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Psichiatra condannata a sei mesi di reclusione per aver somministrato farmaci sperimentali ad una minorenne

Processo alla Psichiatria. Prima volta in Italia: psichiatra condannata a sei mesi di reclusione per aver somministrato farmaci sperimentali ad una minorenne.

di Jacqueline Monica Magi, Giudice del Tribunale di Livorno
www.criminologia.it, 3 febbraio 2006

Si è svolto davanti il Tribunale di Pistoia, sezione distaccata di Monsummano Terme... un processo particolare per il tema affrontato.
Il processo ha riguardato l’uso fatto dalla dottoressa Donatella Marazziti, psichiatra di Montecatini Terme (della scuola pisana del dott. Cassano) di farmaci sperimentali su una ragazza minorenne, al fine di curarne l’obesità e in assenza del consenso informato dei genitori.

Era il 1999, il farmaco, il topomax, era in fase di sperimentazione negli USA per la cura dell’epilessia.
Il dimagrimento era un effetto collaterale eventuale, quello che la Marazziti avrebbe voluto ottenere.

La bambina, dopo l’assunzione del farmaco alle dosi indicate (400 mg a dose, contro un massimo previsto di 25 mg), iniziò invece a presentare effetti collaterali non voluti, fra i quali allucinazioni, dolori di vario genere, difficoltà a parlare e sonnolenza.
Un neuropsichiatra appositamente interpellato bloccò immediatamente la cura.

Dalla denuncia della madre di Veronica è nata un’indagine... che ha portato ad un lungo processo, un anno e mezzo di udienze, e alla prima condanna in Italia per uso di farmaci sperimentali su paziente in assenza di consenso.

Il reato ipotizzato è stato quello di lesioni volontarie, in quanto la psichiatra non ha provocato i fatti con mancanza di volontà... ma ha voluto gli effetti collaterali, li ha cercati, perché uno di essi, il dimagrimento, era il suo obiettivo.

Quindi aveva coscienza e volontà di quanto stava facendo accettando il rischio di provocare alla bambina anche altri effetti collaterali. Proprio come è avvenuto: Veronica non è dimagrita ma ha iniziato a stare male, ad avere gravi allucinazioni.

Il processo si è concluso il 24 novembre 2005 con la condanna della psichiatra a sei mesi di reclusione per lesioni volontarie e con la partecipazione dei comitati di antipsichiatria pisani, sempre presenti udienza dopo udienza.

Il deposito della sentenza è di questi giorni (gennaio 2006) contro la quale hanno annunciato ricorso in appello sia la condannata che la parte civile. Quest’ultima perché vuole che sia riconosciuto il nesso causale fra il comportamento della psichiatra e tutti i malesseri accusati dalla minore, mentre la sentenza riconosce la responsabilità della psichiatra solo per alcuni degli effetti accusati dalla paziente.

... A livello giuridico questo però non cambia il valore della sentenza, che afferma il principio della colpa medica anche per la somministrazione di farmaci, costituendo il primo caso in Italia.

... Lo stesso decidente mette l’accento sul fatto che il campo medico è tipicamente il campo della responsabilità colposa e la contestazione del reato in forma dolosa è cosa assai rara ma non “inaudita ed inaudibile” come ha affermato la difesa.

... Il giudice applicando i principi di diritto espressi dalla Cassazione in base alla “evidenza disponibile” nel processo giudica esistente il nesso di causalità fra la condotta della psichiatra imputata e i malesseri accusati da Veronica e dalla di lei madre denunciata.

Il giudicante affronta infine il problema dell’elemento soggettivo del reato, ponendosi il problema se vada qualificato quale colpa cosciente o quale dolo, come ipotizzato dal Pubblico Ministero.

Analizzando il comportamento complessivo dell’imputata nei confronti della prescrizione del farmaco, somministrato in particolare in assenza di controlli continui e attenti sulla paziente, per la quale anzi si è verificato omesso controllo, il giudice non può che concludere per l’esistenza di una condotta voluta e quindi dolosa.

Da qui la condanna a sei mesi di reclusione convertiti in pena pecuniaria.

Jacqueline Monica Magi, Giudice del Tribunale di Livorno
www.criminologia.it, 3 febbraio 2006