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Perche' l'allattamento artificiale uccide. Dossier Nestle'

Perché l'allattamento artificiale uccide. Dossier Nestlè

a cura della Rete Italiana Boicottaggio Nestlè. Con una introduzione di Francesco Gesualdi, responsabile Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Fonte: Nuovi Mondi Media

Secondo James Grant, Direttore Esecutivo UNICEF, "Ogni giorno 4000 bambini nel Sud del Mondo muoiono a causa dell’uso improprio del latte in polvere". Alex Zanotelli: "Tutte le volte che acquistiamo un Bacio Perugina, premiamo Nestlé che ostacola sistematicamente la naturale possibilità organica di ogni madre di allattare il proprio figlio al seno, per costringerla a dipendere dal latte in polvere di cui è produttrice".

1.   INTRODUZIONE
Siamo abituati a pensare al potere come a qualcosa che si possiede. In realtà il potere è qualcosa che si riceve e non da Dio o da altre forze soprannaturali, ma dai sudditi.
I generali riescono a condurre le loro guerre non solo perché hanno al loro seguito un esercito di soldatini obbedienti, ma anche perché migliaia di operai accettano di costruire armi.
I tiranni riescono ad imporre le loro dittature non solo perché dispongono di poliziotti pronti ad eseguire qualsiasi rappresaglia, ma anche perché molti preferiscono tacere.
Gli avidi creano ingiustizia non solo perché hanno al loro servizio delle schiere di ragionieri, direttori e capi-squadra disposti a fare trionfare il sopruso, ma anche perché i consumatori comprano tutto senza problemi.
Dunque ogni volta che andiamo a fare la spesa dobbiamo ricordarci che attraverso questo gesto semplice ed apparentemente banale che è il consumo, rischiamo di renderci complici dei peggiori misfatti, non solo per lo sfruttamento e il danno ambientale che può essere racchiuso nel prodotto che compriamo, ma anche perché diamo denaro e consenso che possono essere responsabili di tanti altri abusi umani e sociali.

Ma attenzione! È necessario avere questa consapevolezza non per creare degli sterili sensi di colpa, ma per diventare dei consumatori responsabili che pretendono di usare il consumo come uno strumento per condizionare le imprese. Perciò, quando andiamo a fare la spesa ricordiamoci anche che siamo potenti e che le imprese sono in una posizione di profonda dipendenza dal nostro comportamento di consumatori. Noi, infatti, con i nostri acquisti abbiamo la possibilità di fare salire o scendere i loro profitti.
Proprio perché le imprese hanno tanta paura di noi, esse tentano di dominare la nostra volontà spendendo miliardi per la pubblicità. Dunque noi dobbiamo sforzarci per riappropriarci della nostra volontà decisionale e dobbiamo rivalutare il potere che abbiamo tra le mani. Un potere che preso singolarmente è certamente piccolo, ma che moltiplicato per milioni di persone può mettere in ginocchio le più grosse multinazionali e al limite l'intero sistema.

Gli strumenti a disposizione del consumatore per condizionare le imprese sono due: il boicottaggio e il consumo critico.
Il boicottaggio è un'azione straordinaria e consiste nell'interruzione organizzata e temporanea dell'acquisto di uno o più prodotti per forzare le società produttrici ed abbandonare certi comportamenti.
Mentre il boicottaggio è una campagna organizzata con grande clamore di stampa e col coinvolgimento di molte altre forze, comprese quelle politiche, sindacali ed anche ecclesiastiche, il consumo critico è un'iniziativa più silenziosa paragonabile ad un'abitudine di vita. Il consumo critico, infatti, è un atteggiamento quotidiano che consiste nella scelta meticolosa di tutto ciò che compriamo sulla base di due criteri: la storia del prodotto e la condotta della casa produttrice. Scegliendo cosa comprare e cosa scartare, non solo segnaliamo al sistema i metodi produttivi che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo le forme produttive corrette mentre ostacoliamo le altre. In fin dei conti, il consumo si può utilizzare come una forma di voto, che può influenzare le scelte economiche molto di più del voto elettorale.
Dunque non cerchiamo scuse: le multinazionali non sono quei mostri imbattibili che noi immaginiamo, ed il loro comportamento dipende dalle nostre scelte. Alla fine il nostro problema non è la mancanza di strumenti di intervento. Il nostro vero problema è come vogliamo utilizzare la nostra vita: se preferiamo viverla da "sovrani" che pretendono di indirizzare il corso della storia per fare trionfare la pace e la giustizia o se preferiamo viverla da "servi" disposti a barattare la nostra dignità per un piatto di lenticchie.

Francuccio Gesualdi
responsabile del Centro Nuovo Modello di Sviluppo
 
...Ogni giorno 4000 bambini nel Sud del Mondo potrebbero essere salvati dalla morte per malattie e denutrizione se fossero allattati al seno e non con latte in polvere...

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