Hai assunto il farmaco Vioxx o un altro antidolorifico della famiglia dei Coxib?
Il celecoxib e il rofecoxib, i primi farmaci contro il dolore della famiglia dei Coxib, sono stati introdotti in Italia nel 2000 e hanno avuto un grosso successo.
Pian piano altre molecole della stessa famiglia sono entrate in commercio.
Nell'ultimo anno i farmaci contenenti due molecole di questa famiglia sono stati ritirati dal mercato perché provocavano un aumento dei problemi al cuore e ai vasi sanguigni: si tratta del rofecoxib (Vioxx, Arofexx, Coxxil, Dolcoxx, Dolostop, Miraxx) e del valdecoxib (Bextra).
Hai assunto uno di questi farmaci e hai notato effetti collaterali ai danni del cuore, dello stomaco o altro?
E' possibile che anche gli altri Coxib rimasti sul mercato possano dare gli stessi problemi che sono emersi con i due farmaci ritirati.
Per questi motivi ti chiediamo, se sei o sei stato in cura con uno dei seguenti farmaci Coxib, di raccontarci la tua esperienza.

Fonte: AltroConsumo

Nuove accuse a Merck per il Vioxx
17 Aprile 2008
Fonte: ADUC

In un'indagine pubblicata il 16 aprile, Journal of the American Medical Association (JAMA) accusa la multinazionale farmaceutica Merck d'aver nascosto una serie di informazioni riguardanti i rischi mortali legati all'assunzione dell'antinfiammatorio Vioxx, quando veniva prescritto a persone affette dal morbo d'Alzheimer. Documenti interni della societa' mostravano, dal 2001, un rischio di morte triplicato per questi malati. Secondo JAMA, i dati non sono mai stati trasmessi all'Agenzia del farmaco FDA. Le nuove accuse vanno ad aggiungersi al 'dossier' contro la casa farmaceutica gia' oggetto di class action.


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La medicina ufficiale ha il Giorno mondiale dell'AIDS - mi pare il primo dicembre.

Noi abbiamo il giorno per ripensare l'AIDS (Rethinking AIDS Day) il 23 Aprile, quel giorno fatidico che vide - nel 1984 - l'annuncio in conferenza stampa di un nuovo virus quale "probabile causa dell'AIDS". Non ci furono studi che comprovarono l'isolamento del virus né nel 1984 né dopo.

Il test HIV, sviluppato e brevettato da Robert Gallo, non è in grado di indicare la presenza di un virus. Il test può reagire ad una sessantina di malattie non connesse con l'AIDS, a vaccini, a un banale raffreddore e perfino alla gravidanza.

I medicinali prescritti a chi risulta "positivo" sono altamente tossici e causano i sintomi caratteristici dell'AIDS.

Altre informazioni (per adesso tutto in inglese):

After Earth Day - Rethinking AIDS on 23 April

HEAL

Rethinking AIDS

April 23rd is "Rethinking AIDS DAY"


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Il lato oscuro dell'oncologia: pericoli e costi Marcello Pamio - tratto da: "Il lato oscuro dell'oncologia" dispensa in preparazione Fonte: Disinformazione.it

Il pericolo della chemioterapia Ci hanno sempre insegnato che la cura principale dei tumori è la chemioterapia, cioè terapia a base di sostanze chimiche. Si sono però dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire. Un malato di tumore viene avvertito che la chemio provocherà nausea, vomito, che cadranno i peli del corpo compresi i capelli, forse. Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta per quella malattia, si stringono i denti e si firma il consenso informato.

Dovete sapere però che l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che (solamente!) maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati!
Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto: stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni
Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.


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Il profeta americano della rivoluzione industriale "verde" è a Roma per presentare un progetto della Regione con il ministero dell'Ambiente

Nasce in Puglia l'Italia ad idrogeno Con Rifkin per l'energia pulita Dal prossimo mese parte la costruzione di cinque distributori di idrometano di ANTONIO CIANCIULLO Fonte: La Repubblica

ROMA - "Questo è un grande momento per l'Italia: adesso l'obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l'impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento". Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell'Università dell'idrogeno. Il prossimo mese partirà la costruzione di cinque distributori di idrometano, una miscela composta dal 70 per cento di metano e dal 30 per cento di idrogeno. In ogni provincia della Puglia sarà così possibile fare il pieno scegliendo fra tre opzioni: idrogeno puro, idrometano e metano.

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L'autorizzazione della giunta all'importazione di farmaci a base di cannabinoidi
Indicato per sindromi neurologiche e contro le conseguenze dei trattamenti antitumore


Cannabis per uso terapeutico
Via libera dalla Regione Marche

ANCONA - La Regione Marche apre alla cannabis per uso terapeutico. La giunta ha autorizzato i servizi di farmacia delle Aziende ospedaliere, dell'Inrca e delle Asur a garantire l'erogazione dei cannabinoidi a carico del Servizio sanitario regionale.

Attualmente non sono disponibili in Italia formulazioni commerciali registrate, basate su principi attivi e su derivati di sintesi dei cannabinoidi. Questi farmaci sono reperibili solo in alcuni Paesi europei e Nordamericani, in Israele e in Sudafrica.


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Dov'è finita la verità?

Egregio Direttore,
ho sentito al telegiornale la notizia del chirurgo Brandimarte di Taranto che dopo aver ucciso barbaramente la moglie e le due figlie ( di 11 e 14 anni), si è tolto la vita. Il giornalista alla fine del servizio, puntualmente, come nei tanti altri casi simili, ha concluso dicendo che il medico soffriva di depressione. La domanda che mi sono posta è stata:
"Qual' è l'antidepressivo che stava assumendo questa persona ?".

Da quando qualche hanno fa ho letto di 800 famiglie che negli USA hanno fatto causa alla casa produttrice del Prozac (un antidepressivo denominato anche "la pillola della felicità"), perché aveva indotto i loro parenti a commettere omicidio e/o suicidio. Da quando ho visto alcuni servizi televisivi americani, nei quali mariti, mogli, madri di pazienti e le stesse persone che erano state in cura con il Prozac , Ritalin , Praxil ed altri psicofarmaci, raccontavano come era cambiata la loro personalità, degli incubi , degli impulsi omicidi e/o suicidi, avuti dopo l'assunzione di tali sostanze e di quanto fossero diventate violente, mi domando: "La stessa cosa si sta ripetendo da noi, perché nessuno fa niente ?".


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Ancora non è stato deciso il destino di vitamine e minerali negli integratori e la Commissione Europea già prende di mira un’altra categoria di ingredienti. Secondo un comunicato dell’associazione inglese ANH - Alliance for Natural Health - l’Unione Europea starebbe considerando elenchi estesi di erbe ed estratti vegetali con l’intento di approvarne o meno l’uso negli integratori.

Citando l’esempio degli aromi naturali, L’ANH teme che molti tra queste erbe ed estratti potrebbero finire sull’elenco delle “spezie a rischio di estinzione”. Infatti, sugli aromi naturali la scure è caduta in modo abbastanza pesante. Piante di uso comune come l’eucalipto, la melaleuca, il timo e la citronella sarebbero stati messi fuori legge negli anti-insetti e deodoranti naturali.


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Sette punti contro gli OGM!

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Sette punti contro gli OGM!
Fonte: Psiche e Soma

Ho letto un post che in cui ho trovato una spiegazione scientifica dettagliata dei motivi per cui l’ogm oggi è da considerare pericoloso. Feci tempo fa un post per invitare a firmare una petizione contro l’ogm e oggi vi riassumo brevemente i sette punti di questo articolo pubblicato dal blog essenze di natura (il blog è stato appena chiuso…).

Sette punti contro gli OGM

Primo: Depauperazione dei complessi pro-vitaminici e vitaminici delle piante. Depauperazione di complessi vitaminici e pro-vitaminici non più presenti negli alimenti, con conseguente incremento delle malattie degenerative e carenziali come ad esempio il Cancro.

Secondo: le mutazioni genetiche delle piante e conseguentemente l’ alterazione della Biochimica umana a causa dell’introduzione di geni estranei (es. di animali, batteri, virus, retrovirus) nel DNA della pianta.
Possono così comparire nuove sostanze simili alle vitamine naturali, ma in realtà con caratteristiche di reattività enzimatica e biochimica diverse da quelle naturali, con induzione di modifica della loro componente di attività biochimica sul genoma umano, una volta introdotte con l’alimentazione. Di qui la comparsa potenziale di nuove malattie insorte “artificialmente”.


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Dosaggi vitaminici: Risponde la Commissione EU

Ancora non accenna a placarsi la controversia sulla direttiva europea riguardo agli integratori alimentari. Restano tuttora irrisolti i due nodi principali che il testo approvato nel 2002 lasciò indietro per essere sciolti successivamente: limiti massimi di dosaggio per vitamine e minerali e fonti di nutrienti da permettere in questi prodotti.

Mentre per le fonti di nutrienti, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare è chiamata ad esaminare entro la fine del 2009 centinaia di dossier scientifici su ogni forma chimica dei singoli minerali e delle vitamine che ha in mano dal 2005, per i dosaggi massimi, la discussione è ancora in alto mare. Una patata bollente, che nessuno sembra voler toccare.


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HPV, promesse senza fondamento

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L’HPV o Human Papilloma Virus è molto comune e il più delle volte si risolve senza conseguenze per la salute di chi ne è affetto.

Il vaccino anti papilloma virus è un vaccino contro quattro dei 13 o più tipi di infezione HPV. Quindi NON è un vaccino contro il cancro al collo dell’utero a differenza di quanto si pensa. Il vaccino è contro le infezioni HPV del tipo 6, 11, 16 e 18 (16 e 18 nel vaccino Cervarix; 6, 11, 16, 18 nel vaccino Gardasil).

Le infezioni HPV la maggior parte delle volte si risolvono da sole, sebbene in alcuni casi potrebbero diventare permanenti e causare una mutazione cellulare che potrebbe in alcuni casi provocare il cancro al collo dell’utero.
I ricercatori sottolineano che il vaccino potrebbe prevenire il cancro al collo dell’utero in quanto le infezioni papilloma virus del tipo 16 e 18 sono state trovate nel 70% dei casi di cancro cervicale. Questo però non significa necessariamente che il virus HPV ha causato il 70% dei casi di cancro. Inoltre, non esistono dati riguardanti la prevenzione della mortalità e della disabilità da carcinoma della cervice dopo vaccinazione anti-HPV.

Quante incertezze . . .


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Speciale Vaccinazioni - Novembre 2009

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