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Le radici Naziste dell'Europa

Le radici Naziste dell'Europa
di Paul Anthony Taylor, Aleksandra Niedzwiecki, Matthias Rath e August Kowalczyk

Prefazione di August Kowalczyk (sopravvissuto di Auschwitz)


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Possiamo trovare l'amicizia in modi differenti.

Fortunato è colui che trova l'amicizia con la VERITA'.

Fortunato perchè, sopra la lealtà, la speranza e l'amore ci son i valori della RETTITUDINE e della VERITA'. Appare spesso nel mezzo delle macerie della nostra ingenutià e ignoranza - ma diventa una forza motrice del nostro "nuovo modo di pensare e una necessità di agire".

E poi, nell'universo dell'umanità, appare chi dice di sapere.

In effetti, alcuni sanno oppure fingono di sapere. Se le nostre vite e il nostro universo sono pieni di storia, impressa nelle nostre vite, nella nostra esistenza, allora c'e' una possibilità che riusciamo a riconoscere chi parla solamente.

Per la prima volta, possiamo riconoscere le voci udite un pò di tempo fa, le voci di chi già ha ingannato, mentito e reinterpretato i fatti. A volte queste sono le voci di quelli che hanno ucciso, a volte quelli che hanno dato gli ordini... di uccidere! E dopo avere nascosto e mascherato con successo le atrocità, stanno alzando le loro dita verso il cielo e gridano di "non uccidere".

E a volte, da dietro le tende recanti l'iscrizione della Commissione Europea(1), emergono volti che conosco personalmente - ma di cui non conosco i nomi o cognomi.

Li siedono persone accusate e sentenziate nei Tribunali di Norimberga: direttori, legali e ingegneri del cantiere Oswiecim, l'impianto petrolchimico della IG Farben ad Auschwitz.

Tutti loro hanno visto la morte e l'agonia di quelli che stavano per morire ma hanno rivolto il loro sguardo all'orizzonte.

Essi hanno udito le grida penetranti dei guardiani cattivi, le loro bestemmie e i loro colpi, spesso letali; però erano sordi ai richiami di aiuto e alle richieste di grazia.

Con Calma monitoravano i risultati operativi delle loro corporazioni e salvaguardavano i profitti. La Loro unica preoccupazione era che le loro imprese demoniache potessero diventare troppo poco redditizie.

14 giugno 2003 - Il giorno del 63esimo anniversario del primo trasporto di prigionieri tatuati con i numeri dal 31 al 728 verso il campo di concentramento di Auschwitz - all'Aia, la sede del governo olandese, ho sentito un discorso prodontamente elucidante per via della semplicità delle parole e della realtà storica.

Questo discorso è stato pronunciato dal dottor Matthias Rath, il presidente della Fondazione per la Salute. Questo incontro all'Aia ha radunato persone da tutto il mondo, venute a testimoniare le parole da lui espresse. Questo incontro si è concluso con una denuncia al Tribunale Penale Internazionale dell'Aia.

Questa denuncia, come ogni altra, contiene molti altri argomenti, ma è anche un insegnamento. Ci si rese conto che il velo che nascondeva la verità era caduto; o forse più che caduto si era un poco aperto rivelando così i fatti riguardanti denaro, cartelli, l'industria farmaceutica e il mio personale debitore - il cartello IG Farben.

Le istituzioni, che sono quasi sempre opposte alla libertà, si sono ancora una volta schierate al fianco del carnefice e non della vittima.

Ho sostenuto la denuncia al Tribunale dell'Aia con la mia firma - August Kowalczyk, ex prigioniero del campo di concentramento e di sterminio tedesco nazista ad Auschwitz, matricola 6804.

Dal 2003 in poi, le nostre azioni comuni hanno portato al programma "L'Europa del popolo e per il popolo" che forma la base per il "progetto dei popoli per la Costituzione Europea" (People's Project for a European Costitution).

Questo libro è una descrizione di come la VERITA' - la sua realtà, la sua comprensione e soprattutto la sua conoscenza e fiducia in essa - si cerchino a vicenda.

Attraverso l'esperienza personale, anche quella più personale, e tramandando i ricordi e le opinioni, possiamo raggiungere un'apertura sociale e intraprendere gli sforzi politici per abbandonare la retrorica dell'Unione Europea - che è una retorica elettorale e dunque come tale non vincolante - nel nome della VERITA'.

August Kowalczyk

August Kowalczyk sintetizza la sua esperienza ad Auschwitz nel libro "A barbed wire refrain"