News della categoria Legislazione

Il DDL sulla dislessia va contro la volontà popolare manifestata con oltre 4000 firme e recepita nel 2008 da una legge provinciale

non dare mai psicofarmaci ai bambiniTrento. Oggi, martedì 13 settembre, si riunirà la quarta commissione nella sala Lenzi di Palazzo Trentini per discutere del recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Questo DDL, così come è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Non è necessario andare molto lontano per vederne gli effetti deleteri. Dobbiamo solamente guardare a quello che succede in Alto Adige. Nella nostra vicina provincia, di fatto, questo disegno di legge sulla dislessia è in vigore da parecchi anni. Si fanno regolarmente i test sui DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento), molti bambini vengono seguiti dal logopedista, i bambini etichettati con un DSA vengono segnalati sui registri scolastici al fine di introdurre criteri di valutazione differenti, ecc. Un esempio di effettiva applicazione dei principi sostenuti dal disegno di legge in discussione in Trentino sulla dislessia. Quali sono i risultati?

Prendiamo ad esempio il comune di Merano con una popolazione di 38.229 abitanti. Secondo le informazioni fornite dalla Dr.ssa Donatella Arcangeli del centro di neuropsichiatria infantile di Merano, in questo comune i bambini seguiti dal centro sono ben 160 e 40 di questi sono soggetti a trattamento con psicofarmaci. Il Trentino ha una popolazione di 529.457 abitanti. Possiamo quindi stimare che, senza gli opportuni correttivi, dopo circa dieci anni di applicazione del presente disegno di legge ci saranno circa 2.230 bambini seguiti dai centri di neuropsichiatria infantile con circa 550 bambini trattati con psicofarmaci.

In questo disegno di legge è insita purtroppo anche un'altra insidia che lo renderebbe fortemente illiberale. Prendiamo sempre ad esempio la Provincia di Bolzano dove i principi ispiratori di questa legge sono ben consolidati. In una risposta a un'interrogazione provinciale (Anfrage187-9), l'assessore alle politiche sociali di Bolzano Richard Theiner ha scritto: «...Nel caso in cui i genitori non facciano niente e si vede che il bambino preso in considerazione si trova ancora in una situazione di rischio, per quanto riguarda la sua crescita e le sue capacità nella vita sociale della classe e/o nelle sue capacità di apprendimento, la scuola deve farne rapporto ai servizi sociali, in modo che questi, in qualità di rappresentanti dell'obbligo di assistenza statale, visitino la famiglia e intraprendano le misure necessarie per assicurare il benessere del bambino...». In altre parole secondo Theiner la scuola avrebbe il diritto di decidere se il genitore si sta comportando bene in merito al percorso educativo di suo figlio e dovrebbe segnalarlo ai servizi sociali al fine di intervenire coercitivamente. Non è certo necessario dilungarsi ulteriormente sulle problematiche emerse recentemente sull'operato dei servizi sociali in merito all'allontanamento dei minori dalle famiglie.

Il pericolo di medicalizzazione della scuola è concreto e reale e coinvolge già la nostra stessa provincia come si evince da questi avvenimenti:

- In una scuola di Rovereto i bambini sono stati sottoposti ai test AC-MT 6-11 e PRCR-2 (discalculia e dislessia) e in seguito sono stati indirizzati al reparto di neuropsichiatria infantile.

- Una signora di Civezzano si è rivolta alla nostra associazione perché la maestra aveva "richiesto" (imposto) una visita in neuropsichiatria infantile per il suo bambino.

- In una scuola di Rovereto i bambini sono stati addirittura sottoposti a un test "sull'idea della bugia" fatto da una laureanda in psicologia con il beneplacito della scuola.

Questo disegno di legge sulla dislessia che "assicura l'individuazione precoce dei fattori di rischio e favorisce la diagnosi tempestiva" e che in pratica introduce i test psicologici nelle scuole trentine, rischia di avvallare la medicalizzazione della scuola.

Ricordiamo che il 6 maggio 2008 la provincia Autonoma di Trento ha approvato la legge n. 4 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" in risposta alle richieste dei cittadini che hanno firmato oltre 4000 petizioni contro la medicalizzazione della scuola e che sono state consegnate al presidente del consiglio provinciale nell'aprile del 2008. La legge, che vietava i test psicologici nelle scuole trentine di ogni ordine e grado, era stata approvata all'unanimità dal consiglio provinciale come legge "preventiva" volta a impedire gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Questo disegno di legge sulla dislessia, senza delle appropriate rettifiche, rischia di tradire la volontà popolare e la volontà del consiglio provinciale stesso.

Riteniamo sia corretto aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento e concordiamo con lo spirito della legge volto ad assistere i nostri figli. Ma è assolutamente necessario apportare degli opportuni correttivi per impedire gli scenari descritti sopra. Il consenso informato scritto alla somministrazione dei test, la possibilità di contestare o accertare la presunta diagnosi e il richiamo alle norme sulla privacy potrebbero impedire che i genitori vengano espropriati del loro diritto/dovere di attendere all'educazione dei propri figli e consentirebbe di impedire le derive insite in questo DDL.

Non comprendiamo il motivo per cui il nostro Comitato non sia stato informato di questo disegno di legge e non sia stato chiamato dalla Quarta Commissione presieduta dal consigliere Mattia Civico, dato che abbiamo raccolto oltre 4000 firme sul tema dei test nelle scuole. Speriamo che il consiglio provinciale abbia la sensibilità di accogliere le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini come ha saputo fare nel maggio del 2008.

Paolo Roat

Comitato dei Cittadini dei Diritti Umani - CCDU Onlusa
fonte: medicinechenon.it


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COMUNICATO STAMPA FEI
www.feierboristi.org

Medicinali vegetali tradizionali: Quanto allarmismo!

ma chi ha lanciato l’allarme si é documentato fino in fondo e ha compreso il contenuto della Direttiva 2004/24/CE? (Direttiva 2004/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 che modifica, per quanto riguarda i medicinali vegetali tradizionali, la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano)

Ad aprile 2011 é prevista una scadenza che fa riferimento all’art. 2 comma 2 della direttiva succitata, 2004/24/CE del 31 marzo 2004, che così recita:

“ai medicinali vegetali tradizionali di cui all’articolo 1, già in commercio al momento dell’entrata in vigore della presente direttiva, le autorità competenti applicano le disposizioni della presente direttiva entro i primi sette anni dalla sua entrata in vigore”.

Quindi i sette anni decorrono dal 31 marzo 2004 e da qui si arriva al 1°Aprile 2011. Data però non corretta in quanto la direttiva in realtà è stata pubblicata in Gazzetta europea il 30 Aprile 2004, e quindi i sette anni vanno calcolati dal 30 aprile 2004 per cui la data ufficiale sarebbe il 1 maggio 2011.

 


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  COMUNICATO STAMPA

L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ DECRETA L’INGRESSO DELL’OMEOPATIA NEL GRUPPO DELLE MEDICINE TRADIZIONALI E NE RACCOMANDA L’INTEGRAZIONE NELL’AMBITO DELLE CURE PRIMARIE

Con la pubblicazione del documento “Safety issues in the preparation of homeopathic medicines” l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce pari dignità all’omeopatia rispetto agli altri paradigmi medici.

E’ di questi giorni la notizia dell’uscita dell’importante memorandum dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sull’omeopatia, che dovrebbe ottenere tra l’altro l’effetto di porre fine al crescente clima di ostilità nei confronti dell’omeopatia e alle violente campagne stampa che, basandosi su alcuni rari casi di uso improprio della stessa per la cura delle malattie gravi, se ne sono servite come pretesto per chiederne una aperta condanna, peraltro in controtendenza rispetto al crescente consumo di prodotti farmaceutici omeopatici da parte dei pazienti.


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Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali

Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale. Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell'operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali (in particolare in Lombardia, Toscana, Liguria ed Emilia Romagna).
Per questi motivi abbiamo deciso di creare questo sito e raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare una proposta di Legge di iniziativa popolare. 50.000 firme per la libertà di scelta terapeutica e la legittimità delle Medicine Non Convenzionali.
La parte innovativa di questo progetto è costituita dalla modalità di creazione della legge stessa. Tutti possono contribuire alla sua stesura partendo da un testo base. Abbiamo creato, a tal proposito, una sezione aggiornabile per ricevere i commenti ed i testi degli utenti che vorranno partecipare.

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globalization.jpgCodex Alimentarius: Nutrizione globalizzata

Articolo pubblicato sulla rivista "Il Consapevole" n. 17/2008

di Sepp Hasslberger

Negli ultimi 5 anni sono avvenuti grandi cambiamenti nella consapevolezza globale con opinioni forti sulla globalizzazione e sulle strutture di potere delle multinazionali.”
David Korten

Secondo il suo sito ufficiale www.codexalimentarius.net, il Codex Alimentarius fu creato nel 1963 dalla Food and Agricultural Organization (FAO) e l’Organizzazione Mondiale (OMS) con l’intento di sviluppare per il trattamento degli alimenti norme, linee guida e codici di buona pratica sotto un programma congiunto della FAO e dell’OMS. Gli obiettivi di questo programma, sempre secondo il sito, sono la tutela della salute dei consumatori, l’equità del commercio e la coordinazione delle norme per gli alimenti.

Tutto bene a prima vista. Purtroppo le belle parole nascondono una realtà più oscura.

Il Codex Alimentarius è un foro legislativo internazionale sponsorizzato dall’industria che promuove gli interessi delle multinazionali in un mercato globalizzato, piuttosto che la salute dei consumatori o una forma equa di commercio.

Fino a dieci anni fa, pochi avevano sentito parlare del Codex Alimentarius il cui nome latino significa ‘legge alimentare’, se non erano direttamente coinvolti nel noioso lavoro di elaborazione delle norme o nell’adeguamento delle leggi nazionali alle regole Codex, ma poi le cose cambiarono.

Nel 1994, la delegazione tedesca di un comitato relativamente sconosciuto, il Comitato Codex su Nutrizione e Alimenti per Usi Dietetici, propose la bozza di una linea guida per un nuovo tipo di alimenti che negli anni ’80 erano comparsi sui mercati europei e che, ai tedeschi, non sembravano alimenti per niente. Erano tavolette e capsule e contenevano dosaggi di vitamine e minerali che I tedeschi consideravano esaggerati. Queste pillole di vitamine, chiamate complementi alimentari, bioalimenti o integratori alimentari, sembravano medicine alla mente tedesca piuttosto che alimenti salubri come Krauti e Strudel.

La linea guida proposta in seno al Codex mirava alla restrizione dei dosaggi consentiti, cercando di ridurre il tutto alle dosi giornaliere raccomandate (RDA) per ogni sostanza.

Fu ironia della sorte che il concetto dell’RDA, una sorta di minimo indispensabile per ogni nutriente, introdotto nella Germania post-bellica dalle forze di occupazione americane, adesso veniva usato dai tedeschi … per opporre resistenza all’introduzione di integratori di nuova generazione. Il mercato tedesco era molto controllato ma anche molto aperto al mondo farmaceutico. Dopo tutto, i farmaceutici rappresentano, in Germania, un fattore economico non indifferente: i grandi produttori tedeschi di farmaci sono parte integrante dell’economia delle esportazioni, e dello sviluppo miracoloso che l’economia tedesca conobbe dopo la guerra.

Ne consegue che se un alimento slitta nella categoria dei farmaci è principalmente l’industria farmaceutica a trarne benificio.

Per quel che riguarda gli integratori e le vitamine poste sotto la lente del Codex, dobbiamo tenere presente che ne fanno parte anche i tanti preparati vitaminici e di minerali che acquistiamo in erboristeria e che utilizziamo in maniera autonoma (non tramite il consiglio del medico) per il miglioramento della nostra salute.


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COMUNICATO STAMPA: 5 giugno 2008.

Le organizzazioni di consumatori europee chiedono agli elettori irlandesi di votare “No” al Trattato di Lisbona

Sei organizzazioni non governative (ONG) che rappresentano collettivamente i consumatori di tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea (UE) chiedono urgentemente agli elettori irlandesi di votare ‘No’ al prossimo referendum indetto in Irlanda sul Trattato di Lisbona. Piuttosto che dar vita a un'Europa “più efficiente”, come affermano i sostenitori del Trattato, le ONG temono fortemente che la vittoria del ‘Sì’ in Irlanda il 12 giugno e la conseguente applicazione del Trattato da parte di Bruxelles, servirebbe solo a peggiorare le falle crescenti della democrazia nei paesi dell’UE. La presunta efficienza politica e procedurale derivante dalla ratifica del Trattato, obiettano le ONG, può essere ottenuta solo con un ulteriore compromesso in termini di democrazia, privacy personale e libertà di scelta, tutti diritti attualmente sempre più a rischio nell’UE.

"Gli italiani e i cittadini di molte altre nazioni europee confidano nell'Irlanda per inviare un chiaro messaggio alla burocrazia europea: È così difficile capire che gli europei vogliono essere parte attiva del proprio futuro politico? Un'Europa unita può essere un obiettivo positivo, ma diventa inutile e persino dannoso se la decisione di unirsi e la definizione delle relative modalità non spetta ai cittadini, ma esclusivamente alle alte sfere", afferma Kathleen Gordon, portavoce de La Leva di Archimede.“Dopotutto, non dovrebbe essere la nostra Europa?"

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Dosaggi vitaminici: Risponde la Commissione EU

Ancora non accenna a placarsi la controversia sulla direttiva europea riguardo agli integratori alimentari. Restano tuttora irrisolti i due nodi principali che il testo approvato nel 2002 lasciò indietro per essere sciolti successivamente: limiti massimi di dosaggio per vitamine e minerali e fonti di nutrienti da permettere in questi prodotti.

Mentre per le fonti di nutrienti, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare è chiamata ad esaminare entro la fine del 2009 centinaia di dossier scientifici su ogni forma chimica dei singoli minerali e delle vitamine che ha in mano dal 2005, per i dosaggi massimi, la discussione è ancora in alto mare. Una patata bollente, che nessuno sembra voler toccare.


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Vietato l'uso di mercurio per uso dentistico in Norvegia, Svezia e Danimarca, poiché può essere adeguatamente sostituito con altri composti

La Norvegia ha recentemente annunciato un divieto di impiego di mercurio, comprese le amalgame dentali, che è entrato in vigore il 1° gennaio 2008.
La Svezia ha annunciato un analogo divieto e ai dentisti in Danimarca non sarà più consentito utilizzare il mercurio nelle otturazioni dopo il 1° aprile 2008.

Questi divieti indicano chiaramente che l'amalgama non è più necessaria. Ci sono validi sostituti del mercurio per le otturazioni che vengono usati ogni giorno negli Stati Uniti, ha detto Michael Bender, direttore del Mercury Policy Project.

Al fine di eliminare l'uso di amalgama, che è costituita per il 50% di mercurio, siamo in grado di ridurre l'inquinamento da mercurio in modo molto più efficace rispetto a soluzioni (end-of-the-pipeline) .

In un comunicato ufficiale, il ministro norvegese dell'ambiente Erik Solheim ha detto che il motivo del divieto è il rischio di inquinamento che i prodotti contenenti mercurio possono costituire per l'ambiente.


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La Svizzera verso un referendum per le Medicine Complementari

di Luisella Zanino

In Svizzera la popolazione ha diritto e potere di modificare la Costituzione Nazionale attraverso lo strumento-chiave del referendum, presentando degli emendamenti. In questo caso l'obiettivo è introdurre un nuovo articolo nel quale la Federazione dei Cantoni riconosce politicamente e operativamente le Medicine Complementari. Tutto è cominciato quando il Governo Svizzero ha trascurato i risultati di uno studio scientifico che dimostrava come i pazienti svizzeri fossero più soddisfatti dalle cure quando si rivolgevano a medici che praticassero anche le CAM (Complementary and Alternative Medicine). Da questo studio risultava inoltre un minor numero di effetti collaterali ed un costo annuale per le cure molto più basso. Questa iniziativa nasce dal malcontento della popolazione per la decisione, nonostante le evidenze, di non introdurre le CAM fra le prestazioni erogate dallo stato Svizzero. Lo scopo dell'iniziativa è promuovere un settore di cure basate sul concetto di integrazione fra medicina tradizionale e CAM. I punti sono: preservare la medicina convenzionale, incorporare e riconoscere nel sistema sanitario di base le cinque discipline complementari più utilizzate (medicina antroposofica, omeopatia, medicina tradizionale cinese, fitoterapia e terapia neurale); regolamentare gli standard di formazione fra gli operatori in CAM non medici; promuovere la ricerca e l'insegnamento accademico delle CAM in Svizzera. Ad oggi sono state raccolte più di 140.000 firme e per farlo hanno collaborato tra loro tutti gli operatori del settore: medici, farmacisti, laboratori, ospedali, infermieri, terapeuti etc. Sono stati coinvolti il Parlamento, i partiti politici e i media. Il referendum avrà luogo nel 2008.

Per maggiori informazioni >>> cliccare qui


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Salviamo gli integratori vitaminici

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Il Parlamento europeo sta per varare una legge che di fatto farebbe scomparire dal mercato gli integratori, vitamine, oligoelementi ecc.
Perchè cio non avvenga è indispensabile che tutti ci mobilitiamo e scriviamo, seguendo le indicazioni che si trovano nel sito www.consumersforhealthchoice.com - Italy Campaign Toolkit.
Dopo che avete inviato le lettere, fate circolare questa mail a più persone possibili, anche se sono semplici consumatori.

Per saperne di più:

L’Europa Nettamente Divisa sulla questione degli integratori vitaminici

Direttiva dell’EU sugli integratori alimentari – La direttiva renderà peggiore la salute del consumatore?

Campagna organizzata dal
Consumers for health choice:

Azione da intraprendere Cliccate qui

Suggerimenti su come scrivere le vostre lettere Cliccate qui

Lettera suggerita per il Commissario europeo Cliccate qui

Lettera suggerita per i Membri del Parlamento europeo Cliccate qui

Lettera suggerita per l'Ufficiale governativo Cliccate qui

Articolo 5 Cliccate qui

Scarica la versione pdf completa del TOOL KIT Cliccate qui


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L’Europa Nettamente Divisa sulla questione degli integratori vitaminici

Titolo originale: Europe Sharply Divided over Vitamin Supplements
Traduzione di: Silvia Rubeo
Una consultazione avvenuta in sede di Commissione che intendeva aprire la via per stabilire i limiti di dosaggio di vitamine e minerali negli integratori e negli alimenti venduti nell’UE sta evidenziando profonde divisioni tra i stati membri ed i gruppi interessati alla nutrizione ed al consumo di integratori nell’ alimentazione.

La Direttiva Europea sugli integratori alimentari richede che i livelli di dosaggio devono essere considerati e che dei limiti devono essere stabiliti laddove si ritenga necessario. Al momento dell’approvazione la direttiva si era attirata proteste e critiche da parte dei consumatori e dei fornitori di prodotti nutrizionali che consideravano la nuova legge europea eccessivamente restrittiva.
Durante un'azione legale tesa a verificare la legittimità della direttiva, il Procuratore Generale della corte europea di giustizia ha definito le procedure della direttiva “della trasparenza di una scatola nera”, ma la corte, nella decisione successiva, ha dato il via libera per le nuove norme…
La direttiva, mentre prospettava dei controlli sulla formulazione degli integratori, non considerava i dettagli - ha lasciato che questi fossero decisi più tardi. Così le stesse domande imbarazzanti che hanno caratterizzato le discussioni precedenti al 2002, ma non sono mai state risolte al tempo ora stanno tornando a tormentare il legislatore dell’UE.


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USA: Black Box per psicofarmaci ADHD

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Pubblicato 11 febbraio 2006 da NoPsych.it

Una commissione consultiva federale americana ha votato giovedì una risoluzione nella quale si afferma che gli stimolanti come il Ritalin possono avere effetti pericolosi sul cuore, e che i legislatori federali dovrebbero richiedere ai produttori di fornire indicazioni scritte ai pazienti e porre avvertimenti ben visibili sulle etichette dei farmaci che descrivano questi rischi. Circa quattro milioni di persone negli Stati Uniti, assumono stimolanti per il Disordine da Deficit dell’Attenzione e Iperattività, e la commissione ha dichiarato di voler rallentare l’esplosione dell’uso di questi farmaci.

Dalle pagine del New York Times , veniamo a sapere che la commissione ha votato all’unanimità di raccomandare le indicazioni ai pazienti, mentre, con una votazione di sette membri su otto (uno si è astenuto), ha raccomandato che gli stimolanti tipo il Ritalin portino l’avvertimento più pesante imposto dall’FDA: il "Black Box". Il Black Box è un riquadro nero, apposto sulle confezioni di alcuni farmaci, con indicati a chiare lettere i più pericolosi effetti dannosi.


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Il Consiglio Superiore di Sanità sembra abbia deciso che di medicinali omeopatici si vendono troppi e propone di intervenire con norme di registrazione più rigide. Si parla perfino di una campagna di informazione presso il pubblico per far sapere che il ministero non ne ha valutato l'efficacia. Un giro di vite che fa sospettare lo zampino di big pharma, sempre più preoccupata per la perdita di fiducia del pubblico nei farmaci di sintesi. Sarà questa la strada per fermare il declino della medicina cosiddetta "ufficiale"?

Norme più precise e rigorose sui requisiti che devono essere posseduti dai medicinali omeopatici per i quali, non ci deve essere rimborsabilità: questa la richiesta formulata ieri dal Consiglio Superiore di Sanità. Il documento chiede che l'assenza di qualsiasi valutazione di efficacia da parte dell'autorità sanitaria, ''debba essere oggetto di campagna informativa al grande pubblico, altrimenti il pubblico potrebbe essere indotto a ritenere che l'immissione in commercio dei prodotti sia conseguente ad un giudizio favorevole sull'efficacia da parte dell'autorità sanitaria competente.

Il parlamento ha infatti deliberato che in regime transitorio, fino al 31 dicembre del 2008, potranno rimanere in commercio, senza obbligo di valutazione da parte delle autorità sanitarie, i medicinali omeopatici già sul mercato dal 6 giugno 1995. Dopo questa data i prodotti omeopatici che non sono somministrati per bocca, che non sono venduti in diluizione elevata (tanto da essere considerati innocui) e che non hanno alcuna indicazione terapeutica, in sostanza la grande maggioranza, dovranno presentare un dossier per ottenere la conferma dell'autorizzazione in commercio. Gli esperti del Consiglio Superiore di Sanità hanno chiesto altresì che questo termine non venga ulteriormente prorogato.

Il commento del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali

- lamenta il fatto che ancora una volta, come già avvenuto nel 1990, il Consiglio Superiore di Sanità esprima un parere senza aver consultato in nessuna occasione gli esperti del settore;

- ribadisce ancora una volta che, per quanto sistematicamente ignorate, le prove di efficacia della terapia omeopatica esistono, sono pubblicate su riviste mediche internazionali riconosciute e sono sempre in numero crescente;

- a tempo debito verranno forniti, come richiesto, i dossier relativi all'uso dei medicinali omeopatici, l'effetto clinico prodotto e, a differenza dei farmaci convenzionali, la dimostrata assenza di reazioni avverse degne di rilievo;

- ricorda che meno del 30% delle terapie utilizzate abitualmente dalla medicina ufficiale si base su prove di efficacia e nessuno per questo minaccia di metterle fuori dal commercio;

- auspica che si approvi, quanto prima un Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2001/83/CE, attualmente in discussione, che garantisca la libera circolazione dei medicinali omeopatici nel nostro paese, cosi come avviene in tutti i paesi d'Europa;

- esprime infine la speranza che il Ministro Storace, che in passato si è sempre dichiarato in favore della libertà di scelta terapeutica sancita dall'Art. 32 della Costituzione, non voglia tenere conto del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità.

La medicina del farmaco, usata di preferenza nei paesi industrializzati, è diventata una delle principali cause di morte, se non la principale. Morti a causa di medicina omeopatica e di altri approcci non-chimici alla salute sono pressoché assenti.

L'efficacia della medicina farmaceutica non è comprovata ed è un segreto aperto che i medicinali funzionino solo nel 30 al 50 per cento dei pazienti. Il Consiglio Superiore di Sanità non ne sembra essere al corrente. Altrimenti si stringerebbero le norme sui farmaci "tradizionali", non quelle su omeopatia, nutrizione e naturopatia.


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GLI SVIZZERI VOTANO IL BANDO AGLI OGM

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Voto unanime nei Cantoni, il 56% dei cittadini elvetici ha votato sì alla proposta della moratoria quinquennale. In Canton Ticino il sì al 64%. Alemanno: riflettere sul voto.

UN POPOLO GAGLIARDO...

Referendum, vince lo stop agli ogm in agricoltura

Gli svizzeri hanno approvato con referendum nazionale il divieto per cinque anni dell'utilizzazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura.

Il divieto si applica tanto alle piane quanto agli animali geneticamente modificati, ed e' uno dei piu' restrittivi d'Europa. Il risultato del referendum, a quanto anticipato dall'emittente tv svizzera SF DRS, è frutto del 55% dell'elettorato favorevole al bando, approvato dalla maggioranza dei 26 cantoni in cui è suddiviso amministrativamente il paese.
Il referendum dà ragione agli agricoltori svizzeri, molti dei quali accarezzano il progetto di darsi alla coltivazione di prodotti biologici .


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Bruxelles, 1 Agosto 2005 - E' l'ora della verita' per le vitamine. Ce lo ricorda La Repubblica con un articolo dal titolo "Vitamine, ecco le nuove regole - dall'Ue una lista per evitare danni". Pero' il giornale non ha fatto ricerche approfondite. Altrimenti avrebbe scritto che le stesse vitamine e minerali che abbiamo trovato fino a ieri li troviamo ancora oggi e li troveremo pure domani. Non avrebbe detto neanche che questa lista era necessaria "per evitare danni". Quali danni, se le vitamine e minerali gia' per decenni sono la categoria di prodotti piu' sicuri che si trovano in commercio? Lo dicono le statistiche messe insieme da Ron Law, esperto nuovozelandese, e pubblicate sul sito de La Leva (vedi qui e qui).

La lista, alla quale si riferisce La Repubblica limita si' le sostanze fonti di vitamine e minerali impiegate negli integratori, ma e' soggetto a deroghe nazionali. La deroga italiana l'ha firmata l'allora ministro della salute Sirchia il 17 Febbraio 2005. Simili deroghe sono state attuate in quasi tutti gli stati membri della Comunita' europea. Si parla di piu' di 500 fonti vitaminiche e minerali che sono state cosi' "salvate", almeno fino al 2009.

Gruppi di consumatori, rivenditori, naturopati e ditte produttrici si erano rivolti alla Corte europea a Lussemburgo per fare chiarezza sulle restrizioni introdotte con la direttiva europea. Mentre la Corte ha confermato la validita' della direttiva nel suo insieme, l'ANH - Alliance for Natural Health, fa festa lo stesso, cantando vittoria. L'ANH dice che la decisione ha portato un forte raggio di luce in quello che l'avvocato generale della Corte aveva, in aprile, definito una procedura "con la trasparenza di una scatola nera".

La Corte infatti ha chiarito nella sua decisione del 12 luglio scorso alcuni punti importanti:

- La presenza di vitamine e minerali che naturalmente sono presenti in certi frutti o vegetali, anche se concentrati, non viene toccato dalla direttiva - se ne parlera' in un secondo tempo;

- La procedura per aggiungere sostanze "fonti di vitamine e minerali" all'elenco della direttiva deve essere semplice, accessibile e le decisioni, da dare in tempi ragionevolmente brevi, sono soggette a verifica giuridica;

- Criteri per aggiungere una sostanza all'elenco della direttiva sono la biodisponibilita' e la innocuita' di una sostanza.

- Le autorita' sanitarie non possono vietare l'impiego di una sustanza (fonte vitaminica) da utilizzare negli integratori se non sulla scorta di una valutazione accurata degli ultimi dati scientifici.

L'ANH si rallegra per questi chiarimenti. Anche noi crediamo che i consumatori in Italia possono stare piu' tranquilli. La probabilita' di trovarci da oggi a domani a non avere piu' alcuni degli integratori che stiamo adoperando da sempre, si e' allontanata di piu'. Non e' ancora tutto liscio, rimane la questione spinosa dei dosaggi massimi, da discutere l'anno prossimo.


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Quale sara' l'effetto della direttiva europea sugli integratori alimentari? Integrare la nostra nutrizione sara' piu' difficile? Vediamo che cosa dice l'Europa...


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6 Maggio 2005 - Riunione annuale dei fondatori e membri de La Leva.

Sepp Hasslberger fornisce un bilancio dell'attività. Esamina il quadro della situazione italiana e internazionale di medicina naturale e integratori, fa appello a membri e sostenitori di attivarsi personalmente.


Presenza de La Leva in Internet

Cresce il numero di siti e quello dei visitatori. Mentre laleva.cc si assesta su quattromila visitatori goirnalieri, i visitatori del sito news laleva.org sono più che raddoppiati dal aprile 2004 allo stesso mese di quest'anno.

Sito storico La Leva: http://www.laleva.cc

Sito La Leva News: http://www.laleva.org

Forum La Leva: http://www.laleva.cc/phpBB2/index.php?
Il forum è aperto al contributo di tutti. Si può leggere ma non solo. E possibile intervenire!

Continua....


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Integratori in pericolo

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Operatori del naturale e consumatori in allarme per la nuova direttiva europea, che rischia di consegnare gli integratori alimentari nelle mani delle multinazionali del farmaco.

Tratto dalla rivista AAM Terra nuova n°195 di maggio 2005.


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5 Aprile 2005 - La direttiva europea sugli integratori non è trasparente nelle procedure amministrative per l'approvazione di ingredienti da utilizzare nei prodotti. Così cita l'opinione dell'Avvocato Generale nella sua relazione alla Corte Europea, depositata oggi. La decisione finale della Corte è attesa per il mese di giugno, prima che le disposizioni restrittive della direttiva diventino definitive.

L'Avvocato Generale Geelhoed conferma che in principio, una legge europea per gli integratori è utile, ma è molto critico delle procedure introdotte con la recente legislazione. Il suggerimento alla corte:

"La disamina della direttiva 2002/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sull'approssimazione della legislazione degli stati membri in relazione agli integratori alimentari mostra che la direttiva infrange il principio di proporzionalità. Principi importanti della legislazione comunitaria, come la necessità di protezione legale, di certezza del diritto e di giusta amministrazione non hanno trovato ascolto. Perciò la direttiva non è valida."

Resta da aspettare il dispositivo finale della Corte, la quale non è obbligata a seguire i suggerimenti dell'Avvocato Generale, ma nella maggior parte delle cause la decisione finale segue le sue indicazioni.

In Italia, il Ministero della salute ha di recente adottato un provvedimento che salva un gran numero di ingredienti già presenti negli integratori, dando deroga fino al 2009 per il loro utilizzo. L'opinione dell'Avvocato Generale conferma la validità di questo passo perché effettivamente riconosce la presenza di seri problemi procedurali da risolvere.

Per maggiori dettagli e per una copia (in inglese) dell'opinione, qui un altro articolo.


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8 Marzo 2005 - Il Ministero della salute ha pubblicato un decreto firmato dal ministro Sirchia il 17 febbraio scorso che salva - almeno per il momento - molti integratori. Secondo gli elenchi di sostanze accettate come "fonti" di vitamine e minerali, della recente direttiva europea, gran parte dei prodotti già sul mercato da anni, erano destinati a sparire dal mercato in luglio.

La deroga ministeriale ha dato la sospensione, fino a dicembre del 2009, di questa misura oltremodo drastica voluta da Bruxelles. Secondo la direttiva europea, le fonti di vitamine e minerali, anche se già sul mercato da parecchi anni, saranno ancora da approvare, una per una, sulla base di dati forniti dall'industria.

Per adesso comunque sono salvi minerali come boro, silicio e vanadio, alcune forme di vitamine e moltissimi minerali altamente biodisponibili come i chelati di calcio, rame, ferro, selenio, magnesio, manganese e zinco e, meno conosciuti ma non meno importanti, i minerali orotati, ascorbati e aspartati.

L'elenco completo è contenuto nel testo della circolare ministeriale (qui in formato PDF).

La sospensione ministeriale consente all'industria di lavorare con maggiore tranquilità. E' una bella notizia anche per terapeuti e utenti appassionati, i quali eviteranno di dover andare alla ricerca disperata in internet o in canali oscuri per trovare ciò che hanno sempre utilizzato. Va riconosciuto il merito di Federsalus, associazione dell'industria italiana, che ha lavorato con serietà ma diamo atto anche alla grande civiltà mostrata dai funzionari e dallo stesso ministro della salute.

Con questa decisione l'Italia, è il caso dirlo, sta dando un esempio che altri paesi europei farebbero bene a seguire. Resta solo da sperare che un simile colpo di scena salvi anche le erbe che in Italia hanno una lunga tradizione e molti appassionati ma che, sempre per volontà di Bruxelles, rischiano di trovarsi in una situazione simile. Secondo un'altra direttiva europea, molte erbe sarebbero da considerarsi medicinali, una prospettiva aborrente per erboristi e molti italiani che amano le tisane.

Anche per gli integratori resta un problema spinoso, quello dei dosaggi limite permessi, dei quali però si stanno già occupando alcuni organismi internazionali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha indetto una commissione di esperti presso la FAO per fissare delle regole certe sulla valutazione della sicurezza di vitamine e minerali.

Riferimento OMS/FAO (in inglese)


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27 gennaio 2005 - La Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati pubblica il suo "testo unificato" per la proposta di dare un regolamento alle medicine naturali. Il titolo e' REGOLAMENTAZIONE DELLE MEDICINE E DELLE PRATICHE NON CONVENZIONALI. Si propone di riconoscere

il diritto di avvalersi delle medicine e delle pratiche non convenzionali esercitate dai laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria e in medicina veterinaria, dai laureati in chiropratica e in osteopatia, e dagli operatori professionali delle discipline bio-naturali, iscritti ai rispettivi albi e registri professionali e in possesso di specifiche qualificazioni professionali, conseguite secondo le modalità stabilite dalla presente legge.


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La Corte di Giustizia europea in Lussemburgo ascoltera' il 25 gennaio 2005 una causa contro la direttiva europea sugli integratori alimentari. La direttiva che fara' mancare in erboristeria molti integratori oggi ancora disponibili sara' resa operativa nel luglio 2005, sempre se non subisca modifiche sostanziali. La causa, intentata dall'ANH - Alliance for Natural Health ed altri - era stata riferita alla Corte europea dal giudice Richards dell'Alta Corte Londinese il 30 gennaio di quest'anno.

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CODEX: Informazione su alimenti e salute
Il Sud Africa si oppone

Il Codex Alimentarius, un ente che stabilisce gli standard internazionali sugli alimenti, discute per determinare quali informazioni devono contenere le etichette dei prodotti alimentari. La bozza preliminare, pronta per essere adottata nel prossimo incontro della Commissione del Codex Alimentarius che si terra' a Ginevra, Svizzera, tra il 28 giugno e il 3 luglio, afferma che non possono essere riportate informazioni riguardanti gli effetti preventivi e curativi dei nutrienti.

Il Sud Africa ha chiesto di cambiare la dicitura della linea giuda, citando tutte quelle chiare evidenze scientifiche che mostrano che gli alimenti hanno proprieta' preventive e anche curative. I governi di tutto il mondo raccomandano di mangiare frutta e verdura almeno cinque volte al giorno per prevenire il cancro e altre malattie. Lo scorbuto, che ha causato la morte di molti marinai, e' stato sconfitto solo dopo aver realizzato che gli agrumi contengono alcuni elementi nutritivi che erano essenziali alla salute.

La Fao (Food and Agricultural Organisation), "madre" del Codex, ha pubblicato un rapporto sull'alimentazione e la prevenzione delle malattie croniche.

La questione e': se mangiare certi alimenti e' importante per la prevenzione delle malattie, perche' non ci e' permesso di saperlo? E' forse un consolidamento del monopolio salutistico delle multinazionali farmaceutiche che ci impediscono di prenderci cura della nostra salute?


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La Svizzera parte con un'iniziativa popolare volta a far discutere in parlamento un nuovo articolo della costituzione a favore della libera disponibilita' di ingegratori vitaminici. La proposta è stata lanciata dall'associazione ProGesundheit e prevede la collezione di almeno centomila firme. Tempo per farcela: prima del 27 ottobre 2005. Informazioni sul sito dell'associazione: http://www.vitamin-initiative.ch/


Articolo sul sito del Corriere del Ticino

BERNA (5 maggio 2004) - L'associazione ProGesundheitSchweiz ha dato ufficialmente il via alla raccolta delle firme per la cosiddetta "Iniziativa delle vitamine". Il testo stabilisce che gli integratori alimentari che contengono vitamine, sostanze minerali, oligoelementi, aminoacidi, fitosostanze o altre sostanze alimentari possono essere fabbricati, commercializzati e pubblicizzati senza autorizzazione.

Attualmente in Svizzera solo leggere concentrazioni di simili sostanze possono essere vendute liberamente come integratori alimentari. La rigida regolamentazione elvetica ha per effetto di rendere costosi questi tipi di preparati e di ostacolarne l'importazione, ha affermato in una conferenza stampa a Berna il presidente del comitato d'iniziativa Frank Thrier.

Con il nuovo articolo costituzionale, ProGesundheitSchweiz, l'associazione per la salute svizzerotedesca promotrice dell'iniziativa popolare, vuole rendere accessibili questi prodotti per motivi di profilassi. La Costituzione federale garantisce il diritto alla salute, ma di fatto la legislazione vigente limita tale diritto, ha proseguito Thrier.

Titolare di un'azienda che importa in Svizzera dagli Stati Uniti integratori alimentari, Frank Thrier deplora i costi e le complicazioni della procedura in vigore. In particolare lamenta il prelievo di campioni alla dogana per farli controllare dai chimici cantonali.

Per i consumatori la distinzione fra preparati di libero accesso e preparati sottoposti a certificazione è sconcertante, ha osservato l'avvocato Men Rauch, segretario del comitato. L'iniziativa propone perciò di sancire il principio di libertà per tutti questi prodotti, con un divieto o una limitazione unicamente per i casi in cui è dimostrato un effetto nocivo per la salute nella dose raccomadata dal fabbricante, oppure se i dati relativi al prodotto sono falsi o ingannevoli.

La gente ha bisogno di integratori alimentari poiché frutta e verdure non contengono sufficienti vitamine, ha sostenuto la vicepresidente del comitato d'iniziativa Silvia Meier. Carenza che, secondo le affermazioni della Meier, sono dovute essenzialmente ai metodi di coltivazione, di raccolta e di conservazione. Inoltre, la gente oggi si nutre male ed è sotto stress, perciò il fabbisogno di vitamine aumenta.

Il comitato d'iniziativa è composto di imprenditori, professionisti della salute e personalità varie, quale ad esempio Mister Svizzera 2003, Robert Ismajlovic. Non ne fa invece parte alcun parlamentare federale. Il finanziamento è assicurato soprattutto da aziende attive nel ramo in Svizzera e all'estero. I promotori hanno tempo fino al 27 ottobre 2005 per riunire le 100 000 firme necessarie alla riuscita dell'iniziativa.


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La Commissione Codex decide sull'approccio di sicurezza per gli integratori
di Josef Hasslberger

Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sulla Nutraingredients.com, la Commissione del Codex Alimentarius riunitasi a Ginevra la scorsa settimana ha deciso di adottare la decisione del Comitato sulla Nutrizione e Alimenti speciali di stabilire i dosaggi limite dei prodotti contenenti vitamine e minerali seguendo le linee dei massimi dosaggi di sicurezza scientificamente stabiliti invece che i livelli richiesti dal vecchio standard RDA (Reccomended Daily Allowance).

Il Comitato sulla Nutrizione aveva deciso, lo scorso Novembre in Germania, che la sicurezza debba essere determinante per i criteri di dosaggio di limite massimo invece che i livelli RDA cosi' come avevamo precedentemente riportato durante quel periodo.

Tutto questo e' perfettamente in linea con la decisione della Corte Europea di Giustizia in materia, che ha recentemente condannato la Germania per aver deciso in maniera arbitraria di dichiarare medicinali tutti gli integratori che contenevano vitamine con dosaggi piu' di tre volte superiori allo standard RDA. La relativa registrazione farmaceutica impedirebbe di fatti a questi prodotti di essere importati in Germania.


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