News della categoria Farmaci

Il dr Giorgio Vitali ci racconta della truffa sul caso Di Bella in alcune videointerviste davvero interessanti.








APPROFONDIMENTI:




e ovviamente la vecchia pagina del ns sito storico nella sezione "La Libertà di scelta prima e dopo Di Bella".

Ivan






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Google: sanzione da 500 milioni per i farmaci illegali

Fonte: Cristiano Ghidotti - Android Digital

Nuova doccia fredda per il colosso dei motori di ricerca. Google dovrà infatti versare 500 milioni di dollari per una sanzione commissionata dal Dipartimento di Giustizia americano, a causa della promozione di alcune farmacie canadesi responsabili di aver commercializzato prodotti in modo illegale. Due, in particolare, le sostanze incriminate: Oxycodin (Ossicodone) e Ritalin.


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Gastriti in aumento a causa dei farmaci
di Alessia Ferla

Informasalus.it

 

L'aumento dei casi di gastrite, registratosi negli ultimi anni a livello mondiale, è dovuto all'abuso di farmaci, non soltanto gli antibiotici e i medicinali su prescrizione medica ma anche i prodotti da banco (antinfiammatori e analgesici utilizzati in diverse situazioni).

Uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Liverpool evidenzia come negli ultimi 10 anni è quasi scomparso il batterio Helicobacter Pylori, fino a poco tempo fa il principale sospettato nei casi di gastrite. Crescono, viceversa, le gastriti dovute all'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, impiegati anche come analgesici e antipiretici.

 


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Lo scorso anno alcuni ricercatori della Yale University hanno verificato che somministrare anche un solo ciclo di antibiotici a bambini prima dei sei mesi può aumentare del 40% il rischio di sviluppare asma. Questo rischio aumenta al 70% nel caso di un ulteriore secondo ciclo.

Il dott. George Kassianos, portavoce del Royal College of General Practitioners ha affermato: “Dobbiamo essere molto cauti con le prescrizioni di antibiotici ai bambini. Inoltre, supportati da questi recenti studi, saremo in grado di convincere più facilmente i genitori della necessità di evitare gli antibiotici a meno che non siano assolutamente necessari”.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gut, ha dimostrato che i bambini a cui viene prescritto almeno un ciclo di antibiotici dall'età di quattro anni in poi hanno una doppia probabilità di sviluppare malattie dell'apparato intestinale come la sindrome del colon irritabile (IBS: Irritable Bowel Syndrome) e/o il Morbo di Crohn.

 

Cosa dice in tal proposito la classe medica?

La classe medica si sta lentamente rendendo conto che i farmaci antibiotici possono favorire la crescita di batteri e altri organismi dannosi per l'intestino, e che possono scatenare l'insorgenza di disturbi.

Gli antibiotici inoltre distruggono i batteri “buoni” e altri microrganismi conosciuti come componenti la “microflora batterica dell'intestino”.

Il dott. Anders Hviid del Statens Serum Institute di Copenhagen, Danimarca, che ha condotto lo studio, ha affermato: “Gli antibiotici sono fra le scoperte più importanti della medicina moderna, ma la decisione del loro utilizzo clinico deve essere basato su un'attenta valutazione.

Il nostro studio ha dimostrato un collegamento con l'insorgenza di problemi all'intestino, ma non possiamo concludere che questo collegamento sia necessariamente casuale”.

 

 


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E' stato il Prozac a indurre un adolescente canadese ad uccidere? Lo psichiatra afferma di sì

The Inquisitr – 6 giugno 2011

"Era una prescrizione per violenza," ha scritto Breggin in un rapporto commissionato dalla difesa.

Lo psichiatra di New York ha testimoniato che l'adolescente canadese colpevole di aver ucciso un amico avrebbe sperimentato gravi impulsi alla violenza a causa dell'uso del Prozac.

L'adolescente di 17 anni, di cui non è stato reso pubblico il nome, ha accoltellato un amico di 15 anni dopo che questi ha danneggiato il parquet in casa sua. La risposta sproporzionatamente aggressiva, spiega il Dr. Peter Breggin, è un effetto collaterale non-sconosciuto dell'antidepressivo Prozac.

"Non c'è altra ragione al di là di una reazione del Prozac"- ha dichiarato il Dr. Peter Breggin, psichiatra di New York, autore del libro 'Parlando del Prozac'- (l'omicidio) è un mistero del tutto chiaro".

Nove giorni dopo aver iniziato la terapia col farmaco, l'adolescente ha tentato suicidio con un'overdose di pillole di suo nonno. I suoi genitori avevano segnalato l'incidente ai medici, che avevano aumentato il dosaggio di Prozac al ragazzo.

 


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Fonte: Help Consumatori

 

Farmaci contro osteoporosi, Agenzia europea avverte: attenzione ai bifosfonati

Dall'Agenzia europea dei medicinali arriva un avvertimento: i bifosfonati, farmaci usati per l'osteoporosi, sono efficaci, ma possono aumentare il rischio di fratture atipiche del femore, fratture cioè che avvengono senza traumi o con traumi minimi. Ne dà notizia Altroconsumo che spiega che una classe di farmaci usati contro l'osteoporosi (acido alendronico, acido clodronico, acido etidronico, acido ibandronico e acido neridronico, tutti disponibili anche come farmaci equivalenti) è stata oggetto di una revisione da parte dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema).

"Benché i benefici nel trattamento e nella prevenzione delle malattie delle ossa siano per ora superiori ai rischi l'Ema ha rilevato che i bifosfonati comportano anche un aumento del rischio di fratture atipiche del femore". Per questo alle informazioni del prodotto di tutti i medicinali contenenti bisfosfonati e autorizzati dall'UE deve essere aggiunta un'avvertenza del rischio di fratture atipiche del femore.


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J&J rischia 1 miliardo di dollari per l'indagine sul Risperdal
FiercePharma
Da Tracy Staton

Maggio 2011

 

USA: Il Wall Street Journal afferma che la Johnson & Johnson potrebbe essere costretta ad un risarcimento di circa un miliardo di dollari per risolvere l'indagine del governo sulla commercializzazione del Risperdal.

Questo sarebbe il terzo più grande risarcimento per il  marketing illegale di psicofarmaci in una causa tra un colosso farmaceutico e il governo degli Stati Uniti; solo Pfizer ed Eli Lilly ne hanno pagati di maggiori.

All'inizio di questa settimana, la J&J ha svelato alla Commissione per i Titoli e gli Scambi  di aver accantonato una somma non meglio specificata per coprire un potenziale risarcimento sul Risperdal. La società aveva già messo da parte circa 1,4 miliardi di dollari dei guadagni del primo trimestre per coprire spese legali.

Il Wall Street Journal afferma che i funzionari della J&J erano sorpresi che i pubblici ministeri stessero insistendo per un risarcimento così elevato. In verità i pubblici ministeri stanno cercando di ottenere il risarcimento per le accuse di marketing illecito del Risperdal, usando come parametro di riferimento la causa della Lilly che ha pagato 1,4 miliardi di dollari per risolvere l'indagine sullo Zyprexa. La differenza tra i due sta nel fatto che le presunte violazioni della Lilly, erano continuate per un periodo più lungo. Particolari accuse contro J & J non sono state rese note.

 


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Traduzione dell'articolo "La frode del placebo fa vacillare il fondamento stesso della scienza medica moderna. Migliaia di test clinici invalidati" - by Mike Adams, giornalista freelance.

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Sapete di tutte quelle migliaia e migliaia di test clinici, che vengono condotti da qualche decina d'anni, che comparano i nuovi farmaci con dei placebo?

Bene, i risultati di quei test non possono essere considerati validi perchè gli studi non possono essere considerati scientifici.

E perché? Perché i placebo usati nei test non erano incontrovertibilmente “placebo”, rendendo così gli studi scientificamente non validi.

Questa è la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori dell’Università della California, che hanno pubblicato le loro scoperte nel numero di ottobre 2010 di Annals of Internal Medicine. Hanno revisionato 167 test basati su placebo pubblicati su riviste mediche peer-reviewed tra il 2008 e il 2009, trovando che il 92% di essi non ha mai descritto gli ingredienti dei placebo utilizzati.

E perché questo è importante?

Perché si suppone che i placebo siano sostanze inerti. Ma nulla è inerte, a quanto è dato sapere. Anche le cosiddette “pillole di zucchero” contengono zucchero, ovviamente. E lo zucchero non è una sostanza inerte. Se stai conducendo un test clinico su persone diabetiche, per testare l’efficacia di un farmaco anti-diabete rispetto a un placebo, è ovvio che nel tuo test le pillole di farmaco risulteranno più efficaci di un placebo se il placebo che usi è una pillola di zucchero.

 


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Ritirato farmaco Mediator dal mercato

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Ritirato farmaco Mediator dal mercato

E’ stato ritirato in Francia, dovo aver causato da 500 a 1000 morti.

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Per quanto possiamo capire da una ricerca su Internet, la vicenda che circa un mese fa ha portato al ritiro in Francia di un farmaco indicato per la cura del diabete e dell’obesita’ (“Mediator”, prodotto dalla Servier) e indicato come responsabile di centinaia di decessi [1] ha del paradossale.

Grazie ai sistemi di farmacovigilanza, sono moltissimi i farmaci che ogni anno vengono ritirati dal commercio, o per i quali vengono modificate le indicazioni terapeutiche, o aggiunti nuovi “warnings” in merito a possibili effetti collaterali, ma il caso del Mediator fa davvero storia a sè.

Il benfluorex, principio attivo del Mediator, e’ un derivato funzionale della fenfluramina, che riduce l’assorbimento dei grassi e l’iperglicemia.

Impiegato anche nel trattamento dell’obesita’, sulla base di studi centrati sui problemi legati al diabete di tipo 2 e’ stato in commercio anche in Italia fino al 2003, data della rinuncia volontaria da parte della ditta produttrice.

In Spagna e’ stato ritirato nello stesso anno per le segnalazioni di gravi effetti avversi di natura cardiovascolare: ipertensione polmonare e valvulopatia.

In Francia, questo farmaco, pure oggetto nel 2005 di aspre polemiche [2], e’ sempre stato commercializzato fino al mese scorso.

 


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Paracetamolo ai bambini: rischio di asma e allergie

A rischio i bimbi che lo hanno assunto nei primi 15 mesi di vita

 

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ROMA (8 dicembre) - Il paracetamolo, antidolorifico molto diffuso, potrebbe essere una causa dell'insorgenza di allergie e asma, soprattutto nei bambini, se hanno assunto questo farmaco nei primi 15 mesi di vita. Lo rileva una ricerca dell'Otago University di Wellington, in Nuova Zelanda, condotta su 1500 bambini e pubblicata sulla rivista Clinical and Experimental Allergy. «La scoperta principale - ha affermato Julian Crane, autore dello studio - è che i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi, cioè il 90% del campione monitorato, hanno il triplo di probabilità in più, di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare sintomi come l'asma, a sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo».

Le cause di questo collegamento con il farmaco, secondo Crane non sono ancora chiare e serviranno altre ricerche per fare luce su questo aspetto, un dato però è certo: ci sono evidenze che mostrano la correlazione. Inoltre, secondo il ricercatore, il paracetamolo, presente in molti farmaci per la cura del raffreddore e della tosse, «è stato dato molto liberamente ai bambini piccoli».

 

Fonte: Il Messaggero

 


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EFSA: più dannosa che inutile

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EFSA: più dannosa che inutile


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Dice qualcuno: è l’ente più inutile del mondo. Magari fosse solo inutile! Il guaio è che l’EFSA, l’autority alimentare europea che con tanta pompa si appresta ad insediarsi nell’edificio più rappresentativo di Parma, è anche dannosa! “Becchina del prodotto tipico”, l’ha definita più o meno la scienziata indiana Vandana Shiva, di passaggio a Parma. Decretando sempre e comunque la salubrità del prodotto industriale e fissando standard fasulli di sicurezza, non solo fa trionfare sulla nostra tavola probabili veleni (con relativi effetti sull’aumento di obesità, diabete, cancro e malattie cardiovascolari), ma infligge il colpo di grazia al già moribondo prodotto “locale”, frutto della memoria storica, della coscienza popolare di un territorio, della sua creatività, che fatica a rientrare in tali standard. Esso si produce in tempi lunghi e lenti, senza automatismi, con scarti notevoli e con meno possibilità di frodi e manipolazioni.

Ma ormai snobbato dalle massaie che gli preferiscono il cibo “industriale” (fra l’altro quasi tutto appannaggio in Italia delle multinazionali estere, dalla Unilever alla Kratf, dalla Danone alla Nestlè) che arriva al supermercato carico della fama pubblicitaria, del fascino della sua confezione accattivante (sulla quale spesso si fa uno spreco del tutto ingiustificato dei suffissi “eco” o “bio”), del prezzo apparentemente invitante (in realtà un cibo carissimo per i danni che provoca all’ambiente, agli agricoltori malpagati e alla salute di tutti) e dell’immancabile viatico dell’EFSA.

 

 


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Giustizia sulle case farmaceutiche:  il governo americano inasprisce le misure

PharmaExec.com - 17 novembre 2010
Walter Armstrong

Dopo le pene multimilionarie, i guai sembrano non finire mai per l'industria psicofarmacologica

Il Ministero della giustizia USA ha depositato la settimana scorsa le accuse penali contro Lauren Stevens, una ex vicepresidente e consigliere generale aggiunto presso la GlaxoSmithKline.

Vista l'inefficacia delle pene pecuniarie multimilionarie nell'arginare la marea di frodi e marketing illegale, il governo ha attuato una svolta radicale: perseguire i dirigenti delle case farmaceutiche.

La Stevens è accusata di ostruzione di inchiesta, occultamento e falsificazione di documenti e dichiarazioni false alla FDA nella sua indagine del 2002 sulla promozione illegale dell'antidepressivo Wellbutrin come rimedio dimagrante, un'indicazione per la quale non è mai stato approvato. Il dipartimento della giustizia sostiene di aver trovato, nella vasta documentazione elettronica e cartacea consegnata dalla GSK, prove che mostrano come la Stevens abbia nascosto dati e altrimenti indotto in errore l'Agenzia circa alcune migliaia di casi in cui GSK ha pagato dei medici per convincere altri medici a prescrivere il Wellbutrin come dimagrante.

 


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Tales of Big Pharma Horror

Image by Mike Licht, NotionsCapital.com via Flickr

Il business delle false malattie
ecco i trucchi delle industrie

Si moltiplicano le giornate dedicate a una patologia: sono 60 a livello nazionale. Osteoporosi, menopausa e timidezza: un tempo non erano considerate disfunzioni, ora sì. E sale il costo per sanità pubblica e famiglie: 4 miliardi all'anno. Ecco come le major del medicinale riescono a venderci farmaci inutili
di MICHELE BOCCI

Fonte: La Repubblica


NON CE n'è nemmeno uno. Sul calendario non sono rimasti più mesi, settimane o giorni liberi da malattie. Da prevenire, scoprire prima possibile, sconfiggere, studiare o raccontare a chi sta bene. Cancro, alzheimer, sclerosi multipla, aids sono protagoniste ogni anno di giornate mondiali o italiane, regionali o cittadine. Ma anche la menopausa, l'osteoporosi, l'incontinenza e addirittura la stipsi hanno i loro periodi dedicati, con appuntamenti nelle piazze, davanti ai supermercati, negli ambulatori. Sotto gazebo montati in centro si misurano glicemia e pressione, si fanno valutazioni odontoiatriche e audiometriche ai passanti. C'è un palcoscenico per ogni problema, che sia infettivo e raro come la meningite oppure diffusissimo come l'ipertensione. Molti forse non sanno che in Italia si celebra anche il mese della prevenzione degli attacchi di panico.



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Così ci ingannano sui farmaci
di Silvio Garattini 
Fonte: L'espresso

Uno studio rivela come le aziende farmaceutiche riscrivano gli articoli scientifici per gonfiare le virtù di una medicina o nasconderne i danni collaterali. Ed è sulla base di questi "falsi" che spesso vengono fatte le ricette  (26 ottobre 2010)

Gli articoli scientifici che riportano studi clinici controllati riguardanti nuovi farmaci rappresentano la base per redigere articoli più divulgativi che influenzano le prescrizioni da parte dei medici che raramente leggono gli articoli originali. Le industrie colgono questa opportunità per rendere gli articoli il più possibile favorevoli al nuovo farmaco, facendoli revisionare - o addirittura scrivere completamente - da esperti che rimangono anonimi, sono i cosiddetti "scrittori fantasma". Molto spesso non si tratta di modificare i risultati, ma di presentarli in modo attraente, enfatizzando piccoli risultati e minimizzando l'eventuale presenza di effetti tossici. Particolare attenzione viene riservata al riassunto del lavoro, perché in generale questo non è oggetto di molto interesse da parte dei valutatori, mentre rappresenta la parte dell'articolo che più frequentemente è letta e determina l'impressione finale da parte del lettore. 

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Francia, un farmaco sarebbe responsabile di 500-1.000 morti

Il Mediator e' stato ritirato dal mercato, usato per cura diabete e obesita'

Fonte: ANSA

PARIGI - E' stato ritirato dal mercato un medicinale (Mediator) per la cura del diabete, poi esteso ai pazienti che volevano perdere peso, prodotto dai laboratori francesi Servier: sarebbe infatti responsabile di centinaia di decessi in Francia, tra i 500 e i 1.000, secondo uno studio del Servizio sanitario nazionale (Cnam) pubblicato dal quotidiano le Figaro. In commercio dal 1976 il Mediator fa parte della famiglia delle 'fenfluramine' con un effetto ''taglia fame''.

 



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Fonte: http://www.informasalus.it/

Accuse di corruzione per Big Pharma
di Redazione InformaSalus

Big Pharma - in questo caso identificata con la Merck&Co., la Bristol-Myers Squibb, la GlaxoSmithKline e l'AstraZeneca - è sotto inchiesta per corruzione all'estero da parte del Dipartimento di giustizia e della Sec, la Consob americana. 

Tangenti a medici, politici, agenti di commercio, cliniche e ospedali per ottenere le autorizzazioni per un farmaco, far approvare una medicina o far scegliere un prodotto piuttosto che un altro: queste, in sostanza, le accuse rivolte alle multinazionali dei farmaci.  

L'inchiesta è partita sulla base del Foreign Corrupt Practices Act, legge del 1977 che vieta alle compagnie quotate in borsa di pagare funzionari degli altri paesi per fare affari. Si tratta di un'inchiesta globale: tra i paesi sotto esame ci sarebbero Brasile, Cina, Germania, Polonia, Russia, Arabia Saudita e Italia. Dopo aver ricevuto una lettera del Dipartimento di Giustizia che chiede di giustificare i movimenti di denaro, le compagnie sotto accusa hanno risposto che stanno già collaborando. 

Gli interessi in gioco sono sicuramente alti considerando che il business di Big Pharma all'estero è un terzo del suo totale, più di 103 miliardi di dollari.

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COMUNICATO STAMPA FEI
www.feierboristi.org

Medicinali vegetali tradizionali: Quanto allarmismo!

ma chi ha lanciato l’allarme si é documentato fino in fondo e ha compreso il contenuto della Direttiva 2004/24/CE? (Direttiva 2004/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che modifica, per quanto riguarda i medicinali vegetali tradizionali, la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano)

Ad aprile 2011 é prevista una scadenza che fa riferimento all’art. 2 comma 2 della direttiva succitata, 2004/24/CE del 31 marzo 2004, che così recita:

“ai medicinali vegetali tradizionali di cui all’articolo 1, già in commercio al momento dell’entrata in vigore della presente direttiva, le autorità competenti applicano le disposizioni della presente direttiva entro i primi sette anni dalla sua entrata in vigore”.

Quindi i sette anni decorrono dal 31 marzo 2004 e da qui si arriva al 1°Aprile 2011. Data però non corretta in quanto la direttiva in realtà è stata pubblicata in Gazzetta europea il 30 Aprile 2004, e quindi i sette anni vanno calcolati dal 30 aprile 2004 per cui la data ufficiale sarebbe il 1 maggio 2011.

 


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Ancora sull'inefficacia del vaccino contro la parotite

Fonte: ScienzaMarcia

A seguito della pubblicazione dell'articolo sulla ben poca efficacia del vaccino contro la parotite (od orecchioni che dir si voglia) cerchiamo di fare una maggiore chiarezza su questo vaccino e sulla sua presunta efficacia, tanto sbandierata dalle istituzioni sanitarie andando a sbirciare tra i dati presentati dalle fonti ufficiali.
Leggiamo su http://www.immunizationinfo.org/vaccines/mumps, sito governativo della rete federale per l'informazione sull'immunizzazione (ovvero sulla vaccinazione) che le due dosi di vaccino trivalente contro Morbillo, Parotite e Rosolia vengono somministrate la prima ad un anno di età e la seconda fra i 4 ed i 6 anni; in ogni caso (anche qualora si avesse fretta di somministrare entrambe le dosi per avere una maggiore protezione) bisogna che ci sia un intervallo di almeno 4 settimane fra le due iniezioni ("Two doses of MMR vaccine administered on or after the first birthday are recommended for all children. The first dose is generally given at 12 to 15 months of age, and the second dose is generally given at four to six years of age. There must be a minimum of four weeks between doses").
Questo ci permette di asserire che gli adolescenti vaccinati che hanno contratto la parotite (di cui si parla nell'articolo della CNN) avendo abbondantemente superato i 6 anni avevano già ricevuto entrambe le dosi del vaccino.

Sempre alla stessa pagina possiamo leggere che a seguito della somministrazione di tali vaccini una percentuale tra l'80 ed il 90%  di chi ha ricevuto la prima dose è immune, e che le due dosi dovrebbero proteggere la maggior parte dei bambini ("Under conditions of routine use in the United States 80-90 percent of those who receive MMR vaccine at one year of age or older are immune after the first dose. The two dos schedule should protect most children").

 

 


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Big Pharma, accuse di corruzione
"Pagano tangenti anche in Italia"

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Inchiesta del dipartimento di giustizia. "Dalle industrie farmaceutiche mazzette a politici, funzionari e medici di tutto il mondo"

dall'inviato ANGELO AQUARO di La Repubblica

NEW YORK - Pagavano governanti, medici, agenti di commercio. Pagavano e forse continuano a pagare ancora per vedersi autorizzare un farmaco, riuscire a fare approvare una medicina, costringere a scegliere un prodotto invece di un altro. Le pratiche della malasanità, si sa, non sono confinate negli angusti confini d'Italia. Ma in Italia possono avere trovato terreno sicuramente fertile i boss di Big Pharma a cui adesso l'amministrazione degli Stati Uniti sta finalmente cominciando a presentare il conto.

Dalla Merck alla Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline all'AstraZeneca i grandi nomi dell'industria farmaceutica per una volta ci sono tutti nell'inchiesta del Dipartimento di giustizia e della Sec, la Consob americana. Obiettivo: scoprire se e come le Quattro Sorelle dei farmaci ungevano i governi di mezzo mondo per inondare il mercato con i loro prodotti.

 


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Antidepressivi ai ragazzi: come casa farmaceutica corrompe i medici per prescriverli

fonte: BNET

Di Jim Edwards - 15 Settembre 2010

Le industrie Forest (FRX) sembra abbiano inizialmente sottostimato quanto fosse necessario pagare ai federali per farli andare via: nel 2009, sostennero di aver messo da parte 170 milioni di dollari in caso fosse stato necessario 'sistemare' un' investigazione del Dipartimento di Giustizia sulle tangenti che avevano pagato nel loro marketing di Celexa e Lexapro, due antidepressivi (in Italia sono venduti come Cipralex e Entact, Ndt) Oggi, la società ha pagato 313 milioni di dollari per coprire le indagini.  Molti hanno sporto denuncia nei confronti del management della società per i metodi usati in queste 'sistemazioni'.

L'errore fondamentale di Forest è stato il promuovere il Celexa per i bambini sebbene l' FDA (Food & Drug Administration, l'autorità statunitense del farmaco, Ndt) avesse specificatamente rigettato la medicina per i ragazzi, e sebbene i dati europei dimostrassero che non era utile sui giovani. La società face qualcosa di simile con il Lexapro, una vendita farmaceutica consigliava di mischiare il Lexapro con il succo di mela per far si che fosse più appetibile per i bambini.

 


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"Una molecola disorienta il cancro"
E sulle terapie si punta sugli antiacidi

Fonte: La Repubblica


Structure of sodium bicarbonate

Image via Wikipedia

È in grado - sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Nature - di far ignorare ai geni del tumore il loro "manuale di istruzioni interne". Arginando così la diffusione della malattia. Ma sul fronte della ricerca non è tutto. In Italia sono partiti i primi due trial clinici per sostituire i chemioterapici con i farmaci per l'acidità di stomaco

ROMA - La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro. E a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L'ultima novità in questo campo arriva da Nature: un gruppo di studiosi americani ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro 'manuale di istruzioni interne', blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, sul fronte della ricerca farmacologica dall'Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.

La molecola "americana". E' la prima molecola che riesce a far ignorare ai geni del cancro il loro "manuale di istruzioni interne". Così sopprime il processo del tumore alle sue radici. Per adesso è stata creata in laboratorio ma, dai primi esperimenti, sembra funzionare. Il risultato pubblicato su Nature si deve a un gruppo di ricercatori americani del Dana-Farber Cancer Institute. "Essere abili a controllare l'attività dei geni del cancro - dice James Bradner, del Dana-Farber Cancer Institute - può avere un impatto elevatissimo per la lotta contro questa malattia. Se si riesce a spegnere i geni responsabili della crescita delle cellule cancerose queste cellule muoiono".


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In un anno 396 vittime del vaccino

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In un anno 396 vittime del vaccino

Danni alla salute invece di prevenire l'influenza: inchiesta della Procura

RAPHAËL ZANOTTI - TORINO

Fonte: La Stampa

Nel giro di un anno le reazioni violente ai vaccini stagionali contro l’influenza, con danni alla salute dei pazienti, sono più che raddoppiate. Un dato preoccupante che il procuratore vicario di Torino, Raffaele Guariniello, ha deciso di indagare con l’apertura formale di un’inchiesta. La preoccupante statistica è dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, obbligata per legge alla sorveglianza sanitaria. Parla di 161 casi nella stagione 2008-2009 e di ben 396 in quella 2009-2010. Un dato che, in qualche modo, può essere spiegato dalla maggiore attenzione dovuta all’esplodere, nell’anno appena trascorso, della fobia per il virus A/H1N1, ma non solo.


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Vaccini e la suina: business miliardario
by Sepp Hasslberger

Sembra ormai lontano, il tempo della campagna isterica contro l'influenza suina e l'H1N1 che ha portato scompiglio nelle nostre case e miliardi nelle casse di Big Pharma. Però, se vogliamo armarci per meglio difenderci dalla prossima bufala, che sicuramente arriverà, bisogna rivisitare le passate vicissitudini e trarne le dovute deduzioni. 


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Immagine trovata qui


"Alla luce dei dati forniti dall’O.M.S. è chiaro che i casi di influenza suina non sono sufficienti a definire il contagio come pandemia," disse l'On. Domenico Scilipoti in un comunicato nel settembre del 2009. L'Onorevole poi chiese al Ministro della Sanità "se non sarebbe stato meglio utilizzare dei rimedi più naturali, stimolando così in modo non invasivo le difese immunitarie delle persone, invece di effettuare una campagna di vaccinazione tanto capillare." Ci ricordò ancora che "il vaccino utilizzato per la presunta influenza suina "epidemica" del 1976 ha causato la morte di 2000 persone ed in seguito è stato ritirato dal commercio, dopo aver ampiamente arricchito le case farmaceutiche."

Sembra che non abbiamo imparato nulla da ciò che è successo tra il 1976 e il 2009. Le autorità sanitarie di tutto il mondo sono ancora una volta  cadute nella trappola tesa da chi voleva guadagnare miliardi sulla nostra pelle. Il business cominciò con la vendita di un farmaco largamente inefficace, il famigerato Tamiflu (oseltamivir), del quale i governi, quello italiano incluso, comprarono milioni di dosi. Le vendite dei farmaci antivirali per influenza sono quintuplicate rispetto all'anno precedente: hanno raggiunto un totale di 4,2 miliardi di dollari, 3,1 miliardi dei quali per il Tamiflu svizzero Roche.  

Poi fu la volta del vaccino, preparato in fretta e furia e venduto ai governi come unico mezzo per evitare la catastrofe. Non era possibile sperimentarlo per accertarne né l'efficacia né l'innocuità, ma questo è un piccolo dettaglio del quale non si parla nelle comunicazioni ufficiali. Tanto, era stato proclamato il massimo livello di allerta e poi ... i vaccini erano raccomandati dall'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Salute. Le vendite di vaccini dovute alla "pandemia" H1N1 sono state stimate in circa 12 miliardi di dollari.

C'era solo un problema. La pandemia non ci fu e il pubblico non si fidò delle raccomandazioni a vaccinarsi tutti. Così, centinaia di milioni di dosi del vaccino H1N1 non sono stati usati e giacciono tuttora nelle celle frigorifere della Croce Rossa, aspettando la nuova stagione influenzale quest'autunno, oppure la richiesta di un paese che ne abbia bisogno - chissà per quale ragione. Questo però fa poca differenza per le case farmaceutiche. Ormai loro hanno venduto e incassato. 


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Trattamento sanitario obbligatorio ( Legge 180) per le neo-mamme.

di luciano Gianazza (Medicinenon)

Non è il titolo di una nuova soap opera, ma è l'ennesimo tentativo di imbottire di psicofarmaci chi sta per avere o ha appena avuto un bambino, che a sua volta riceverà la sua dose tramite l'allattamento, due piccioni con una fava. Un'eventualità che potrebbe riguardarti se una nuova proposta pro farmaci venisse approvata.

Questo è business, creato ad hoc tramite i media. Basta mettere nelle news tre o quattro casi di madri che gettano il loro figlio dalla finestra, mettere in moto una delle tante associazioni di categoria (lobby), quella dei ginecologi per esempio, che fa pressione sui politici presentando statistiche false (arrotondate con qualche zero in eccesso), ragioni costruite, sempre ad hoc, per cui è necessario riempire di farmaci le mamme, la cosa segue gli iter burocratici, magari con procedura di urgenza e alla fine il Ministro della Salute approva.

Fazio ci deve ancora dire come è andata a finire con i milioni di euro che ci ha fatto spendere per i vaccini per la pandemia della suina, vaccini che tuttora vengono refrigerati (a pagamento) in celle frigorifere in tutta Italia, per poi essere smaltiti come rifiuti speciali (a pagamento) alla data di scadenza, se non troviamo qualche paese africano che ce li compri a prezzo scontato, di modo che “quegli ignorantoni del terzo mondo” possano farci da discarica biologica a buon prezzo.


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Una ricerca pubblicata dal Canadian Medical Association Journal afferma che prendere antidepressivi durante la gravidanza aumenterebbe il rischio di aborto spontaneo di più di due terzi, nei casi estremi, quando ci si trova di fronte all’assunzione di un mix di antidepressivi la probabilità raddoppia.

Lo studio dell’università di Montreal ha analizzato le condizioni di 5.124 donne che avevano avuto un aborto spontaneo, verificando l’associazione tra questo e l’assunzione di due inibitori della serotonina: la paroxetina e la venlafaxina.

Le analisi hanno dimostrato che il rischio di aborto cresceva fino al 68 per cento se si assumeva un solo inibitore della ricaptazione della serotonina, mentre aumentava del 100 per cento con l’assunzione di più antidepressivi.


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