Verso una legge per le medicine non convenzionali

05 GIU – È giunto il tempo di garantire a tutti i cittadini italiani, al pari di altri cittadini europei, il diritto di scelta della terapia, nella convinzione che la medicina non convenzionale integrata alla medicina tradizionale possa portare grandi benefici alla salute. Il direttore generale di Legambiente e componente della Commissine Igiene e Sanità del Senato, Francesco Ferrante, ha spiegato così l’urgenza di una legge che riconosca il valore delle medicine non convenzionali e di una copertura da parte del Servizio sanitario che consenta a tutti di scegliere liberamente tra i diversi approcci diagnostici e terapeutici.

Di questo si è parlato stamani a Roma, in un Convegno organizzato da Legambiente, in collaborazione con Weleda, e mirato proprio a sottolineare l’importanza di garantire la libertà di scelta terapeutica quale diritto fondamentale del cittadino. Al convegno sono intervenuti anche il presidente della Commissione Igiene e Sanità, Ignazio Marino, che ha introdotto i temi del Convegno e assicurato che la Commissione lavorerà con la massima serietà all’esame dei progetti di legge per le medicine non convenzionali. Tra gli altri, il confronto ha visto alternarsi al tavolo dei relatori Mauro Alivia presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica, Paolo Roberti di Sarsina, coordinatore del comitato permanente di consenso e coordinamento per le medicine non convenzionali in Italia, Lucia Venturi , segretaria nazionale di Legambiente.
Si è accresciuta inoltre la consapevolezza dei problemi ambientali e dello stretto legame dell’uomo con la natura che lo circonda, e dell’importanza di tutelare l’ambiente in cui l’uomo vive come principale elemento di prevenzione riguardo alla salute, aspetti ai quali le medicine non convenzionali hanno sempre prestato particolare attenzione.

Si tratta di un approccio che non esclude una medicina e favore dell’altra, ma anche invece tende a integrare tutte le forme terapeutiche per un percorso terapeutico in grado di farsi carico di tutti gli aspetti di una malattia, fisici e psicologici, per offrire il più alto livello possible di benessere al paziente.

“Questo significa anche – ha osservato Ferrante – fornire un quadro normativo che, prevedendo una formazione di base nelle università e nelle scuole specializzate, dia le necessarie garanzie di professionalità a tutti i cittadini che si rivolgono a questi indirizzi terapeutici. È necessaria una norma che tuteli i cittadini dalle truffe di sedicenti medici e ciarlatani”.
All’omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura, la chiropratica, l’antroposofia si rivolgono ormai, secondo i dati più recenti, quasi dieci milioni di italiani. Secondo i dati presentati al convegno, il 23% della popolazione italiana usa le medicine non convenzionali, il 65% è abbastanza informato su cosa siano, il 50% ritiene che siano medicine utili, il 70% vorrebbe che fossero rimborsate dal Ssn, il 65% chiede un maggiore controllo sulla qualità dei farmaci e sulla preparazione dei medici e gli specialisti che le applicano.

Postato da archimede il 08.06.07 16:12 | Commenti (6)

Commenti

Ho curato con la medicina omeopatica problemi che la medicina convenzionale non era stata in grado di curare dopo anni di cure e "sperimentazioni". spero veramente che l'Italia cominci a comprendere queste medicine alternative e che, cosa molto più importante, dia la SCELTA al cittadino e non alle istituzioni.


Cioè secondo voi con le mie tasse ci dovrebbero finanziare l'omeopatia? e perchè non la nuova medicina di hamer, l'oberon e wanna marchi?

La libertà di usare terapie non scientifiche è già garantita, quello che voi volete è che tutti paghino perchè voi possiate curarvi con terapie non
scientifiche.

Poi parlate pure di lobby, come se le case che "producono" rimedi omeopatici non possano considerarsi lobbies.
Lobbies della peggior specie, speculano vendendo aria fritta che a produrla costa niente (industrialmente e come "ricerca")
e che viene venduta a cifre semplicemente abominevoli.


Bha... mala tempora.


Signori, seguo con attenzione quanto recentemente scritto a proposito delle medicine non convenzionali. Sono italiano, da circa 40 anni in Svezia ove a suo tempo ho conseguito il diploma di naturopata, kiropratico ed agopuntore.Nessuna improvvisazione, nessuna ciarlateneria, ma ben 5 anni di studi durissimi qui ed altri 2 in giro per il mondo ( nel mio caso Sri Lanka, Singapore e Francia, con pratica in diversi ospedali). In Svezia ho potuto, legalmente, esercitare la mia professione per oltre 30 anni con enormi soddisfazioni, facendomi anche un nome.Nessun ostacolo di ordine burocratico. Qui ( e vale per l'intera Scandinavia) per esercitare la professione è naturalmente obbligatorio aver superato l'apposito esame,ma non è assoluitamente necessaria la laurea in medicina. Il corso di studi è ottimo, dà una preparazione vastissima e dalla classe medica locale siamo considerati validissimi collaboratori. Come sempre, l'Italia si distingue. Non cambierà mai,È e sarà sempre la maglia nera d'Europa.Vi sono in gioco interessi altissimi e in Italia i potenti vincono sempre. Saluti


Un grande passo è stato fatto!
Ora speriamo solo di nn dover
attendere decenni perchè ciò diventi Legge!
Purtroppo quando x seri problemi di salute,si ha la necessità di un ricovero,nn sempre ci lasciano la scelta di decidere di che morte morire,se di malattia o di avvelenamento da terapie.....
C'è bisogno,e anke molto presto di una Legge che in qualche modo tuteli il paziente!!!


L'importante è che le molte altre discipline alternative non divengano comunque conglobate nel quasi monopolio dei medici, che sono sempre più vicini alle lobby delle case farmaceutiche. L'omeopatia ad esempio in Italia è esclusiva dei dottori, dato che si può accedere alla formazione relativa, solo con la laurea medica. In altre nazioni europee no. Più giustamente a mio parere.......


L'importante è che le molte altre discipline alternative non divengano comunque conglobate nel quasi monopolio dei medici, che sono sempre più vicini alle lobby delle case farmaceutiche. L'omeopatia ad esempio in Italia è esclusiva dei dottori, dato che si può accedere alla formazione relativa, solo con la laurea medica. In altre nazioni europee no. Più giustamente a mio parere.......


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