News della categoria Salute
Ogm: al via in Italia la sperimentazione di riso con vaccino?
di Alessia Ferla
Fonte: Informasalus.it
Ha ottenuto il via libera in Italia la sperimentazione di un riso geneticamente modificato in modo da contenere un vaccino. L'autorizzazione è stata data dal ministero per le Politiche agricole in seguito alla revisione dei protocolli sperimentali di ricerca. La sperimentazione “avverrà in campo aperto, ma in condizioni sperimentali controllate e secondo criteri molto restrittivi”, ha rilevato Elisabetta Lupotto, del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura).
La Confederazione Italiana Agricoltori commenta la possibile coltivazione di riso biotech con vaccino nel nostro Paese: senza certezze sulla salubrità del prodotto, nessuna piantagione in campo aperto in Italia.
“Il riso biotech con il 'vaccino', per il momento, non verrà coltivato in Italia”, ha commentato in una nota la Cia che aggiunge: “Nel nostro Paese, infatti, le sperimentazioni in campo aperto sono bandite dal 2007. Questo non significa che siamo ostili alla ricerca, ma al contrario vorremmo che fosse sviluppata, dove possibile, per offrire le dovute garanzie di 'non contaminazione' a quei produttori che operano con metodi convenzionali, biologici o biodinamici”.
COMUNICATO STAMPA
LE MEDICINE COMPLEMENTARI RIDUCONO LA SPESA SANITARIA
E ALLUNGANO LA VITA LO DIMOSTRA UNO STUDIO PUBBLICATO SULL’EUROPEAN JOURNAL OF HEALTH ECONOMICS
Milano, 14 luglio 2011
Lo studio pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista internazionale è stato condotto da due ricercatori olandesi, Peter Kooreman ed Erik W. Baars, che hanno analizzato i dati assicurativi di circa 150.000 persone in un arco di tempo che va dal 2006 al 2009. In particolare hanno confrontato il costo del medico di medicina generale, le cure ospedaliere, la spesa farmaceutica e quella per attività paramediche, le date di nascita e morte degli assicurati. Il risultato mette in evidenza come i pazienti dei medici che hanno maturato anche una formazione in medicina complementare presentano un tasso di mortalità inferiore fino al 30% ed una analoga riduzione della spesa per le cure con percentuali che cambiano in relazione alla fascia di età e al tipo di medicina complementare utilizzata.
La minor spesa sanitaria è imputabile, secondo lo studio, a un numero inferiore di ricoveri ospedalieri e ad un ridotto ricorso a medicinali da prescrizione: in pratica i medici formati nelle medicine complementari tenderebbero a privilegiare la prevenzione e a promuovere la salute invece che a ricorrere a trattamenti farmacologici intensivi senza motivate ragioni.
POLEMICA TRA ESPERTI, L’EQUIPE DEL PREMIO NOBEL MONTAGNIER
PRENDE POSIZIONE SULLE RICERCHE SULLA MEMORIA DELL’ACQUA
Vitiello (Università di Salerno): “Il lavoro di Montagnier è assai serio, e apre nuove prospettive per la scienza, lo critichi solo chi ne ha la competenza scientifica”. Del Giudice (Istituto Nazionale Fisica Nucleare): “Chi non conosce la fisica, provveda a impararla prima di criticare a vanvera”. Roberti di Sarsina (esperto Cons Sup di Sanità): “Le affermazioni di Remuzzi contro le medicine non convenzionali sono solo sommarie generalizzazioni”.
Milano, 26/07/11 – Com’era prevedibile, divampa la polemica sull’ultima ricerca del Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, che in un lungo articolo scientifico pubblicato sulla rivista “Journal of Physics” dimostra l’esistenza di una “memoria dell’acqua biologica”, in grado di mantenere traccia del DNA batterico anche al di sotto alla soglia minima di presenza dello stesso, e quindi – sostengono gli omotossicologi – può forse dimostrare anche la funzionalità di principi attivi farmacologici superdiluiti. Una nuova frontiera della “low-dose medicine” che porterà alla creazione di farmaci senza effetti collaterali, secondo un paradigma molto simile a quello dell’omeopatia, s’interrogano i medici? Il Dott. Giuseppe Remuzzi (Istituto Mario Negri di Milano) interviene scettico sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/salute/11_luglio_25/remuzzi-polemica-omeopatia-memoria-acqua_380838e4-b6af-11e0-b3db-8b396944e2a2.shtml), criticando sia il lavoro di Montagnier che la rivista che l’ha pubblicato.
Gastriti in aumento a causa dei farmaci
di Alessia Ferla
L'aumento dei casi di gastrite, registratosi negli ultimi anni a livello mondiale, è dovuto all'abuso di farmaci, non soltanto gli antibiotici e i medicinali su prescrizione medica ma anche i prodotti da banco (antinfiammatori e analgesici utilizzati in diverse situazioni).
Uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Liverpool evidenzia come negli ultimi 10 anni è quasi scomparso il batterio Helicobacter Pylori, fino a poco tempo fa il principale sospettato nei casi di gastrite. Crescono, viceversa, le gastriti dovute all'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, impiegati anche come analgesici e antipiretici.
L’ACQUA VIENE «INFORMATA» DAI PRINCIPI ATTIVI IN ESSA DILUITI
Memoria dell'acqua, si riaccende il dibattito sull’omeopatia
Il Dna emette e trasmette segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite
Fonte: Il Corriere della Sera
24 luglio 2011
DnaMILANO - Il Dna è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Frequenze che in passato, nel corso di un esperimento, furono trasformate in suoni. La voce del Dna. Insomma, il Dna «comunica» all’acqua che memorizza e divulga il messaggio.
Uno studio italo-francese che ne riporta alla mente un altro lontano nel tempo e molto contestato dalla comunità scientifica internazionale: quello della «memoria dell’acqua», pubblicato da Nature nel 1988 e poi cancellato perché non ripetibile. Il medico e immunologo Jacques Benveniste (1935-2004), noto a livello internazionale per i suoi studi sulle allergie e sul sangue, all’epoca direttore della ricerca medica all’Inserm (il Cnr francese), è l’autore di quell’esperimento. Benveniste fu poi accusato di truffa e di conflitti di interesse con le aziende di prodotti omeopatici. Seppur additato dalla scienza internazionale, non fu mai licenziato dall’Inserm, cosa che invece avvenne per la sua segretaria, e continuò i suoi studi fino alla sua morte. Questa nuova ricerca sembrerebbe aver trovato una chiave scientifica a quello che cercò di provare Benveniste. Che oggi, se fosse ancora vivo, sarebbe super felice nel leggere quanto scoperto dal team italo francese e pubblicato su una delle riviste di fisica più prestigiose, il Journal of Physic. Titolo del lavoro: Dna,waves and water, che ad effetto gioca tra le parole Dna, onde (elettromagnetiche) e acqua. Ma ancora più importante è il nome di chi ha guidato il team francese: il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier insieme ai biologi Lavallè e Aissa. Il secondo gruppo di ricerca, l’italiano, era invece di fisici. Coordinato da Emilio Del Giudice, (Iib, International Institute for Biophotonics, di Neuss in Germania) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di matematica ed informatica dell’università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White Hb di Milano).
Tumori e telefonini: il rischio raddoppia se le aziende non 'pagano' le ricerche
di Emanuele Isonio
Fonte: Valori - Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità
Preso da Informasalus
Cellulari e rischi per la salute

Negli studi sul rapporto tra cellulari e tumori, il fattore determinante potrebbe essere quello dei condizionamenti economici. Delle grandi aziende su chi fa ricerca.
Mentre tutti i giornali sparavano la notizia della (timida) retromarcia dell’Oms, che ha definito “potenzialmente cancerogeni” i telefonini, un gruppo di epidemiologi italiani, guidati da Angelo Levis, ha evidenziato un aspetto ben più interessante: gli studi effettuati “in cieco” (in cui, cioè, i ricercatori non sono a conoscenza se un soggetto faccia parte del gruppo degli esposti a un fattore cancerogeno o del gruppo di controllo) e non finanziati dalle aziende mostrano una correlazione positiva tra uso prolungato dei cellulari e aumento dei tumori del nervo acustico. Gli studi non “in cieco” invece non mostrano correlazioni. E finiscono quindi per assolvere i telefonini.
Endocrinologia del Mercurio
Effetti della tossicità da Mercurio sul sistema Endocrino
http://www.autismpedia.org/wiki/index.php?title=Mercury_Endochrinology
AutismPedia è nata nell'ottobre del 2008 per dare voce ed essere l'avanguardia del movimento e per migliorare la salute dei bambini nello Spettro Autistico. E' una libera Enciclopedia scritta da genitori, medici, clinici, ricercatori e tutte le persone attive all'interno del Movimento Biomedico.
Introduzione
E' ben documentato che il mercurio è un distruttore chimico del sistema endocrino sia negli animali che negli uomini. Anche bassi livelli di esposizione distruggono molte funzioni ormonali e la funzione di:
ghiandola pituitaria
ghiandola tiroidea
processo di produzione degli enzimi
Persone con livelli elevati di mercurio nel corpo hanno anche:
disturbi ormonali
disturbi immunitari
infenzioni fungali ricorrenti
infezioni da batteri croniche [1]
perdita di capelli e allergie
Le ghiandole endocrine secernono il loro prodotto, gli ormoni, diretamente nel flusso sanguigno. [2] Molti ormoni sono basati su steroidi o amminoacidi.[2] Gli ormoni più spesso colpiti dal mercurio sono:
insulina
estrogeno
testosterone
adrenalina
Quasi tutti gli ormoni hanno siti di legame capaci di connettersi a cofattori metabolici, ma anche il mercurio può legarsi a loro. Frequentemente, il mercurio ha una forte affinità con questi siti di legami rispetto ai normali attivatori; benchè l'ormone sia presente nel flusso sanguigno, potrebbe non essere in grado di attivarsi come si suppone che si dovrebbe attivare.
Lo scorso anno alcuni ricercatori della Yale University hanno verificato che somministrare anche un solo ciclo di antibiotici a bambini prima dei sei mesi può aumentare del 40% il rischio di sviluppare asma. Questo rischio aumenta al 70% nel caso di un ulteriore secondo ciclo.
Il dott. George Kassianos, portavoce del Royal College of General Practitioners ha affermato: “Dobbiamo essere molto cauti con le prescrizioni di antibiotici ai bambini. Inoltre, supportati da questi recenti studi, saremo in grado di convincere più facilmente i genitori della necessità di evitare gli antibiotici a meno che non siano assolutamente necessari”.
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gut, ha dimostrato che i bambini a cui viene prescritto almeno un ciclo di antibiotici dall'età di quattro anni in poi hanno una doppia probabilità di sviluppare malattie dell'apparato intestinale come la sindrome del colon irritabile (IBS: Irritable Bowel Syndrome) e/o il Morbo di Crohn.
Cosa dice in tal proposito la classe medica?
La classe medica si sta lentamente rendendo conto che i farmaci antibiotici possono favorire la crescita di batteri e altri organismi dannosi per l'intestino, e che possono scatenare l'insorgenza di disturbi.
Gli antibiotici inoltre distruggono i batteri “buoni” e altri microrganismi conosciuti come componenti la “microflora batterica dell'intestino”.
Il dott. Anders Hviid del Statens Serum Institute di Copenhagen, Danimarca, che ha condotto lo studio, ha affermato: “Gli antibiotici sono fra le scoperte più importanti della medicina moderna, ma la decisione del loro utilizzo clinico deve essere basato su un'attenta valutazione.
Il nostro studio ha dimostrato un collegamento con l'insorgenza di problemi all'intestino, ma non possiamo concludere che questo collegamento sia necessariamente casuale”.
Ma gli integratori funzionano o no?
di Filippo Ongaro

Nei confronti degli integratori alimentari (più precisamente detti nutraceutici) esiste molto scetticismo e parecchia disinformazione. La classe medica certamente non ha contribuito a diffondere informazioni scientificamente valide sul tema a causa di un misto di incompetenza, disinteresse e malafede. Per questo ancora oggi si sentono spesso opinioni di esperti o pseudotali che sostengono che non servono a nulla, che sono soldi buttati via o addirittura che sono dannosi.
La verità però è molto diversa. Intanto un numero immenso di studi dimostral’utilità preventiva e terapeutica di sostanze nutrizionali e fitoterapici. Inoltre viene stimato che oltre il 90% delle persone presenti una o più deficienze nutrizionali, non cosi gravi da far insorgere un’avitaminosi acuta, ma sufficienti ad alterare nel tempo il metabolismo e ad aumentare il rischio di malattie croniche.
Spesso mancano, è vero, grandi studi randomizzati, simili a quelli usati per valutare i farmaci. Ma questo tipo di studio è disegnato per valutare l’effetto di un farmaco su una singola patologia e si adatta male a comprendere i molteplici effetti dei nutrienti sulla salute. Inoltre gli studi randomizzati non hanno in genere durata sufficiente a valutare gli effetti di sostanze naturali che agiscono con tempistiche molto più lunghe rispetto ai farmaci.

Davide contro Golia. Una storia che si ripete da secoli, con il primo che a volte è riuscito anche a spuntarla. E’ il caso degli agricoltori americani nei confronti del colosso della genetica alimentare Monsanto, che detiene negli States il brevetto dei geni contenuti nel 95% dei semi di soia e nell’80% del mais.
Oltre al quasi totale monopolio, Monsanto ha sovente fatto causa agli agricoltori per l’uso improprio dei suoi brevetti; anche quando ciò è avvenuto in maniera del tutto involontaria e all’insaputa degli stessi coltivatori. Ci sono stati casi in cui, sulle colture di campi contigui a quelli gestiti dal colosso agricolo, si sono posate accidentalmente sostanze contenenti geni da essa elaborati (ad esempio per minuscole particelle trasportate dal vento), e dunque le piccole aziende sono state costrette a pagarle un risarcimento.
Grazie a queste cause, la Monsanto ha ricavato oltre 15 milioni di dollari.
Ma c’è una speranza che possa essere messa fine alla prepotenza di questa multinazionale alimentare, da sempre nell’occhio del ciclone per un’etica quanto meno dubbia (vedere il bellissimo libro e documentario “Il mondo secondo Monsanto” di Marie-Monique Robin). E’ stata infatti fatta partire una class action promossa dalla Organic Seed Growers & Trade Association, et al. contro l’azienda, con i primi che includono 12 aziende produttrici di semi, 26 aziende agricole e 22 associazioni agricole. L’oggetto della causa riguarda proprio il diritto o meno della Monsanto di citare in giudizio gli agricoltori per violazioni dei brevetti, anche quando le sementi geneticamente modificate finiscono accidentalmente sulla loro proprietà.
Elettrosmog: a Roma nuove denunce per Radio Vaticana

È tuttora vigente il problema dell'inquinamento da onde elettromagnetiche provenienti dalle antenne di Radio Vaticana e della Marina Militare installate nella zona di Roma Nord.
Sono state presentate il 7 giugno scorso alla Procura della Repubblica di Roma due nuove denunce e 9 cartelle cliniche (altre 11 sono state consegnate tempo fa) da parte del comitato Bambini senza onde. Il comitato riunisce genitori e cittadini di Roma Nord che promuovono la lotta all'inquinamento di onde elettromagnetiche emesse dagli impianti della radio, sulla base della ricerca epidemiologica che ha evidenziato l'eccessiva incidenza di leucemia, linfomi e mielomi nelle zone di Cesano, Olgiata, La Cerquetta, La Storta, S.Maria di Galeria, Osteria Nuova, Anguillara, Campagnano e Formello.
DI MIKE ADAMS
Natural News
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Anche se gli ospedali in Germania si stanno riempiendo di persone infettate da un ceppo super-potente e super resistente agli antibiotici di E. Coli che sembra essere stato bioingegnerizzato, le autorità sanitarie europee stanno cogliendo al volo l’opportunità per diffondere la paura per gli alimenti biologici quando ancora si ignorano le vere cause della contaminazione, ossia l’abuso di antibiotici nella gestione degli allevamenti.
Il valzer per l’attribuzione della colpa per l’E. Coli è diventato un gioco delle sedie. All’inizio hanno incolpato gli Spagnoli come forma di rappresaglia per la sua resistenza nell’accettare gli OGM. Tutto questo ha portato gli agricoltori spagnoli alla bancarotta con una selvaggia campagna di delegittimazione. Dopo aver devastato il settore agricolo spagnolo, hanno iniziato a instillare a casaccio il terrore su una serie di vegetali: prima i cetrioli, poi la lattuga e alla fine i pomodori.
E ora la colpa ha fatto il giro completo e viene attribuita ai produttori biologici di germogli in Germania!
Affiora la prova forense che il superbatterio e.coli in Europa è stato ingegnerizzato per provocare decessi
di Mike Adams, the Health Ranger
NaturalNews.com
(NaturalNews) Anche se la gara per dare la colpa ai vegetali è attualmente in corso in tutta l'UE, dove un ceppo di E. Coli super resistente sta facendo ammalare pazienti e riempendo gli ospedali in Germania, praticamente nessuno sta parlando di come l'E.coli è magicamente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.
Questa particolare variante dell'E.coli è un membro del ceppo O104, e i ceppi O104 non sono quasi mai (normalmente) resistenti agli antibiotici. Per acquisire tale resistenza, devono essere ripetutamente esposti agli antibiotici al fine di fornire la "pressione di mutazione" che li spinga verso l'immunità completa al farmaco.
Quindi, se siete curiosi di conoscere le origini di tale ceppo, potete in sostanza analizzare in dettaglio il codice genetico dell'E.coli e determinare con sufficiente precisione a quali antibiotici è stato esposto durante il suo sviluppo. Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e quando si guarda la decodificazione genetica di questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori di prodotti alimentari in tutta l'UE, emerge un quadro affascinante di come è stato generato.
''Rischi di cancro dal telefonino''. Esperti dell'Oms lanciano l'allarme
Milano (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Studio di un gruppo di 31 scienziati di 14 Paesi sui rischi prodotti dai campi elettromagnetici: al momento evidenze per il glioma, un tipo di tumore cerebrale maligno
Fonte: IGN Adnkronos
L'uso del telefono cellulare potrebbe aumentare il rischio di ammalarsi di cancro. Lo sostiene un gruppo di esperti dell'International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell'Oms.
Il panel di esperti classifica i campi elettromagnetici a radiofrequenza prodotti dai cellulari quali "possibili cancerogeni per l'uomo". Il gruppo di lavoro, 31 scienziati di 14 Paesi, si è riunito nella sede della Iarc a Lione dal 24 al 31 maggio proprio per valutare, sulla base degli studi condotti finora, il potenziale rischio di cancro associato alle onde prodotte dai mezzi comunicazione wireless.
Fonte: Help Consumatori
Farmaci contro osteoporosi, Agenzia europea avverte: attenzione ai bifosfonati
Dall'Agenzia europea dei medicinali arriva un avvertimento: i bifosfonati, farmaci usati per l'osteoporosi, sono efficaci, ma possono aumentare il rischio di fratture atipiche del femore, fratture cioè che avvengono senza traumi o con traumi minimi. Ne dà notizia Altroconsumo che spiega che una classe di farmaci usati contro l'osteoporosi (acido alendronico, acido clodronico, acido etidronico, acido ibandronico e acido neridronico, tutti disponibili anche come farmaci equivalenti) è stata oggetto di una revisione da parte dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema).
"Benché i benefici nel trattamento e nella prevenzione delle malattie delle ossa siano per ora superiori ai rischi l'Ema ha rilevato che i bifosfonati comportano anche un aumento del rischio di fratture atipiche del femore". Per questo alle informazioni del prodotto di tutti i medicinali contenenti bisfosfonati e autorizzati dall'UE deve essere aggiunta un'avvertenza del rischio di fratture atipiche del femore.
J&J rischia 1 miliardo di dollari per l'indagine sul Risperdal
FiercePharma
Da Tracy Staton
Maggio 2011
USA: Il Wall Street Journal afferma che la Johnson & Johnson potrebbe essere costretta ad un risarcimento di circa un miliardo di dollari per risolvere l'indagine del governo sulla commercializzazione del Risperdal.
Questo sarebbe il terzo più grande risarcimento per il marketing illegale di psicofarmaci in una causa tra un colosso farmaceutico e il governo degli Stati Uniti; solo Pfizer ed Eli Lilly ne hanno pagati di maggiori.
All'inizio di questa settimana, la J&J ha svelato alla Commissione per i Titoli e gli Scambi di aver accantonato una somma non meglio specificata per coprire un potenziale risarcimento sul Risperdal. La società aveva già messo da parte circa 1,4 miliardi di dollari dei guadagni del primo trimestre per coprire spese legali.
Il Wall Street Journal afferma che i funzionari della J&J erano sorpresi che i pubblici ministeri stessero insistendo per un risarcimento così elevato. In verità i pubblici ministeri stanno cercando di ottenere il risarcimento per le accuse di marketing illecito del Risperdal, usando come parametro di riferimento la causa della Lilly che ha pagato 1,4 miliardi di dollari per risolvere l'indagine sullo Zyprexa. La differenza tra i due sta nel fatto che le presunte violazioni della Lilly, erano continuate per un periodo più lungo. Particolari accuse contro J & J non sono state rese note.
Il Parlamento europeo è favorevole alla proposta di etichettare l'aspartame come pericoloso per le donne incinte.
Fonte: SicurezzaAlimentare.it

Il Comitato per l’Ambiente del Parlamento europeo sta facendo pressione affinché sia istituito un avvertimento in etichetta sui prodotti contenenti aspartame, attestante la sua potenziale pericolosità per le donne incinte. Questo nonostante i pareri dell'EFSA e dell’Agenzia per la sicurezza alimentare francese ANSES che affermano l’insufficienza delle prove scientifiche disponibili nel rendere necessario un riesame della sicurezza del dolcificante.
"Contiene aspartame (una fonte di fenilalanina, potrebbe non essere indicato per le donne incinte)", così recita la proposta di etichettatura, attualmente in valutazione, emendata di recente dalla deputata francese Corinne Lepage, in seguito alla pubblicazione di uno studio epidemiologico danese che ha messo in luce una correlazione statistica tra il consumo di bevande analcoliche contenenti dolcificanti e l’aumento del rischio di parto prematuro indotto medicalmente in seguito a complicazioni. Gli autori dello studio hanno affermato la necessità di ulteriori studi per verificare se vi sia o meno un nesso di causalità.
Il segnale del picchio verde
Fonte: Tanker Enemy
Il 14 ottobre 1976, tutte le comunicazioni radio del globo furono interrotte da segnali radio di forte intensità. Le emissioni erano irregolari e si alternavano frequenze molto elevate a frequenze molto basse.
L'Unione sovietica, dopo essere stata identificata come la diretta responsabile, presentò delle formali scuse a tutti i paesi che avevano protestato. I loro "esperimenti" erano all'origine di questi disturbi. Poco dopo i Russi cambiarono lunghezza d'onda e cominciarono così le emissioni di gigantesche onde elettromagnetiche stazionarie.
I Sovietici avevano usato il "PIVERT", chiamato anche "Woodpecker" (Picchio), a causa del caratteristico suono ritmato che i rilevatori di segnali elettromagnetici avevano registrato. Questo suono assomiglia al rumore che si produce, battendo su una tavola con una penna, a una velocità di 14 colpi al secondo. Pare che il segnale venisse dalle città sovietiche di Riga e di Gomel, dove i Sovietici sperimentavano dei mastodontici generatori ad energia continua basati sulla tecnologia di Tesla. Come bersaglio fu scelta l'ambasciata statunitense a Mosca: tra il personale del consolato molti accusarono disturbi di varia natura (cefalea, insonnia, inappetenza, irritabilità, depressione...); alcuni furono colpiti da patologie, anche gravi, tra cui emorragie cerebrali, ictus, attacchi epilettici e tumori.
Erbe medicinali si cambia al via alla registrazione semplificata
Articolo di Repubblica
Dal primo maggio entra in vigore la Direttiva Ue che disciplina l'uso delle erbe officinali. Cambiano i tempi, i modi e i requisiti che devono avere i prodotti della medicina cinese, ayurvedica, tibetana. La discussione impazza sul web, dove in molti si preoccupano per la scomparsa di medicinali ed integratori alimentari a base di estratti vegetali
di MARIAPAOLA SALMI
ROMA - Tutti in allarme per le piante medicinali. Dal primo maggio entrerà a regime una normativa che ne disciplina l'utuilizzo, la produzione, la trasformazione e la commercializzazione. In particolare, secondo la Direttiva 2004/24/CE 1, entro sette anni i prodotti vegetali classificati come "medicinali vegetali tradizionali" (Herbal Medicinal Drug) devono adeguarsi a uno specifico iter registrativo per essere immessi sul mercato. E così, gli esperti del settore temono che i prodotti non allineati possano rischiare grosso.
L'allarme per la scomparsa di medicinali e integratori alimentari a base di estratti vegetali è stato amplificato da internet e dai numerosi blog sull'argomento che, in alcuni casi, parlano di "catastrofe". L'acceso dibattito riguarda la natura delle erbe mediciali, tutti si chiedono se debbano essere considerate alimento o farmaco, se ci saranno limitazioni in Italia all'utilizzo di fitoterapici e integratori e se, soprattutto, la Direttiva europea 2004/24 si concretizzerà in una restrizione della libertà di cura. Alliance for Natural Health (ANH), il sito di Naturamedica.com insieme a molte altre associazioni di consumatori europei e non solo, hanno lanciato petizioni cui hanno fatto riscontro decine di migliaia di adesioni, affinché la European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD) non diventi operativa.
Colorante caramello, un rischio è nascosto in molti alimenti
Fonte: La Repubblica
L'autorevole rivista scientifica Lancet Oncology pubblica uno studio dello Iarc: nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene, una sostanza contenuta in alcuni coloranti presenti in molte bevande e alimenti
di MONICA RUBINO
SI TROVA in molte bibite, dalle cole al chinotto, ma anche nelle caramelle, in alcuni aceti balsamici e nella salsa di soia. Insomma in moltissimi alimenti che hanno bisogno di un'iniezione di colore marrone scuro. Stiamo parlando del colorante caramello solfito-ammoniacale, in codice E150 d, che secondo uno studio appena uscito sul numero di aprile del Lancet Oncology 1, è un possibile cancerogeno. Sotto accusa è un sottoprodotto del caramello in questione, il 4-MEI (4metilimidazolo), residuo non voluto del processo di produzione dei caramelli a base di ammoniaca. La ricerca è stata condotta dallo Iarc 2, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, che ha classificato il 4-MEI tra le 249 sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo, cioè nel cosiddetto gruppo 2B.
Nube radioattiva: dobbiamo usare lo iodio?
di Roberto Gava
Fonte: Informasalus
Come ho scritto in un mio recente articolo (Ripercussioni sanitarie in caso di disastro nucleare), anche se dicono che la nube radioattiva giapponese è giunta oggi (23 marzo 2011) sopra il nostro Paese, non credo che ci siano dei reali pericoli per noi e, in modo particolare, per i nostri figli.
Nel suddetto articolo, infatti, avevo spiegato che i bambini, specie quelli molto piccoli, sono particolarmente a rischio di danni tiroidei quando nell’ambiente (aria, acqua e/o cibo) sono presenti in concentrazione eccessiva dei composti radioattivi di un isotopo dello iodio (mi riferisco specificatamente allo iodio-131).
Riflettendo comunque su questa nostra società sempre più inquinata e squilibrata sotto tutti i punti di vista (non mi riferisco solo all’ambiente in cui viviamo e cioè agli squilibri esterni a noi, ma mi riferisco pure agli squilibri interni a noi che coinvolgono tutto il nostro sistema psiconeuroendocrinoimmunologico [PNEI] e, purtroppo, paiono interessare anche i nostri figli più piccoli), ho pensato che non si può escludere che anche basse concentrazioni di sostanze radioattive alterino degli equilibri endocrini già instabili o debolmente stabili dando il via a reazioni patologiche in alcuni particolari soggetti (anche se considero questa evenienza molto rara).
Ho pensato allora di scrivere questo secondo articolo per fornire dei consigli pratici aggiuntivi e più specifici di quelli inseriti nell’articolo precedente.
Fonte: Luogocomune
In un raro esempio di giornalismo al servizio dei "consumatori", alla TV svizzera italiana è andato in onda un servizio che pone delle domande sul Gardasil, il chiacchierato vaccino per il papilloma virus, il cui utilizzo viene rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.
Ma come funzionano i vaccini contro il papillomavirus? Sono efficaci? Necessari? Innocui? Rischiosi? E perché il “mercato” dei vaccini sembra allargarsi sempre più?
Questi sono alcuni dei temi affrontati nel servizio, …
Prova Scientifica: Gli antipsicotici riducono il cervello
di Vera Hassner Sharav
26 febbraio 2011

I trattamenti tramite antipsicotici sono associati ad una riduzione del volume di materia grigia. Nei pazienti che hanno ricevuto più di un trattamento con antipsicotici è presente una diminuzione progressiva del volume di materia bianca.
Le immagini, a lungo attese, di 14 anni di risonanze magnetiche (MRI) risultanti dagli studi del dottor Nancy Andreason su 211 pazienti, documentano un restringimento progressivo del volume di tessuto cerebrale nei pazienti a cui sono stati prescritti antipsicotici la prima volta che hanno sperimentato un episodio di psicosi.
La scoperta, pubblicata su The Archives of General Psychiatry (un estratto qui sotto) mostra un rapporto diretto di causa tra il dosaggio, la durata dell'esposizione agli antipsicotici e il restringimento del cervello:
- Ad una più lunga esposizione corrisponde un più piccolo volume del tessuto del cervello ed un aumento di volume del fluido cerebrospinale.
- Dopo aver controllato gli effetti di altri 3 fattori predittivi, un trattamento di maggiore intensità tramite un antipsicotico è stato associato con indicatori di una riduzione generalizzata e specifica dei tessuti del cervello.
- Un trattamento antipsicotico continuato è stato associato a volumi inferiori di materia grigia. La diminuzione progressiva del volume di materia bianca era più evidente nei i pazienti che hanno ricevuto più trattamenti con antipsicotici.






Ultimi commenti