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Bambini iperattivi, gli psicofarmaci provocano allucinazioni

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Bambini iperattivi, gli psicofarmaci provocano allucinazioni

Adele Sarno
Fonte: Kataweb Salute

"Prima di somministrare un farmaco - spiega Emilia Costa, titolare della prima Cattedra di Psichiatria dell'Università di Roma La Sapienza - bisogna fare una diagnosi. Per curare un bambino affetto da ADHD occorre un progetto terapeutico specifico e personalizzato che tenga conto del cervello in via di evoluzione nell'infanzia e nell'adolescenza, e di tutti quei fattori che possono produrre alterazioni anche irreversibili. In tutti i casi la diagnosi va formulata da uno psichiatra o da un neuropsichiatria infantile con accertata esperienza sul campo e non certo come spesso avviene da genitori o insegnanti".


I sintomi della malattia. Si distraggono facilmente e sembra che abbiano altro in mente. Sono impulsivi, hanno difficoltà a organizzare azioni complesse e si stancano subito. Sono bambini e potrebbero essere affetti da ADHD,disturbo da iperattività e deficit di attenzione. Il loro comportamento si rivede in ogni situazione: a scuola mentre seguono una lezione, a casa se fanno i compiti, in un ambiente ludico, cioè quando giocano con i genitori e con i coetanei, se sono davanti alla televisione o a tavola. Per modificare e 'normalizzare' il comportamento di alcuni pazienti iperattivi e con deficit d'attenzione si utilizzano psicofarmaci.

"È necessario ricordare - continua la Costa - che il nostro cervello è effetto e causa del divenire umano e che questo significa che la cultura di oggi diventerà il patrimonio genetico dei bambini di domani, cioè che pensieri, atteggiamenti e comportamenti di oggi vengono trasmessi alle future generazioni e se noi influenziamo il cervello in evoluzione con sostanze o interventi inappropriati creiamo bambini disturbati. Quindi chi ha potere decisionale in campo di Psicofarmacologia deve rendersi conto che se sbaglia anziché favorire l'evoluzione favorisce l'involuzione".

Lo studio della FDA:
attenzione al rischio allucinazioni. Sono stati analizzati 49 studi clinici, che riguardano questi prodotti farmaceutici, in uno studio pubblicato su Pediatricse diretto dal professor Andrew Mosholder. Secondo quanto riportato dall, l'FDA ha analizzato il Ritalin della Novartis AG, il Focalin XR, i cerotti dermici Adderall XR e Daytrana della Shire Plc, Concerta della Johnson & Johnson, Strattera della Eli Lilly e Metadate CD della CoCelltech Pharmaceuticals Inc.
"Il numero di casi di psicosi o mania nei trial clinici pediatrici era basso - ha tranquillizzato Mosholder - ma comunque non trascurabile, abbiamo notato infatti la completa assenza di simili eventi nel gruppo placebo di questi studi". Fatto sta che alcuni bambini avevano allucinazioni.

Anche danni epatici. Ancora una volta è la FDA a lanciare l'allarme. Ha infatti emesso una comunicazione sui danni epatici (anche mortali) che hanno riportato i piccoli in cura con la molecola atomoxetina (nome commerciale Strattera). E così, ha emesso una comunicazione per i medici americani, sollecitandoli a informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all'uso del medicinale. Infine chiedevano "di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell'area epatica o inspiegabili sintomi influenzali". L'atomoxetina è stata approvata nel 2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti ed agitati e da pochi mesi è in commercio anche in Italia.

L'FDA nella sua comunicazione scrive che "mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell'atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali".

Le terapie possibili. L'alternativa all'approccio farmacologico è quello psicoterapeutico. Un farmaco elimina il sintomo ma non risolve il disturbo profondo, spesso causa della malattia. "Fermo restando che ogni storia è a se e non possiamo generalizzare, il successo delle psicoterapie è noto in letteratura scientifica, ma troppo spesso ignorato in terapia. Vengono utilizzati con una certa leggerezza psicofarmaci e si crede che le terapie non farmacologiche non funzionino: il problema invece è che sono state 'snobbate' per lungo tempo a favore di soluzioni dagli effetti più immediati".

Insomma se è vero che il farmaco ha una sua dignità d'utilizzo, nei casi 'limite' in cui è appropriato (cioè quando il bambino può fare del male sia a se stesso sia agli altri) va detto però - sottolinea l'esperta - la psicoterapia modifica anch'essa realmente la struttura cerebrale e influisce concretamente e positivamente sul comportamento, e tali miglioramenti sono tangibili e misurabili. "Non comprendo quindi come si possa continuare ad ignorare questi fatti - conclude Emilia Costa - prediligendo sempre l'approccio biologico, organicista e farmacologico e declassando superficialmente la psicoterapia a 'quattro chiacchere' tra terapeuta e paziente'


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1 Commento

E' da parecchio che se ne parla !
Nella stragrande maggioranza di chi legge,a mio parere,si entra nel merito di chi scrive per prelevare una giusta informazione,senza avere le basi necessarie critiche e di conoscenza per comprendere a fondo,alias bisognerebbe entrare nell'ambito della chimica,della sintesi chimica e della reazione organica per sapere concretamente ed arrivare così ad interpretare in modo corretto il rimedio farmacologico da proporre nei casi limite elementi carenti nella stessa formazione medica racchiusa in tomi con un tutto esplicitamente generalizzato .
Bisognerebbe,in poche parole,che ogni medico entrasse nella struttura molecolare del composto chimico per consigliare un rimedio,cosa impossibile contrapposta solo da una sintomatologia possibile di effetti collaterali espressi nel " bugiardino" del prodotto e facilmente superato.
A mio avviso sarebbe interessante collegarsi a quella branchia naturale che si esprime così: tu sei ciò che mangi !
Eccesso di proteine? di grassi?scarsità di tempo e quindi messa in tavola di sostanze industrializzate con aggiunte di additivi chimici che nella catena alimentare iniziano dal terreno e da una produttività che deve rendere a tutti i costi ? A mio parere,effetti sgraditi,non tarderanno ad aggiungersi all'inquinamento elettromagnetico della casa stessa e non solo !
Tacitare e non compendere,spegnere un sintomo come panacea per gli effetti sgraditi senza pensare e codificare che tutto nasce da un punto per arrivare ad un altro punto,una sequenza di sostanze chimiche che inizia dalla fase prenatale e prosegue ad ogni sintomo di parvenza anomalo che si proporrà nel futuro.
Una rieducazione sarebbe possibile?
In una società che ha fretta e che segue la strada della non parsimonia,non rimane altro che creare un prodotto non soverchiamente testato,commercializzarlo e solo dopo studiare per gli effetti che si presentano , capitolando o ritirando dal commercio per le conseguenze disastrose, quando l'attenzione consapevole di un qualcuno punta l'indice ,accusando senza esporsi come responsabilità .

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