono estremamente incoraggianti - conclude Fais - ma devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti".
Fonte: La Repubblica
Image via Wikipedia
ROMA - La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro. E a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L'ultima novità in questo campo arriva da Nature: un gruppo di studiosi americani ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro 'manuale di istruzioni interne', blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, sul fronte della ricerca farmacologica dall'Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.
La molecola "americana". E' la prima molecola che riesce a far ignorare ai geni del cancro il loro "manuale di istruzioni interne". Così sopprime il processo del tumore alle sue radici. Per adesso è stata creata in laboratorio ma, dai primi esperimenti, sembra funzionare. Il risultato pubblicato su Nature si deve a un gruppo di ricercatori americani del Dana-Farber Cancer Institute. "Essere abili a controllare l'attività dei geni del cancro - dice James Bradner, del Dana-Farber Cancer Institute - può avere un impatto elevatissimo per la lotta contro questa malattia. Se si riesce a spegnere i geni responsabili della crescita delle cellule cancerose queste cellule muoiono".

La verità taciuta sul cancro di Lawrence Broxmeyer, MD
Apparso su Nexus New Times n. 85 (Parte 1) e n. 86 (Parte 2)
Un tempo l'establishment medico statunitense accettava la causa microbica del cancro, ma nel 1910 fece dietrofront e da allora rifiutò di accettare la validità di studi scientifici che dimostravano l'esistenza di un germe del cancro.
Il termine "cancro" è di derivazione latina e significa "granchio". Al giorno d'oggi la "cura" del cancro è una fiorente industria. Al volgere del ventesimo secolo la classe medica era giunta alla conclusione che la questione non era stabilire se la causa fosse o meno una malattia infettiva, ma di quale fra le possibili patologie di tal genere si trattasse. Da oltre due secoli si scopriva e riscopriva, definiva e ridefiniva un germe del cancro; ogni scienziato accresceva le conoscenze, ma senza costrutto. Poi, nel 1910, determinate autorità mediche statunitensi effettuarono una piroetta di 180 gradi, stabilendo che il cancro non era provocato da un microbo e che chiunque la pensasse diversamente era un eretico, un ciarlatano o un impostore.
La D.ssa Virginia Wuerthele-Caspe Livingston e la sua rete non rientravano in suddetta schiera; le loro meticolose ricerche e pubblicazioni riviste dai pari erano all'apice della tecnologia statunitense postbellica. Il Dr. Dean Burk, co-fondatore del National Cancer Institute statunitense nonché capo, per 34 anni, dell'annesso dipartimento di chimica della cellula, è giunto ad affermare che il germe del cancro della D.ssa Livingston era reale e certo quanto qualsiasi cosa nota nell'ambito del cancro. Il ricercatore Dr. Alan Cantwell, Jr, è cresciuto nella convinzione secondo cui si presumeva che tutti i germi responsabili di patologie rilevanti fossero già stati scoperti. Tuttavia, con suo grande sgomento, ha scoperto che uno era stato tralasciato: il germe del cancro. Cantwell sapeva che Livingston era già stata stigmatizzata dall'ortodossia medica per aver scoperto il germe del cancro - quindi quella che egli riteneva forse la più importante scoperta del ventesimo secolo rimaneva ampiamente screditata.
La sorprendente analogia fra cancro e tubercolosi (TB) venne rilevata molto prima che fosse scoperto il bacillo della tubercolosi. Nel 1877, Sir John Simon fece notare la somiglianza e di fatto portò con forza argomenti a favore dell'origine microbica micobatterica del cancro. Da allora, migliaia di articoli e documenti hanno indicato variazioni maligne per derivare l'infezione tubercolare. Tuttavia la rivalsa di Sir John avrebbe dovuto attendere il germe di Livingston che, quantunque simile alla tubercolosi, non era tale ma una forma atipica di questo micobatterio, formato dal micobatterio e altri Attinomicetali correlati. Se la scienza medica e le autorità costituite avessero destinato a indagare e distruggere il germe della D.ssa Livingston altrettanto tempo di quello dedicato ad attaccare lei e i suoi colleghi, oggi il cancro sarebbe curabile.
Le lobbies del cancro
Fonte: ISDE Italia Network
E' universalmente noto, del resto, come le lobby e le stesse istituzioni (ampiamente finanziate) che coordinano la "lotta al cancro" siano controllate, come denunciato per decenni da illustri scienziati e ricercatori come Tomatis ed Epstein, dalle stesse industrie chimiche che producono le (costosissime) terapie antineoplastiche e la gran parte degli inquinanti cancerogeni[1] E numerosi ricercatori hanno raccontato come, fin da quando Rachel Carson lanciò, per prima, l'allarme sulle sostanze chimiche di sintesi come causa di gravi rischi a lungo termine per la salute umana, l'industria chimica abbia difeso i suoi prodotti, attaccando la credibilità degli scienziati che segnalavano effetti nocivi: una strategia ben precisa che ha comportato il reclutamento di esperti e consulenti, lautamente remunerati, disposti a mettere in campo controanalisi in grado di contestare i risultati e minimizzare i potenziali rischi per la salute umana delle sostanze chimiche esaminate [2]
Fonte: Luogocomune.net
Questa intervista non è ancora stata sottotitolata in italiano. Quella che segue è la traduzione completa dell'intervista. ATTENZIONE: negli ultimi due minuti sono state inserite alcune riprese dell'operazione effettuata sulla paziente, una documentarista americana che ha chiesto di filmare la procedura completa di rimozione del proprio tumore.
F.O.: Mi chiamo Frances Oman. mi hanno diagnosticato il cancro per la prima volta intorno al giorno di San Valentino, del 2007.
M.M.: Che tipo di cancro era, e quale fu esattamente la diagnosi?
F.O.: Era un sarcoma aggressivo ai tessuti morbidi, localizzato all'interno della mia coscia sinistra. Avevo sentito il rigonfiamento già da qualche mese, e lo avevo detto al mio medico generico, ma lui mi disse "E' solo la sua immaginazione ... alla sua età è normale che vengano rigonfiamenti, sono solo accumuli di grasso..." Ma io lo tenevo d'occhio, e mi sembrava che crescesse.
La mia osteopata, che mi stava curando l'anca, un giorno mi disse: "Vada immediatamente a fare un ultrasuono".
Io lo feci, e il risultato non piacque a nessuno. Mi hanno mandato da uno specialista all'altro, ...
... e poi sono finita da uno dei migliori oncologi della California. Lui fece una biopsia, e fu allora che ebbi la diagnosi di sarcoma aggressivo dei tessuti morbidi. A quel punto era diventato più o meno così, era come un paio di prugne, diviso in due parti.
E' IN ATTO UNA DITTATURA TERAPEUTICA
Di Barbara Boniardi, 1 giugno 2010 - barbara.boniardi@cheapnet.it
Fonte: LiberaMente Servo
Cari amici, vi chiedo cortesemente alcuni minuti per leggere quanto segue e se lo ritenete opportuno divulgare a tutti i vostri contatti.
L'8 Maggio (2010) presso l'Aula Magna dell'Università di Bologna si è tenuto un incontro tra i medici e i farmacisti che attuano il Metodo di Bella con lo scopo di fare il punto della situazione.
Io ero presente e da quanto emerso risulta chiaro che è in atto una vera e propria dittatura terapeutica con il controllo, da parte di chi sta ai vertici, di tutto il mercato farmaceutico.
Interessante la testimonianza di un oncologo neo-pensionato che ha fatto luce su come si svolge l'assurdo protocollo nei reparti di oncologia del nostro Paese e le intimidazioni cui sono sottoposti i medici che non si attengono scrupolosamente a tale protocollo.
I medici che hanno scelto di esercitare la loro professione per curare le persone dal cancro (non è così scontato purtroppo che tutti abbiano questa finalità) non possono rimanere inermi nel constatare il pressoché totale fallimento da parte dell'oncologia ufficiale (che impiega la chemioterapia), pertanto cercano di percorrere altre strade.
Secondo dati scientifici ufficiali , documentati e verificabili, non quelli mediatico-televisivi, oggi la guarigione degli ammalati oncologici nei tumori solidi, è indissolubilmente, unicamente e interamente legata al successo della chirurgia, ma questo dato è totalmente censurato nelle statistiche oncologiche diffuse al pubblico.
Cancro: una malattia che si può curare ma i responsabili della salute pubblica hanno creato delle regole che rende impossibile ai ricercatori indipendenti di dimostrarlo. Li ho visti ridere dietro le spalle e ho provato pietà nel vederli piangere dietro le bare o dentro le bare. A questi signori dico che: << il sistema che state proteggendo ucciderà voi stessi e i vostri figli>>. E a voi ricchi che finanziate questo sistema ucciderà anche voi, come già succede. Ricordatevi sempre che è dal 1998 che chiedo di poter dimostrare i meccanismi che portano al cancro e da quel giorno ad oggi sono morti ca. 1.450.000 Italiani.
Diceva Pasteur: "non importa che gli accademici ti attacchino importante è strappare la gente dalla morte"
Cosmos: al via maxi studio sugli effetti nocivi dei cellulari
Fonte: BariMia
I cellulari fanno male o no alla nostra salute? Tanti i dubbi che circondano questa domanda, ma fra poco finalmente giungeranno delle risposte. E’ stato avviato un maxi studio, la Cohort Study on Mobile Communications (Cosmos), diretto da Paul Elliott dell'Imperial College di Londra e prenderà in esame un campione di 250.000 persone tra Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Finlandia e Danimarca. Il tutto si svolgerà in trent’anni.
Questa ricerca ha come obiettivo quello di capire quali influenze negative hanno i cellulari sulla salute umana,visto che , spesso e volentieri, sono stati considerati in qualche modo responsabili di malattie come il tumore al cervello.
Papilloma virus, nessun legame certo col cancro alla cervice uterina
Una ricerca inglese smentisce la stretta correlazione tra il Papilloma Virus e il cancro alla cervice uterina. Questo significa che, se una donna risulta positiva al test Hpv (Human papilloma virus) non significa che si ammalerà di tumore all’utero.
La conclusione confortante arriva da una sperimentazione su 4.439 donne. Il gruppo di lavoro della dottoressa Maggie Cruickshank dell’Università di Aberdeen in Scozia ha scoperto che ben il 70% delle donne che avevano contratto un virus del papilloma umano non avevano sviluppato alcun tumore.
L’HPV è un virus molto diffuso a trasmissione diretta (sessuale, orale e cutanea) che si manifesta in più di 100 malattie della pelle e delle mucose. Nella maggior parte dei casi, si tratta di infezioni non gravi come le verruche cutanee. Nel caso di infezioni ai genitali l’HPV può provocare l’insorgere di condilomi e, solo nelle forme più gravi, di tumori maligni al collo dell’utero.
ASPARTAME, UN DOLCIFICANTE "A RISCHIO"
Tomaso Zanoletti, senatore del Pdl, ha presentato un'interrogazione parlamentare. Sotto accusa per la salute in quanto potrebbe essere cancerogeno
ROMA - Provvedimenti a tutela della sicurezza e a garanzia di eventuali rischi per la salute in considerazione della sempre maggiore diffusione del dolcificante artificiale aspartame. Li sollecita Tomaso Zanoletti del Pdl in un'interrogazione presentata al Senato giovedì 4 febbraio. L'aspartame è un dolcificante artificiale a basso contenuto calorico, utilizzato in molte diete e consumato nel mondo da oltre 200 milioni di persone e presente in vari prodotti, fra i quali bevande light, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, in particolare sciroppi e antibiotici per bambini. Il suo potere dolcificante è 200 volte maggiore di quello dello zucchero, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande. Secondo Zanoletti "sembra provato scientificamente che l'aspartame si trasformi in sottoprodotti pericolosi per i quali non esistono contromisure naturali" e lo stomaco vuoto di una persona a dieta accelera queste conversioni e ne amplifica i danni.
Aspartame: discussione infinita
Fanno discutere le dichiarazioni dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) riguardo al famosissimo dolcificante artificiale chiamato Aspartame (E951) e presente in numerose bevande dietetiche o in molti analcolici gasati light ed in gomme da masticare, dolciumi, farmaci, ecc.L’EFSA ha dichiarato:"non c’è niente che faccia pensare ai possibili effetti genotossici o cancerogeni dell’aspartame e non c’è alcun motivo di rivedere l’ADI (consumo giornaliero consigliato) di aspartame pari a 40 mg/Kg al giorno".
Le dichiarazioni dell’EFSA sembrano non tenere conto delle ricerche della Fondazione Ramazzini di oncologia e scienze ambientali che denunciano, dopo 3 anni di studi, la pericolosità di questo dolcificante.
Questo studio, svoltosi nel 2005 su 1800 ratti, sembra dimostrare che l’aspartame provoca aumenti significativi di linfomi/leucemie ed è un multipotenziale cancerogeno sulle cavie. I risultati sono stati confermati in un secondo studio risalente al 2007. I dati raccolti sono stati tali da far indicare l’Aspartame come agente cancerogeno in grado di indurre vari tipi di tumori maligni, anche a dosi tutt’oggi ammesse per l’alimentazione umana sul sito della fondazione stessa.
GARATTINI: «SERVONO REGOLE E TRASPARENZA. E PIÙ SOSTEGNO ALLA RICERCA INDIPENDENTE»
Tumori: conflitti di interesse per uno studio scientifico su tre
Fonte: Il Corriere della sera
Lo rileva uno studio americano. Veronesi: «Le imprese sono necessarie, ma etica e libertà vanno difese»
MILANO - In un terzo delle sperimentazioni in oncologia viene dichiarato qualche tipo di conflitto di interesse, soprattutto un coinvolgimento delle aziende farmaceutiche. E' il calcolo compiuto da una ricerca dell'università del Michigan, apparsa sul numero di giugno della rivista Cancer.
LO STUDIO - Su 1.534 pubblicazioni scientifiche esaminate (tutte tratte da otto fra le maggiori riviste del settore), il 17 per cento dichiara un finanziamento da parte dell'industria e il 12 per cento la presenza di almeno un autore con qualche incarico presso imprese farmaceutiche. E con quale effetto? In generale, hanno concluso gli autori, gli studi che dichiarano conflitti di interesse hanno la tendenza a ottenere risultati più positivi rispetto alla media.
Il caso del Dottor Giuseppe Nacci
Fonte: Disinformazione.it
L'oncologia ufficiale - quella ben rappresentata dai Veronesi di turno e dalle corporation del farmaco - non sa spiegare cos'è il tumore, quali sono i motivi che spingono delle cellule a "impazzire" e proliferare invadendo tutto il corpo; non sa proporre altri strumenti oltre la chirurgia, la radio e chemioterapia (questi ultimi devastanti per l'organismo già debilitato e totalmente nelle mani delle case farmaceutiche).
L'oncologia ufficiale - nonostante le incoraggianti parole degli esperti di turno - non riesce ad ottenere alcun risultato serio e infatti si continua a morire sempre e più di prima.
L'oncologia ufficiale adotta programmi di screening di massa, spacciandoli per "prevenzione", per cercare e trovare sempre nuovi "pazienti" (lo screening infatti NON previene, ma diagnostica, cioè "trova"). La vera prevenzione è un'altra cosa: alimentazione sana, biologica e integrale e comprende l'intero nostro stile di vita.
Questa oncologia - nonostante i risultati totalmente fallimentari - si arroga il diritto di estromettere, radiare e/o sospendere medici, nonostante i risultati terapeutici siano positivi, semplicemente perché non abbracciano il paradigma e non usano gli strumenti e i protocolli imposti dell'establishment scientifico (i farmaci delle lobbies).
Emblematici i casi di Pantellini, Bonifacio, Hamer, Di Bella, Simoncini e moltissimi altri ricercatori.
Oggi nel Malleus Maleficarum (il "Maglio o Martello delle Streghe, il manuale dell'inquisizione redatto nel 1486), è stato iscritto il nome del dottor Giuseppe Nacci...
Redazione di Disinformazione
Con Lei sarò Franco
Un Magistrato a caccia della verità sul rapporto tra cibo e cancro
In occasione della presentazione del libro “Aprite le Orecchiette”
il Prof. Franco Berrino, oncologo di fama mondiale,
Direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano,
sarà sottoposto ad un “interrogatorio”, come persona informata dei fatti
da parte del dott. Michele Emiliano, Sindaco di Bari.
Presenterà la serata l’autore del libro, Pino Africano, che dopo un breve intervento iniziale darà spazio a…
ciò che avreste dovuto sapere e che
NESSUNO VI HA MAI DETTO!
Domenica 22 Febbraio 2009, ore 17.30
TEATRO PICCINNI DI BARI
INGRESSO LIBERO – E’ OPPORTUNO CONFERMARE PRESENZA AL FAX 080.9643145 / EMAIL: INFO@LASALUTEMELAMANGIO.IT
Scarica il documento pdf serata_Berrino.pdf
Le cure di Nacci
Fonte: Il Piccolo — 26 gennaio 2009 pagina 20 sezione: TRIESTE
Sono stato colpito nel 2003 da un melanoma, diagnosticato dal Policlinico di Modena e dall’ospedale di Padova, inoltre l’apposita commissione per l’invalidità civile di Trieste mi aveva dichiarato inabile al 100%. Mi sono rivolto al dottor Nacci il quale, con molta disponibilità e onestà, mi ha sottoposto a una cura naturale fitoterapica con adeguata dieta alimentare. Dopo alcuni anni di detta terapia le mie analisi non hanno più rilevato alcuna traccia di melanoma e la commissione di cui sopra mi ha poi considerato abile al 100%.
Non mi sarà però più possibile proseguire con dette cure in quanto il dottor Nacci è stato sospeso dall’Ordine dei medici che gli contesta i metodi di cura. Questo severo provvedimento fa seguito a una precedente sospensione di due mesi decisa dallo stesso Ordine qualche anno fa, poiché il dottor Nacci non aveva preventivamente chiesto l’autorizzazione a creare un proprio sito Internet.
Vaccini: perplessità sulla vaccinazione anti-papillomavirus umano
Lunedì 27 Ottobre 2008 - Secondo Charlotte J Haug, editore del Journal of Norwegian Medical Association di Oslo, nonostante i promettenti risultati clinici, non c’è ancora evidenza sufficiente per poter dire di disporre di un vaccino efficace contro il tumore della cervice.
Diversi ceppi di papillomavirus umano ( HPV ) possono causare il tumore al collo dell’utero. Contro due di questi sierotipi oncogenici ( HPV-16 e HPV-18 ) sono stati realizzati due vaccini: Cervarix e Gardasil.
Tuttavia, nonostante il gran clamore dato dalle società produttrici, non si conosce se questi vaccini saranno efficaci nel prevenire l’insorgenza del tumore, e lo si saprà solo tra qualche decennio.
L'eretico che lanciò il caso Di Bella "Ecco tutti i segreti di Kankropoli"
di Stefano Lorenzetto
Fonte: Il Giornale

Alberto Mondini sa di essere un eretico e non fa nulla per nasconderlo. «Se lei chiede in giro informazioni sul mio conto, i medici le diranno che da giovane ero dedito alla meditazione yoga, che ho fatto il croupier, che ho avuto tre mogli, che una di loro era una cantante di musica leggera. Tutto vero, o quasi. Solo che al Casinò di Venezia, un posto orribile, ho lavorato dal '71 all'81 e quella attuale è la mia seconda moglie. Ma a loro torna comodo farmi passare per un personaggio losco o ridicolo, che adesso gioca alla roulette con le vite degli altri. Le diranno anche che a Torino sono stato indagato per truffa aggravata e associazione a delinquere. Vero anche questo. La mia colpa? Ero entrato in competizione con le varie leghe e associazioni contro i tumori, una delle quali in un anno raccoglieva offerte per 10 miliardi di lire e destinava alla ricerca appena 810 milioni, tanto che l'allora sottosegretario alla Sanità, Publio Fiori, si rifiutò di firmarne il bilancio. Però ometteranno di aggiungere che fu lo stesso pubblico ministero a chiedere e ottenere l'archiviazione per insussistenza dei reati». Da quel giorno gira col certificato penale in tasca; sopra c'è scritto che al casellario giudiziale risulta questo a suo carico: «Nulla».
Mondini, 61 anni, naturopata veneziano, è diventato un eretico da quando ha fondato l'Arpc (Associazione per la ricerca e la prevenzione del cancro) e ha pubblicato il libro Kankropoli, sottotitolo La mafia del cancro, presentato in copertina come «il dossier che ha fatto esplodere il caso Di Bella». Nel capoluogo piemontese aveva aperto un ambulatorio gratuito con un medico che consigliava ai pazienti come curarsi secondo natura, «si trovava allo 0 di via Vespucci». Un numero civico vero, esistente, eppure talmente assurdo da sembrare immaginario, proprio come le teorie scientifiche propugnate da Mondini, che richiederebbero alla medicina di ripartire da zero per poter essere accolte: «L'origine del cancro non è genetica. La cellula non ha niente a che vedere con i tumori. Il cancro è provocato dalla candida, un fungo. Dieci milioni di morti per tumore all'anno nel mondo dimostrano il totale fallimento dell'oncologia. Gli errori medici, sommati ai farmaci somministrati correttamente, rappresentano col 7,58% la terza causa di decesso negli Usa e più o meno in tutti i Paesi occidentali, subito dopo le malattie cardiovascolari (47%) e il cancro (22,11%) e prima di fumo, alcolismo, incidenti stradali, suicidi, assassini. La chemioterapia non guarisce, anzi è un genocidio. Idem la radioterapia. I medici hanno piegato la conoscenza al servizio di un business colossale controllato da grandi multinazionali che dipendono dai Rockefeller negli Stati Uniti e dai Rothschild in Europa. Dieci anni fa il cancro nella sola Italia era un affare da 80.000 miliardi di lire, calcolati per difetto, di cui la metà, 40.000 miliardi, per farmaci chemioterapici».
Dati rilasciati dal Ministero della Salute(a detta del Giornalista ) e pubblicati sul Giornale di Sicilia del 03.06.2008 pag.7
I SICILIANI E LA SALUTE
Tumori si muore di meno nel confronto con il resto del Paese, la Sicilia registra il 15% in meno di decessi per tumore ma soltanto il 6% in meno del consumo di farmaci antitumorale.
Cari Signori Funzionari del Ministero della salute visto che il giornalista non mi ha saputo rispondere a queste domande forse mi potreste rispondere Voi .
Come mai la Regione Sicilia pur avendo meno strutture specializzate oncologiche rispetto al nord del paese ha ottenuto questi risultati?
Quale nuova strategia ha permesso ,pur avendo adoperato meno antiblastici , ottenuto il 15% in meno di decessi rispetto al resto del paese ? (vi ricordo che muiono annualmente in italia a causa del cancro 135.000 ca persone)
Come mai questa percentuale in diminuzioni di decessi in Sicilia va aumentando anno dopo anno ? Vi siete chiesti quale è il motivo? e se avete individuato il motivo non potete farlo adottare in tutto il paese? facendo diminuire i decessi e risparmiare anche nella spesa sanitaria?
Fonte: FreeInfo
NEW DELHI: Gli studi e le indagini svolte dall'Australian Health Research Institute indicano che, a causa di miliardi di volte maggiori in termini di volume di radiazione elettromagnetica emessa da miliardi di telefoni cellulari, internet, intranet e comunicazione wireless, la trasmissione dati renderà quasi un terzo della popolazione mondiale (circa due miliardi) a rischio di cancro all’orecchio, agli occhi e al cervello, oltre ad altri importanti disturbi del corpo, come problemi di cuore, impotenza, emicrania, epilessia.
Secondo gli studi i tessuti corporei dei bambini sono delicati e possono essere più soggetti a danni a causa dell’uso di gadget e dispositivi senza fili e non dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare il telefono cellulare.
Gli effetti fatali e volumetrici delle radiazioni elettromagnetiche sono emessi principalmente dalla telefonia mobile, antenne per la telefonia, torri, alberi, torri di trasmissione, forni a microonde, dispositivi wireless, sistemi e attrezzature.
"Un (altro) Passo Avanti al Mondo"
Certo è difficile cercare una maniera adatta per raccontare quanto le immagini hanno mostrato. E' difficile comprendere le restrizioni imposte alla Ricerca Scientifica dai "soliti noti".E' difficile comprendere la malattia, le malattie... soprattutto quando a pagarne lo scotto sono bambini.
Questa è una testimonianza che ci dà forza, e che ammetto aver sorpreso anche me.
Nonostante da anni lotto a fianco di mio padre, a volte, gli obiettivi raggiunti dai suoi studi, dalla sua perseveranza, riescono a sorprendermi.
Mi chiedo come molti rimangano fermi. Mi chiedo, soprattutto, sul gesto di queste mamme costituitesi in comitato - "Un altro passo avanti al mondo" - come chi ha ottenuto la guarigione con la Terapia C.R.A.P. possa tacere e rimanere in disparte.
Persone che sembrano avere dimenticato la malattia, che non hanno deciso di divulgare quanto hanno imparato. Individui che sembrano avere dimenticato le paure, il senso di smarrimento, la solitudine che la malattia crea. Individui che scelgono di non aiutare gli altri ammalati, di non unirsi in questa lotta che gli ha permesso di vivere e che noi, con difficoltà e sacrificio portiamo avanti da quindici anni.
Nuovo allarme sull 'uso dei pesticidi: altererebbero il DNA, predisponendo ai tumori
I pesticidi danneggiano il Dna di chi ne rimane a lungo a contatto, aumentando notevolmente i rischi statistici di contrarre un tumore.
E' l'allarme lanciato da uno studio indiano effettuato dall'universita' Patiala, nello stato del Punjab (Assessment of genetic damage in workers occupationally exposed to various pesticides in selected districts of Punjab) . I ricercatori , guidati dal Prof. Satbir Kaur , hanno monitorato un gruppo di agricoltori della regione , dal Dicembre 2003, al Gennaio 2006. I primi campioni sono stati estratti da 210 agricoltori dopo un giorno di intensa esposizione a pesticidi . Per ottenere Il secondo campione , 60 agricoltori sono stati selezionati da un sottogruppo che mostrava danno del DNA , e sono stati presi campioni sei mesi dopo , durante una bassa esposizione , per determinare la frequenza di riparazione spontanea del DNA . La frammentazione del DNA è stata riscontrata nel 36 % dei soggetti sottoposti al primo campionamento e circa il 25% dei casi del secondo campionamento. La percentuale piu' elevata di danno al DNA è stata osservata in coloro che avevano usato erbicidi , organofosfati ed idrocarburi clorurati.
Il lato oscuro dell'oncologia: pericoli e costi Marcello Pamio - tratto da: "Il lato oscuro dell'oncologia" dispensa in preparazione Fonte: Disinformazione.it
Il pericolo della chemioterapia Ci hanno sempre insegnato che la cura principale dei tumori è la chemioterapia, cioè terapia a base di sostanze chimiche. Si sono però dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire. Un malato di tumore viene avvertito che la chemio provocherà nausea, vomito, che cadranno i peli del corpo compresi i capelli, forse. Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta per quella malattia, si stringono i denti e si firma il consenso informato.Dovete sapere però che l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che (solamente!) maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati!
Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto: “stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni”
Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.






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