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EFSA: più dannosa che inutile

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EFSA: più dannosa che inutile


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Dice qualcuno: è l’ente più inutile del mondo. Magari fosse solo inutile! Il guaio è che l’EFSA, l’autority alimentare europea che con tanta pompa si appresta ad insediarsi nell’edificio più rappresentativo di Parma, è anche dannosa! “Becchina del prodotto tipico”, l’ha definita più o meno la scienziata indiana Vandana Shiva, di passaggio a Parma. Decretando sempre e comunque la salubrità del prodotto industriale e fissando standard fasulli di sicurezza, non solo fa trionfare sulla nostra tavola probabili veleni (con relativi effetti sull’aumento di obesità, diabete, cancro e malattie cardiovascolari), ma infligge il colpo di grazia al già moribondo prodotto “locale”, frutto della memoria storica, della coscienza popolare di un territorio, della sua creatività, che fatica a rientrare in tali standard. Esso si produce in tempi lunghi e lenti, senza automatismi, con scarti notevoli e con meno possibilità di frodi e manipolazioni.

Ma ormai snobbato dalle massaie che gli preferiscono il cibo “industriale” (fra l’altro quasi tutto appannaggio in Italia delle multinazionali estere, dalla Unilever alla Kratf, dalla Danone alla Nestlè) che arriva al supermercato carico della fama pubblicitaria, del fascino della sua confezione accattivante (sulla quale spesso si fa uno spreco del tutto ingiustificato dei suffissi “eco” o “bio”), del prezzo apparentemente invitante (in realtà un cibo carissimo per i danni che provoca all’ambiente, agli agricoltori malpagati e alla salute di tutti) e dell’immancabile viatico dell’EFSA.

 

 


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IL LETALE INGANNO DEL DIABETE

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IL LETALE INGANNO DEL DIABETE

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Questo articolo vi farà arrabbiare, gli inganni non fanno piacere, soprattutto quando sono preposti a tenerci ammalati a scopo di lucro, pur essendoci la cura. In questo articolo informazioni su cosa è il diffusissimo diabete di tipo 2, quali patologie da origine, la sua storia nascosta al pubblico e soprattutto la cura che lo guarisce senza fallo con il 100% di successi e con la guarigione dalle patologie indotte da tale malattia. L’articolo è un po’ lungo, ma vale la pena di leggerlo, dopodichè diffondete questa conoscenza in quanto utilissima.

Se siete un diabetico il vostro medico non vi dirà mai che è curabile nella maggior parte dei casi, se solo nominate la parola cura probabilmente si irriterà, in quanto la sua preparazione medica contempla solo la parola trattamento, per lui la parola cura non esiste. Il diabete nella sua forma epidemica moderna è curabile da almeno 40 anni. Nel 2001 negli USA sono morti 934.550 per sintomi fuori controllo di tale malattia. Il vostro medico inoltre non vi dirà che un tempo gli infarti, sia ischemici che emorragici, i colpi apoplettici dovuti a neuropatie, gli eventi coronarici sia ischemici che emorragici, obesità, arteriosclerosi, alta pressione, alti livelli di colesterolo e trigliceridi, impotenza, la retinopatia, l’insufficienza renale ed epatica, la sindrome policistica ovarico, alti livelli sanguigni di zucchero, la candidosi sistemica, un compromesso metabolismo dei carboidrati e/o dei grassi, difficoltà di cicatrizzazione, neuropatie periferiche, nonché altrettanti disordini epidemici dei giorni nostri, un tempo venivano spesso considerati niente altro che sintomi del diabete, e curati curando il diabete di tipo 2. Se vi ammalate di diabete e vi affidate al trattamento medico tradizionale prima o poi con il peggioramento della malattia sperimenterete uno o più dei suoi sintomi. Attualmente è prassi comune fare riferimento a tali sintomatologie come fossero affezioni indipendenti e separabili, a cui corrispondono trattamenti separati e non collegati tra di loro, somministrati da specialisti in concorrenza fra di loro.

 

 


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Celiachia dell'adulto: forse è meglio non scoprirla

DI ATTILIO SPECIANI

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La ricerca effettuata da gastroenterologi della Mayo Clinic, uno dei più prestigiosi ospedali al mondo, è stata pubblicata da poco su Gastroenterology, sicuramente una delle riviste più accreditate nel campo delle patologie intestinali ed alimentari (Godfrey JD et al, Gastroenterology. 2010 Sep;139(3):763-9. Epub 2010 Jun 1).

I ricercatori hanno studiato i campioni di sangue di 17.000 persone di oltre 50 anni che avevano effettuato degli esami del sangue per motivi completamente diversi nel corso di 6 anni compresi tra il 1995 e il 2001. Sono stati trovati 129 campioni fortemente positivi per il glutine, indicativi di solito di una malattia celiaca in atto.

Di queste persone sono state studiate tutte le possibili condizioni e si è visto che alla fine di 10 anni di osservazione (con una intolleranza al glutine in atto quindi, e continuando regolarmente a mangiare frumento, orzo e altri prodotti contenenti glutine) non si è avuto alcun tipo di aumento di mortalità per qualsiasi causa e nessun tipo di aumento specifico di forma tumorale.

 


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Aspartame e Stevia... Il Complotto

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November 2 2007 day 22 - Who's your sugar daddy?

Image by DeathByBokeh via Flickr

Aspartame e Stevia... Il Complotto

Vi riportiamo un'anteprima di un'intervista preparata dal team de La Leva di Archimede per una trasmissione che sarebbe dovuta andare in onda su La7 all'interno del programma COMPLOTTI. Purtroppo, all'ultimo momento é stato annullato il servizio dedicato all'aspartame.

Ci teniamo comunque a rendervi partecipi del nostro lavoro.

Un grazie speciale a Ivan che ha dedicato il suo tempo e il suo cervellone(!) a questo progetto facendo nuovamente da "portavoce" alla nostra Associazione.

Cos'è l'Aspartame?

L'aspartame, nome in codice E951, è un dolcificante artificiale composto da un 40% di acido aspartico, dal 50% di fenilalanina e da un 10% di metanolo. E' stato scoperto casualmente da un ricercatore della casa farmaceutica GD Searle nel 1965 che stava studiando un nuovo farmaco anti-ulcera. Possiede le stesse calorie dello zucchero ma il suo potere dolcificante è 180 volte superiore, per questo motivo è utilizzato da chi vuole ridurre l'apporto di calorie nella propria dieta. Lo ritroviamo infatti nella maggior parte degli alimenti e bevande 'light' o senza zucchero.

L'aspartame è pericoloso?

Secondo le autorità ufficiali quali FDA (Food and Drugs Administration), il JEFCA (comitato misto FAO/OMS di esperti per la valutazione degli additivi alimentari), l'SCF (comitato scientifico per l'alimentazione), l'EFSA (l'autorità europea per la sicurezza alimentare) ed altri ancora, l'aspartame non è pericoloso ed è quindi utilizzabile e commerciabile.

Gli studi indipendenti, tra cui quello della Fondazione Europea Ramazzini, sostengono invece che l'aspartame è causa di tumori e altri disturbi della salute.


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Codex Alimentarius: per soldi o per amore?

giovedì 18 Giugno 2009 ore 21.00.


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Leonardo & Viviana dell'associazione IFeelGood intervistano on line Sepp Hasslberger

Scrittore, Attivista e Fondatore del portale web di controinformazione "La Leva di Archimede"....

Partecipa all'intervista a Sepp Hasslberger, in diretta via web da casa tua, giovedì 18 Giugno 2009 ore 21.00.

Un evento gratuito dove si parlerà di controinformazione, libertà di cura, medicine alternative, integratori alimentari, OGM, interessi economici legati all'industria farmaceutica e alla malattia...

Il nuovo Codice Alimentare, il "Codex Alimentarius" è stato definito "il più grande disastro per la salute umana... scopri quello che c'è di vero in questa affermazione!

Prenotandoti hai la possibilità di fare a Sepp una domanda che potrà essere scelta dagli intervistatori e alla quale risponderà in diretta!

Clicca qui per partecipare e/o scaricare GRATIS la registrazione mp3
http://www.ifeelgood.it/teletraining_LEVA_ARCHIMEDE_S.htm


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Invito a cena con Omega 6

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Invito a cena con Omega 6

di Agnese Codignola
Fonte: L'Espresso, La Repubblica

Secondo l'American Heart Association, per mantenere cuore e cervello in salute, è necessaria l'introduzione nella nostra dieta anche di acidi grassi Omega 6

Omega 3 e, soprattutto, Omega 6. Questo bisogna aggiungere alla dieta di tutti i giorni per mantenere cuore, vasi e cervello in salute. Lo dice l'American Heart Association, che in un articolo pubblicato su 'Circulation' sollecita l'introduzione nella nostra dieta anche di acidi grassi Omega 6: una grande metanalisi ha mostrato che chi consuma abitualmente Omega 6 ha una diminuzione del rischio cardiovascolare del 24 per cento.

E le prove si accumulano: studi osservazionali indicano infatti che chi assume abitualmente Omega 6 ha in genere un rischio cardiovascolare più basso; altre indagini dimostrano che chi è colpito da infarto ha in media una concentrazione sanguigna di Omega 6 molto più bassa di quella di persone simili per età e condizioni ma che non hanno avuto un attacco cardiaco; studi controllati, nei quali viene assegnata una dieta ricca o povera di Omega 6, confermano l'efficacia protettiva.


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Stevia, Aspartame e la politica delle multinazionali

Stevia - vittima di un equivoco?

Una delle grandi controversie che ha caratterizzato questo decennio appena passato è quella sullo zucchero e le altre fonti dolcificanti nei nostri alimenti. Parliamo dell'aspartame, dolcificante industriale di largo consumo e dubbia sicurezza e della stevia, una pianta delle foreste amazzoniche conosciuta per la dolcezza delle sue foglie, l'estratto delle quali è un dolcificante che, purtroppo ancora oggi, è proibito in Europa.

Lo zucchero fa male

Tutti sappiamo che lo zucchero, consumato in dismisura, fa male alla salute. Alcuni lo definiscono un vero e proprio veleno, e non hanno tutti i torti. Non esiste nemico peggiore per i nostri denti che lo zucchero bianco. La sua azione è duplice ed è molto efficace nel distruggere lo smalto dei denti.

Lo zucchero raffinato bianco, che non contiene più minerali, necessita di nutrienti per essere metabolizzato. Questi nutrienti, tra cui le vitamine del complesso B e alcuni minerali, provengono da altre cose che mangiamo, oppure vengono rubati dalle riserve che il nostro organismo ha accumulato. La carenza di minerali creata dal dolce veleno spesso conduce ad una carenza di calcio che ha grande importanza per la crescita e la riparazione dei denti. Il risultato: smalto debole e denti vulnerabili quando lo zucchero attacca i denti.

Dolci, cioccolata e bibite gassate creano nella bocca un ambiente ideale per i batteri, che non vedono l'ora di "mangiarsi" lo smalto. A nulla serve spazzolare i denti mattina e sera, se durante il giorno questi batteri trovano l'ambiente ideale per fare il loro lavoro dannoso su un dente già indebolito per la mancanza di calcio. Non è per niente che le carie dentali, quasi sconosciute nelle società "primitive" come ha documentato il dentista e ricercatore Weston A. Price, sono molto diffuse nella società moderna.


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Celiachia, un problema molto conveniente

“Lei non potrà mangiare mai più né pane né pasta”grano.jpg

Sono celiaco e a 40 anni il mio fisico ha iniziato a rifiutare di punto in bianco il glutine. Non lo vuole, lo rifiuta, non ne può più. Ha detto basta.

Se tempo fa mi avessero detto che un signore in camice bianco un giorno mi avrebbe rivolto quella frase probabilmente mi sarei immaginato chissà quale trauma.

Non solo non c’è stato trauma, ma ho iniziato a pormi domande che mi hanno guidato in un percorso di ricerca che ha portato alla luce una situazione ai miei occhi incredibile.

E’ bastato poco per venire a conoscenza di un dato inquietante: trenta anni fa i celiaci in italia erano uno su 3000 circa, oggi si stima un celiaco ogni 100 italiani.

Un dato impressionante che viene spiegato ufficialmente con l’aumento della capacità diagnostica della medicina moderna.


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CELIACI, OVVERO…GENETICAMENTE MORTIFICATI

Fonte: CCSNews

200902061510.jpgGrano OGM/aumento casi di celiachia? Sembrerebbe proprio di si? Negli anni ’70 il grano “Cappelli” venne irradiato in laboratorio con i raggi gamma per renderlo più produttivo e precoce. Ma a quale prezzo? Da allora i casi di intolleranza al glutine (contenuto nel frumento e in altri cereali) sono cresciuti in maniera esponenziale, arrivando all’incidenza di una persona malata ogni 100/150 (negli anni ’60 il rapporto era di uno ogni 1000/2000).

Sanità Celiachia grano frumento cereali pasta Creso Cappelli 1974 glutine ogm modificazione genetica raggi gamma reattore nucleare intolleranza malassorbimento giornalista Claudia Benatti Gazzetta di Modena professore Luciano Picchiai Eubiotica Gian Tommaso Scarascia Mugnozza CNEN Accademia delle Scienze incidenza malattia dieta terapia aumento incidenza ipotesi indagini pH causa effetto Italia persone.

C’era una volta, in Puglia, un grano duro di nome “Cappelli”. Fino agli anni ’60 questo alimento era alla base della dieta della popolazione pugliese, ma questo povero grano, unica varietà coltivata nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, era, purtroppo per lui e per noi, poco produttivo. Così, un bel giorno del 1974, il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (attuale presidente dell’Accademia delle Scienze) con un gruppo di ricercatori del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione, il povero grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita.


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Disintossicarsi dal mercurio e dalla candida, sconfiggere l'autismo

di Corrado Penna - La Scienza Marcia


Ho già descritto, in un articolo precedente, come disintossicarsi dal mercurio puÚ portare ad arrestare il progresso di una malattia ufficialmente ìinesorabile e progressivaî come la sclerosi multipla.

Adesso, grazie alla segnalazione del responsabile del blog vaccinazinieautismo (che mi ha aiutato moltissimo nella stesura del presente articolo) ho scoperto una storia simile: bambini sofferenti di autismo (malattia ufficialmente inguaribile) che vengono disintossicati dal mercurio e da altri metalli pesanti, aiutati a riparare i danni correlati a questa intossicazione (candidosi e disbiosi, danni al sistema gastrointestinale ed immunitario, etc.), sottoposti a particolari terapie di sostegno psicologico-comportamentale, e finalmente recuperati ad una vita pi˘ o meno normale, a volte con risultati ottimi di piena guarigione.

Stiamo parlando del protocollo D.A.N.! (Defeat Autism Now! - ovvero Sconfiggi l'Autismo Ora!), che nasce nel 1991 sulla base degli sforzi dell'Istituto per la ricerca sull'autismo (A.R.I., Autism Research Institute) fondato nel 1967 dallo psicologo Bernard Rimland (recentemente scomparso). Undici anni prima il dottor Rimland aveva avuto dalla moglie un bimbo autistico, Mark, ma Bernard piuttosto che darsi per vinto si era messo ad indagare a fondo sulla questione, scoprendo che l'organismo di quel bambino era stato danneggiato da un'intossicazione da mercurio. La storia della nascita del protocollo D.A.N.! potete leggerla a questo link. Da questa vicenda estraggo alcune righe molto significative, scritte da B. Rimland:

"L'autismo era estremamente raro a quel tempo, forse vi erano uno o due casi ogni 10.000 nascite. Lentamente, la sua incidenza si stava alzando. Nel sommario della mia ricerca sull' aumento dei casi di autismo, pubblicato in un articolo che scrissi per la rivista ARI International nel 1989, riportai che un numero di studi mostravano che l'autismo ricorreva in media in 4.5 bambini ogni 10.000 nascite. Più di recente, nel 2002, l'Accademia Americana dei Pediatri ed il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie hanno riportato che l'incidenza è ora di 60 bimbi autistici ogni 10.000 nascite con un incremento del 1500% in una decennio! [Ö] Oh si! Vi starete chiedendo di mio figlio Mark, che quando aveva 5 anni ci dissero di mettere in istituto e di dimenticarlo, che a 7 anni portava ancora il panno e non pose mai una domanda e non diede mai una risposta fino a 8 anni.

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Da Farmaplanet.it arriva la notizia che gli integratori non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi.

In risposta alla richiesta di un contribuente, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 256/E del 20 giugno chiarisce che gli integratori alimentari, ancorché prescritti da uno specialista, non possono beneficiare "della detrazione d'imposta del 19%, di cui all'art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, riconosciuta esclusivamente per spese mediche e di assistenza specifica (diverse da quelle indicate nell'art. 10, comma 1, lett. b)), per spese chirurgiche, per l'acquisto di medicinali, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere". La ragione discenderebbe dalla natura stessa degli integratori che "vengono somministrati, sostanzialmente, per cure dirette ad ottimizzare gli apporti nutrizionali e a migliorare le condizioni fisiologiche, senza per questo essere considerati dei medicinali. In ragione della loro composizione, gli integratori si qualificano, infatti, come prodotti appartenenti all'area alimentare".

Questo è contrordine a quanto avevamo detto in Febbraio di quest'anno:

Gli integratori alimentari, se prescritti, sono detraibili

Mentre una disposizione di un'agenzia delle entrate non è la parola finale sull'argomento, ci pare dover dire la nostra in un brevissimo commento.

Avevano detto che la salute è importante, e avevano anche detto che la prevenzione è da preferire all'intervento tardivo. Ci stanno consigliando uno stile di vita salutare e una buona nutrizione, cinque o addirittura nove porzioni di frutta e verdura al giorno, ma quando si tratta di dare sostanza alle mere parole, ecco che spunta il vecchio modo di fare.

A dire dell'agenzia delle entrate, solo i medicinali, cioè solo l'intervento tardivo sarebbe sostenuto dallo stato. La prevenzione? Fatela pure ... ma a vostre spese.

Certo che siamo d'accordo che gli integratori non sono medicinali, ma non siamo d'accordo che per questo non siano degni dello sostegno dello stato.

Se no dovremmo pensare che lo stato predica bene ma razzola molto male.


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Glutammato, il 'gusto che uccide'

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Salute - Continua la battaglia del neurochirurgo Russell Blaylock
Glutammato, il 'gusto che uccide'
di Francesco Barbieri
SPAZIOSTAMPA - 24 gennaio 2008


Le eccitotossine sono presenti in molti alimenti destinati sia agli adulti che ai bambini. Ma la loro pericolosità è altissima
Se il glutammato, in tutte le sue versioni, tra le quali l'aspartame, fosse proibito immediatamente, si vedrebbe un calo ponderale di tutte le sindromi metaboliche, compresa l'obesità infantile, delle malattie neuro-degenerative e di molti tipi di tumori.

La progressione delle malattie neuro-degenerative, quali il morbo di Alzheimer, Add, Parkinson e quelle classificate prevalentemente psichiatriche, come l’autismo, è stata correlata per decenni alle intossicazioni da metalli pesanti quali piombo, alluminio, mercurio, oppure ai pesticidi ed agli erbicidi. Tutte sostanze nocive, è vero, ma nessuna delle quali è la vera colpevole del fenomeno. Il killer silenzioso, dal gusto gradevole, si chiama glutammato.

Il suo nefasto influsso sulla genesi e sulla proliferazione dei tumori è stata ampiamente dimostrata. Le eccitotossine moltiplicano le probabilità di sviluppare il cancro e, una volta innescato il meccanismo di degenerazione tissutale, le cellule esposte al glutammato monosodico sviluppano delle estensioni denominate ‘pseudopodia’, o ‘falsi piedi’, che consentono loro di mobilitarsi più velocemente creando metastasi diffuse.


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Pubertà accelerata da junk food

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Fonte: EFFEDIEFFE

Mc Girl
Pubertà accelerata da junk food
Maurizio Blondet
15/01/2008

La mamma di Harley Tedds, un giorno, ha scoperto sgomenta sua figlia mentre in bagno si depilava le gambe. Le ascelle se l'era già depilate.
Harley ha cinque anni.
«Mi sono accorta che non era solo grassottella, le stava crescendo il seno», dice (1).
Mamma Tedds è una delle migliaia di mamme americane che segnalano, giustamente allarmate, i segni di precocissima pubertà nelle loro figlie.
Bambine che hanno la prima mestruazione a cinque anni.
Bambine di tre con comportamenti sessuali da adolescenti, sbalzi d'umore e ribellioni da sedicenni.
«Sbatteva la porta, cercava di picchiarmi», ricorda Hayley Haldin di sua figlia Ellie, che aveva tre anni.
Ha finito per portarla dal medico.
Che ha comunicato alla mamma che la bambina necessitava di iniezioni di ormoni per ritardare la pubertà.
E' un fenomeno che i medici americani conoscono bene, e che vedono aumentare dagli anni '90. Specie nel mondo anglosassone, le bambine tendono a raggiungere la pubertà prima degli 11 anni. Una ricerca sulla popolazione di Bristol ha appurato che una bambina su sei diventa pubere all'età di sei anni.
Naturalmente, la spiegazione scientistica collega il fenomeno con l'aumento della leptina, un ormone che è prodotto dai tessuti grassi: poiché i bambini diventano sempre più grassi ad ogni generazione, hanno anche alti livelli di leptina, che innesca il fenomeno della pubertà precoce.


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La nostra storia dello svezzamento di nostro figlio Alfred in base agli insegnamenti dell’”Igienismo Naturale”,
nell’ambito di una più generale assistenza igienica ai bambini.

Di Michela Bianchini e Daniele Bricchi
Gennaio 2006

Alcuni genitori ci hanno chiesto di scrivere tappe e modalità di questo particolare tipo di svezzamento e nutrizione, in quanto tale pratica è probabilmente una delle ragioni per cui il piccolo Alfred gode di una salute ottima. In effetti dall’igienismo abbiamo avuto molte delle risposte che non trovavamo altrove, e il bimbo, che ora ha quasi quattro anni, non ha mai avuto bisogno di alcun tipo di terapia. Quindi nessun ricorso a vaccini, antibiotici, o altri farmaci chimici, ma neppure nessun ricorso a rimedi tradizionali alternativi, quali quelli omeopatici, fitoterapici, ayurvedici ecc.. Ci siamo decisi a scrivere la nostra esperienza perché potrebbe essere utile a tantissimi altri genitori e a chiunque sia interessato all’argomento bambini e salute. Siamo convinti che, se messo a disposizione del grande pubblico, l‘Igienismo, ovvero la scienza della salute, risolverebbe i problemi di milioni di persone e riteniamo sia profondamente ingiusto e crudele che tale scienza non venga divulgata.

Prima di parlare dello svezzamento, vorremmobrevemente fare alcune considerazioni. E’ necessario sottolineare che la salute di un individuo non dipende solamente dal suo modo di alimentarsi e dal suo modo di comportarsi dalla nascita in poi, ma anche dal tipo di nascita (vedi i problemi causati dalla medicalizzazione del parto), da come è vissuta la gravidanza, e ancora prima, da come vivevano i nostri genitori e, ancora più indietro i nonni, ecc.. Insomma noi dipendiamo da un plasma germinale, da un patrimonio genetico da cui possiamo ereditare pregi o difetti, un buon livello di energia o tare. Ne consegue che il futuro genitore che si vuole bene, che ha cura di se stesso, adottando uno stile di vita intelligente, non otterrà solo benefici personali, ma eviterà anche di arrecare danni ai propri geni, che sono le basi di partenza dei suoi futuri figli. Per contro abitudini, per esempio, come quella di fumare, di bere alcolici, l’uso di eccitanti come cacao e caffè, droghe, farmaci e vaccini, l’eccesso di stress, l’eccesso di pensieri e sentimenti negativi, l’ eccesso o la carenza di attività fisica, l’insufficienza di riposo e sonno, l’alimentarsi in eccesso (in particolare quello proteico e amidaceo) e con poca cura, passare troppo tempo in luoghi chiusi, inquinati e irradiati, danneggiano seriamente noi e intaccano i nostri geni, per cui è più probabile che predisponiamo i nostri figli a delle tare. Tali abitudini sono tra le cause dell’indebolimento dell’individuo nonché della razza umana. L’incapacità di procreare e l‘infertilità crescente presso uomini e donne sono solo alcuni dei segni di questo “indebolimento della specie”.


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22 maggio 2007
Legambiente: troppi pesticidi nella frutta degli italiani
di Claudio Tucci
Fonte: Il Sole 24ore

FruttaTroppi fitofarmaci nel piatto degli italiani: le mele e l'uva sono le regine dei frutti più contaminati. C'è una maggiore attenzione nei controlli (13% in più rispetto al 2005) e sui principi attivi ricercati, ma c'è chi, come il Molise, conquista la maglia nera registrando una assenza totale di analisi nella Regione. E se l'84% delle verdure analizzate risulta regolare e privo di residui chimici, desta forti preoccupazioni il fenomeno della moria delle api a causa della diffusione in agricoltura di alcuni fitofarmaci sistemici. Sono questi, in sintesi, i numeri e le storie contenuti nel dossier «Pesticidi nel piatto 2007», l'annuale rapporto di Legambiente, presentato a Roma, sulla presenza di residui chimici sull'ortofrutta, realizzato sulla base dei dati forniti dai laboratori pubblici provinciali e regionali relativi alle analisi condotte nel corso del 2006.
Su 253 campioni di uva analizzati, infatti, ben 117 (pari al 46,2%) risultano contaminati da più di un residuo chimico, 53 rilevano la presenza di un solo residuo (21%) e 3 (1,2) risultano pienamente irregolari, cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati. Solo il 31, 6% sono campioni di uva regolari, senza cioè la presenza di alcun fitofarmaco. Eclatante è poi il caso delle mele, frutto tradizionalmente associato alla salute della persona, di cui solo il 39% risulta essere esente da pesticidi: il 30% dei campioni analizzati presenta più di un principio attivo e addirittura il 3,6% risulta irregolare. Anche il 20% dei prodotti derivati risulta contaminato da uno o più principi attivi: dato significativo se si considera come tra questi compaiano l'olio e il vino, prodotti tipici del made in Italy.


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Un nuovo lavoro scientifico pubblicato nella rivista specializzata "Food Science and Nutrition" - Scienza dell'alimentazione e nutrizione - analizza la direttiva europea sugli integratori alimentari. La conclusione è che nel caso della nutrizione il principio della precauzione, applicato in modo asimmetrico, risulta più dannoso che l'assenza di legislazione che ha caratterizzato il periodo passato.

In tema di micronutrienti dicono Aalt Bast dell’Università di Maastricht e Jaap Hanekamp della Fondazione HAN, la carenza è molto più dannosa che ipotetici eccessi di consumo. La legislazione sugli integratori, concentrandosi solamente sull'eccesso e lasciando per strada la questione di danni alla salute da una alimentazione insufficiente, rischia di avere un effetto proprio opposto a quello che sta alla base della legislazione: la protezione della salute e della vita dei cittadini europei.


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MC: "Allergeni in alimenti non dichiarati in etichetta"
09/01/2007 - 15:48
La ricerca del Movimento Consumatori ha evidenziato che l'etichetta da sola non è in grado di garantire la protezione totale di persone allergiche.Occelli, MC: "Un'azienda alimentare che si basi solo su controlli cartacei e di tracciabilità non può garantire del tutto l'assenza di sostanze allergeniche".
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fonte: HelpConsumatori

Le persone che soffrono di allergie e di intolleranze alimentari sono ogni anno in costante aumento. Circa il 90% delle allergie viene attribuita a 8 alimenti: latte vaccino, uova, crostacei, pesce, arachidi, soia, frutta con guscio, cereali. L'elenco degli allergeni alimentari è comunque molto più ampio (è stato documentato che oltre 160 altri alimenti possono causare forme allergiche). A sottolinearlo è l'indagine del Movimento Consumatori che spiega: "Con il recepimento della Direttiva 2003/89/CE è obbligatorio per i produttori indicare in etichetta i seguenti ingredienti e le sostanze da loro derivate, responsabili di allergie ed intolleranze alimentari: cereali contenenti glutine, crostacei, uovo, pesce, arachide, soia, latte, frutta con guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa (la vendita dei prodotti non conformi alla Direttiva 2003/89/CE è vietata a decorrere dal 25 novembre 2005, mentre i prodotti immessi sul mercato o etichettati prima di tale data possono essere venduti fino ad esaurimento delle scorte). La dichiarazione in etichetta è obbligatoria, indipendentemente dalla loro quantità, ad eccezione dell'anidride solforosa per la quale è fissato un limite di 10 mg/kg".


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SALUTE: UN ITALIANO SU TRE UTILIZZA INTEGRATORI
Farmacia.it - 3 ottobre 2006

Quasi un italiano su tre utilizza integratori alimentari, soprattutto vitamine, minerali e fermenti lattici. Ma l'elenco di prodotti che gli italiani acquistano e utilizzano ormai con regolarità è veramente lungo, tutti a caccia del benessere psico-fisico (46.1%) ma anche per rispondere a specifiche esigenze di salute (42.8%). Che si tratti di vitamine, di integratori per diete, di fermenti lattici o di tonici, il "luogo deputato" al loro acquisto è ancora prevalentemente la farmacia, anche se erboristeria e supermercati sono in crescita. I motivi? da un lato la garanzia di avere prodotti sicuri, dall'altro la possibilità di acquistare a prezzi più contenuti. A prescindere dal canale di acquisto, per decidere quelli più adatti il medico rimane sempre il punto di riferimento, almeno per il 51.7% degli intervistati, ma uno su tre si affida al metodo fai da te, sia per i prodotti da utilizzare che per i periodi dell'anno in cui farlo.
è quanto emerge da uno studio promosso da FederSalus, la Federazione Italiana che riunisce le aziende produttrici di prodotti salutistici, e realizzato da Eta Meta Research attraverso 505 interviste a Italiani che utilizzano integratori alimentari e prodotti salutistici.


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Esaminati campioni di aliementi comuni in sette paesi europei Europa
Wwf: «In Europa mangiamo anche il veleno»
La ricerca, durata dieci anni, ha rilevato 119 sostanze tossiche in latte, carne, pesce, pane, olio d'oliva e succhi d'arancia

ROMA - Non c'è dieta che tenga: il menù è all'insegna della chimica, anche sulle nostre tavole. Dai prodotti caseari, al pesce, al pane, all'olio di oliva fino alla tradizionale lasagna. E' un allarme alimentare che attraversa tutti i confini europei, frutto di dieci anni di ricerche condotte dal Wwf, di cui si sono fatti portavoce anche diversi europarlamentari in apposito spot. Il nuovo dossier, realizzato in vista del voto finale sul Reach, il regolamento Ue contro l'inquinamento chimico, ha rilevato 119 sostanze tossiche nei 27 campioni di alimenti di largo consumo presi in esame in sette paesi europei. Secondo il rapporto, quindi, la principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l'alimentazione. La «catena di contaminazione è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani. Sono presenti nelle case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.


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Quale sara' l'effetto della direttiva europea sugli integratori alimentari? Integrare la nostra nutrizione sara' piu' difficile? Vediamo che cosa dice l'Europa...


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Merluzzo al posto degli psicofarmaci

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27 Maggio 2005

Quando si parla di olio di fegato di merluzzo, rimedio terapeutico d’altri tempi, a molti che da bambini lo hanno loro malgrado conosciuto, ma anche a quelli che non ne hanno mai fatto uso, viene in mente qualcosa di sgradevole.
Questo rimedio infatti veniva dato ai bambini ritenuti troppo gracili che lo ingoiavano decisamente controvoglia e che, in tempi moderni è stato sostituito da una vasta gamma di integratori dietetici ritenuti più gradevoli ed efficaci, sembrava destinato ad un non triste declino e invece è stato recentemente riscoperto da alcuni pediatri che, sulla base dei risultati di nuove ricerche scientifiche, hanno scoperto altri benefici derivati dall’uso di questo olio.


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Presentato il dossier di Legambiente sulla chimica nel piatto
Leggermente meglio la verdura, ma la situazione resta allarmante
A tavola con i pesticidi metà della frutta è contaminata
La merce più a rischio è l'uva, soprattutto quella d'importazione
"Per difendersi puntare su prodotti di qualità e di stagione"

di VALERIO GUALERZI

Frutta e verdura a rischio pesticidi

ROMA - Altro che mela avvelenata. Se la favola fosse scritta oggi, Biancaneve dalla strega riceverebbe un bel grappolo d'uva. Nulla infatti tra la frutta e la verdura che arriva sulla nostra tavola è inquinato come gli acini, bianchi o rossi che siano. A svelarlo, insieme ad altri dati decisamente allarmanti, è l'inchiesta annuale sui pesticidi presenti nei prodotti ortofrutticoli condotta da Legambiente in collaborazione con il Movimento di difesa del cittadino.

"Metà della frutta commercializzata in Italia è contaminata da uno o più residui di pesticidi, il 2,2% è addirittura fuorilegge", ha spiegato il direttore dell'associazione ambientalista Francesco Ferrante illustrando i risultati dello studio nell'ambito delle iniziative collegata alla manifestazione Park Life in corso a Roma.


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Fumare fa male - un coro di consensi con pochi che osano a dire il contrario, oppure solo ad opporsi ai nuovi proibizionismi.

Difatti, la nostra salute non è dei migliori, ma è veramente il fumo il colpevole di tutto?

Silvano Borruso, insegnante nello Strathmore College in Kenia dice di no. Le sue ricerche vanno un po' più in profondità - alle radici di quello che chiamiamo l'agricoltura moderna, una macchina di produzione del cibo che spesso di nutriente non ha gran ché. Ed alle radici della medicina - quella che ci insegna che bisogna distruggere tutti i batteri, di farne piazza pulita. E che di prevenzione tace. Il problema è che non siamo più sani di prima - anzi sempre più deboli.

Seguite Silvano nel suo viaggio di scoperta...


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Integratori in pericolo

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Operatori del naturale e consumatori in allarme per la nuova direttiva europea, che rischia di consegnare gli integratori alimentari nelle mani delle multinazionali del farmaco.

Tratto dalla rivista AAM Terra nuova n°195 di maggio 2005.


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5 Aprile 2005 - La direttiva europea sugli integratori non è trasparente nelle procedure amministrative per l'approvazione di ingredienti da utilizzare nei prodotti. Così cita l'opinione dell'Avvocato Generale nella sua relazione alla Corte Europea, depositata oggi. La decisione finale della Corte è attesa per il mese di giugno, prima che le disposizioni restrittive della direttiva diventino definitive.

L'Avvocato Generale Geelhoed conferma che in principio, una legge europea per gli integratori è utile, ma è molto critico delle procedure introdotte con la recente legislazione. Il suggerimento alla corte:

"La disamina della direttiva 2002/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sull'approssimazione della legislazione degli stati membri in relazione agli integratori alimentari mostra che la direttiva infrange il principio di proporzionalità. Principi importanti della legislazione comunitaria, come la necessità di protezione legale, di certezza del diritto e di giusta amministrazione non hanno trovato ascolto. Perciò la direttiva non è valida."

Resta da aspettare il dispositivo finale della Corte, la quale non è obbligata a seguire i suggerimenti dell'Avvocato Generale, ma nella maggior parte delle cause la decisione finale segue le sue indicazioni.

In Italia, il Ministero della salute ha di recente adottato un provvedimento che salva un gran numero di ingredienti già presenti negli integratori, dando deroga fino al 2009 per il loro utilizzo. L'opinione dell'Avvocato Generale conferma la validità di questo passo perché effettivamente riconosce la presenza di seri problemi procedurali da risolvere.

Per maggiori dettagli e per una copia (in inglese) dell'opinione, qui un altro articolo.


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