di MARINELLA LEO*

Fonte: http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/contri/leo.htm

Vaccinazioni, ricerca scientifica e diritto alla salute

Introduzione

La storia delle vaccinazioni è costellata di inverosimiglianze ed inganni. Da quando Jenner volle "vaccinare" invece di "vaiolizzare", fino alla ricerca attuale di un vaccino contro l'AIDS, tutto si fonda sul condizionamento delle menti.

La nostra società accoglie favorevolmente i vaccini. Noi siamo diventati dei consumatori dipendenti, sempre desiderosi di averne di più. Le case farmaceutiche multinazionali l'hanno capito bene e alimentano questa dipendenza. Ciò che i mass media pensano del vaccino rispecchia anche la concezione che hanno della malattia, del ruolo del medico e di ciò che significa farsi carico della propria salute a livello individuale e collettivo. Il vaccino evita che ciascuno si responsabilizzi e s'impegni in prima persona.

Le prime vaccinazioni avvennero quando ancora non si sapeva quasi nulla di microbi, di virus e di sistema immunitario. Benché fondata su conoscenze insufficienti, la vaccinazione fu velocemente promossa al rango di pratica medica generalizzata, di routine che non verrà più messa in discussione, divenendo così sempre più simile a un dogma che a una scienza in evoluzione - perché in effetti più vicina alla fede che alla scienza.

Questa pratica è stata imposta al mondo intero per mezzo di campagne vaccinali messa in atto da sostenitori convinti di aver trovato in questa pratica una panacea, ed è stata imposta al mondo intero per mezzo di campagne vaccinali, calendari vaccinali, estesi programmi di vaccinazione, leggi sull'obbligo vaccinale ecc.

È diventata un'ideologia per la quale dobbiamo essere pronti ad "immolare" un piccolo numero di individui al fine di salvaguardare la comunità.

L'avventura della vaccinazione è cominciata alla fine del 18° secolo quando il medico inglese Edward Jenner, per proteggere gli uomini dal vaiolo, pensò di inoculare in essi il vaiolo bovino, malattia specifica dei bovini ma ritenuta 'simile' al vaiolo umano.

Il successo che questo metodo conobbe, in particolare fra le classi agiate presso le quali fu magnificato da alcuni luminari, ha mascherato la realtà dei fatti, così come la viva opposizione che questa pratica aveva generato fin dall'inizio.

Cosa fece Jenner? Semplicemente sostituì il pus vaioloso che si trasmetteva da un braccio all'altro tramite la variolizzazione, con del pus prelevato dalle mucche. In seguito questo pus è stato sottoposto ad alcuni processi di purificazione, ma quel primo vaccino era totalmente artigianale ed empirico e fu somministrato tale e quale a migliaia di persone in tutto il mondo.

Si aprì così la via ad una contaminazione più complessa e subdola. Infatti era la prima volta che si introduceva scientemente e direttamente nel corpo umano un elemento di un'altra specie, cioè del DNA, dei geni provenienti da un animale e, per di più, da un animale ammalato.

Noi rischiamo d'altronde di non poter misurare le conseguenze di questo avvenimento se non tra diverse decine o centinaia di anni. L'uomo, alla fine del 18° secolo, diede il via allo sconvolgimento dell'ecosistema facilitando il passaggio di microrganismi da una specie ad un'altra. La barriera tra specie e specie era stata oltrepassata: cominciava "l'animalizzazione" dell'uomo o "la minotaurizzazione della specie umana", secondo i termini usati da Pierre Darmond nella sua opera La Longue Traque de la Variole (Editions Perrin, 1986). Questo aspetto della vaccinazione sfugge spesso alla considerazione.

L'osservazione aveva dimostrato che, generalmente, una volta contratta una malattia infettiva, in seguito non si manifestava più.. Da questo fatto nacque l'idea di inoculare elementi microbici o virali - dei quali si è attenuata la tossicità - al fine di provocare la malattia in forma leggera, ma tale da suscitare una reazione dell'organismo e così da proteggerlo contro un ulteriore attacco, più massiccio, di questa stessa malattia: si parla allora di immunizzazione. L'idea non era priva di fondamento e di interesse. Era necessario però assicurarsi dell'esattezza dei meccanismi in gioco e dell'innocuità del procedimento.


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Saranno tanti i punti da affrontare e i temi su cui confrontarci il prossimo 3 ottobre a Bologna http://www.facebook.com/event.php?eid=130801266968358&ref=ts
Vi prego di condividere e diffondere questo appuntamento, anche se non potrete prendere parte all'evento direttamente. Grazie mille.
Rossella Puccio

Primo tra tutti l'incontro si prefigge di stabilire le linee d'azione e i passaggi per costruire un Centro di Ricerca per Malattie rare.

E' un sogno che da anni perseguiamo e per cui lottiamo. La Terapia C.R.A.P. (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio), lo screening di esami di prevenzione e di controllo, gli studi sulle malattie degenerative e rare (quali cancro, sla, autismo...) elaborate da Giovanni Puccio, sono una realtà già diffusa in gran parte di Italia e del mondo, da oltre 18 anni, sebbene continuiamo a essere osteggiati e zittiti, sebbene si continui a osteggiarne l'ufficializzazione.

Molti sono i casi di guarigione, le lettere inviate al Governo da parte di comitati cittadini che lottano a fianco di Puccio, e le due interrogazioni parlamentari presentate negli anni precedenti e ignorate, nonostante i diversi incontri a cui siamo stati invitati pur di "controllare" la diffusione del nostro lavoro (inutile dire che questi tentativi pur rallentandoci non ci hanno mai fermati).

Ufficializzare la Terapia C.R.A.P. e una Ricerca meno "inquinata", più attenta alle necessità dell'individuo, significa combattere per il diritto alla vita. La società odierna assiste a un diffondersi esponenziale di patologie degenerative che trovano risposta in protocolli massivi, spesso invasivi, che non agiscono sulla causa della malattia, ma sugli effetti, risultando nella maggior parte dei casi insufficienti e dannosi.


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Fonte: Luogocomune.net

Questa intervista non è ancora stata sottotitolata in italiano. Quella che segue è la traduzione completa dell'intervista. ATTENZIONE: negli ultimi due minuti sono state inserite alcune riprese dell'operazione effettuata sulla paziente, una documentarista americana che ha chiesto di filmare la procedura completa di rimozione del proprio tumore.



F.O.: Mi chiamo Frances Oman. mi hanno diagnosticato il cancro per la prima volta intorno al giorno di San Valentino, del 2007.

M.M.: Che tipo di cancro era, e quale fu esattamente la diagnosi?

F.O.: Era un sarcoma aggressivo ai tessuti morbidi, localizzato all'interno della mia coscia sinistra. Avevo sentito il rigonfiamento già da qualche mese, e lo avevo detto al mio medico generico, ma lui mi disse "E' solo la sua immaginazione ... alla sua età è normale che vengano rigonfiamenti, sono solo accumuli di grasso..." Ma io lo tenevo d'occhio, e mi sembrava che crescesse.

La mia osteopata, che mi stava curando l'anca, un giorno mi disse: "Vada immediatamente a fare un ultrasuono".

Io lo feci, e il risultato non piacque a nessuno. Mi hanno mandato da uno specialista all'altro, ...

... e poi sono finita da uno dei migliori oncologi della California. Lui fece una biopsia, e fu allora che ebbi la diagnosi di sarcoma aggressivo dei tessuti morbidi. A quel punto era diventato più o meno così, era come un paio di prugne, diviso in due parti.



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24 Settembre 2010 ore 21 presso
Oratorio San Rocco, ore 21, Via Roma - Gatteo (FC)

Con il partocinio del Comune di Gatteo, Marco Pizzuti presenta:

PANDEMIA CONNECTION

con la partecipazione straordinaria di Jane Burgermeister

evento.jpg

Intervengono:

Alberto Mondini, naturopata
Dott. Franco Verzella, medicina funzionale
Massimo Gallo, Per il Bene Comune, amministratore del
gruppo nazionale per la tutela dei diritti contro le vaccinazioni di massa obbligatorie

modera l'incontro:

Marco Pizzuti, autore del best seller Rivelazioni non autorizzate

Diretta web su www.perilbenecomune.net


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Convegno: LA MEDICINA A UNA SVOLTA

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La Scienza incontra lo Spirito
in collaborazione con Nexus Eventi
presenta

medicina-svolta.jpg

LA MEDICINA A UNA SVOLTA

sabato 16 ottobre 2010
dalle 9.00 alle 19.00
Hotel Leonardo da Vinci, Milano

Metodologie diagnostiche e cure innovative, biologiche e non invasive che tengono conto della costituzione dell'essere umano nella sua totalità e sulle quali cade un fragoroso silenzio mediatico. È tempo di affrancarsi dalle "imposizioni farmacologiche" vigenti e poter scegliere liberamente come curarsi prolungando la propria vita a oltranza liberi dai condizionamenti nella piena consapevolezza del proprio essere infinito.

 


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In un anno 396 vittime del vaccino

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In un anno 396 vittime del vaccino

Danni alla salute invece di prevenire l'influenza: inchiesta della Procura

RAPHAËL ZANOTTI - TORINO

Fonte: La Stampa

Nel giro di un anno le reazioni violente ai vaccini stagionali contro l’influenza, con danni alla salute dei pazienti, sono più che raddoppiate. Un dato preoccupante che il procuratore vicario di Torino, Raffaele Guariniello, ha deciso di indagare con l’apertura formale di un’inchiesta. La preoccupante statistica è dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, obbligata per legge alla sorveglianza sanitaria. Parla di 161 casi nella stagione 2008-2009 e di ben 396 in quella 2009-2010. Un dato che, in qualche modo, può essere spiegato dalla maggiore attenzione dovuta all’esplodere, nell’anno appena trascorso, della fobia per il virus A/H1N1, ma non solo.


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La Leva di Archimede va in ferie!


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ci rivediamo a settembre con l'aggiornamento delle notizie e i preparativi per la fiera.

Vi ricordiamo che potrete trovarci alla fiera SANA di Bologna dal 9 al 12 settembre. Padiglione 14 Stand B13.


sana2010.gif

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7 modi segreti con cui ci stanno avvelenando

Articolo tradotto da Ivan Ingrillì
7 Secret Ways We Are Being Poisoned
Activist Post

L'oggettività del metodo scientifico sembra essere stata dirottata dalle corporazioni che spesso pagano gli scienziati e i ricercatori per supportare i loro prodotti, così come i politici che si muovono attraverso la porta girevole tra il settore pubblico e privato. Ancor peggio quando alcune agenzie per la protezione del consumatore sono complici. La fiducia dei consumatori negli studi scientifici e nella supervisione federale è stata violata a favore del profitto in maniera che i prodotti vengano introdotti sul mercato con uno standard di sicurezza molto ridotto. Le sostanze chimiche di sintesi che troviamo quotidianamente nei nostri alimenti, nell'acqua e nel nostro ambiente circostante stanno aumentando dimostrandosi disastrose alla nostra salute mentale e fisica. Potrebbero essere scritti interi volumi - quindi sono stati scritti - sia dagli esperti della medicina ufficiale che alternativa che documentano i giochi di prestigio che hanno raggirato i consumatori e compromesso la nostra salute. Le categorie sottostanti sono da considerare come una approfondita investigazione che vale come esempio per cosa dobbiamo affrontare come specie continuamente bombardata da queste sostanze chimiche.


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E’ illegale raccogliere l’acqua piovana: Il Governo statunitense ha privatizzato l’acqua

Articolo tradotto da Ivan Ingrillì
Articolo originale http://www.naturalnews.com/029286_rainwater_collection_water.html

Nella trasformazione della nazione da terra di libertà a terra di schiavitù, molte delle libertà di cui godiamo qui negli Stati Uniti si stanno velocemente sgretolando, ma quello che voglio condividere con voi sferra un assalto alle nostre libertà a un livello completamente diverso.

Probabilmente non ti interessa nulla ma molti stati occidentali, inclusi Utah, Washington e Colorado hanno vietato alle persone di raccogliere l'acqua piovana nelle loro stesse proprietà, perché ufficialmente "appartiene a qualcun altro".

Anche se questo sembra bizzarro le leggi che limitano i privati nel raccogliere l'acqua nelle loro case e terre sono state oggetto di discussione per molto tempo negli stati occidentali. Ma solo recentemente, a causa degli aumenti di siccità e interessi nei metodi di conservazione dell'acqua, le persone hanno incominciato a sbattere le proprie teste contro l'inasprimento delle leggi che riguardano la pratica della raccolta dell'acqua piovana per utilizzo personale.

Guardate questo video girato a Salt Lake City (Utah) riguardante questo tema.

In Utah è illegale raccogliere l'acqua piovana senza una concessione valida e Mark Miller della Mark Miller Toyota lo ha imparato a sue spese.

Dopo aver costruito nella sua concessione un grande sistema per il collezionamento dell'acqua da utilizzare per lavare le macchine, Miller scoprì che il suo progetto era "un'illegale raccolta di acqua piovana". Anche se collezionare acqua piovana ha un logico senso di conservazione, visto che nello Utah la pioggia è scarsa, questa viene considerata una violazione dei diritti sull'acqua che apparentemente sono esclusivi di enti governativi dello Utah.


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Psichiatria violenta - per le neo mamme?


Nel 1936, il Dott Antonio Egas Moniz, portoghese, praticò la prima lobotomia su un uomo. Questa tecnica consisteva nella recisione dei lobi frontali della persona, attraverso la trapanazione del cranio e la distruzione del tessuto connettivo presente. Per questa tecnica, il Dott. Moniz vinse, nel 1949, il Premio Nobel per la Medicina. C’è da raccapricciare!

Distruggendo i lobi frontali, la persona non è più in grado, di fatto, di pensare e di essere persona. Risulta sostanzialmente un vegetale che, molte volte, non è nemmeno in grado di proferire parola o di riconoscere le persone, e nemmeno di un sorriso del cuore o di un moto di sentimento.psichiatria-torture.tif

Insomma, per più di 40 anni hanno usato per curare distubi psichiatrici, una tecnica violenta, che toglie alla persona tutto, la rende incapace di comprendere qualsiasi cosa. Eppure, “scomparsi i sintomi”, la persona era considerata “guarita”.

Anche tecniche come l’Elettroshock sono da giudicarsi “barbare”. Il nome tecnico è “terapia Elettro Convulsivante” (TEC), perché consiste nel far passare nel cervello corrente elettrica, in modo da provocare delle convulsioni.

Non so cosa gli psichiatri italiani Ugo Cerletti e Lucio Bini avessero in mente, quando hanno praticato per la prima volta questa tecnica su una persona, nel 1938.

Negli Stati Uniti la tecnica è stata ampiamente utilizzata verso la metà degli anni 80, perché era l’unica che permettesse la copertura assicurativa ospedaliera (incredibile!). Oggi è ancora utilizzata. E si dice anche che viene utilizzata in forme depressive nelle quali l’impiego di antidepressivi, anche per diverso tempo, non abbiano ottenuto le risposte desiderate. Insomma: si fa passare corrente elettrica nel cervello, sperando che cambi qualcosa. Si provocano convulsioni nella persona per “curare”! Anche qui c’è da trasalire.

Nel Film “Un Angelo alla mia Tavola” di Jane Champion, la protagonista, presunta affetta da schizofrenia (che poi si è dimostrato non essere vero) ha detto che, nel suo ricovero in clinica, aveva subito oltre 200 elettroshock. Le sue parole furono che di ognuno le “rimane un ricordo come di un’autentica esecuzione”.


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